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Alla velocità della luce

Alla velocità della luce

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Alla velocità della luce

Lunghezza:
164 pagine
2 ore
Pubblicato:
19 mar 2014
ISBN:
9788869090349
Formato:
Libro

Descrizione

"Che cosa succede dopo questa vita? Cos’è la morte? È la fine di tutto? O l’inizio di una vita differente? E se così fosse cosa succede al momento del trapasso?" Sono millenni che l’uomo si interroga e prova a rispondere a domande come queste.
Nonostante siano stati pubblicati moltissimi testi sull’argomento, in questo libro si possono trovare risposte nuove e originali che arrivano a scandagliare minuziosamente il meccanismo di trascendenza in tutte le sue fasi attraverso un percorso logico alla portata di tutti, di chi anche per una sola volta si è posto questi interrogativi. Partendo da teorie scientifiche consolidate si giunge a formulare una teoria sulla morte e sull’esistenza dell’Aldilà che si discosta, per principi e impostazioni, da quelle tradizionali.
“Alla velocità della luce” non fa discorsi di fede ma può essere letto da un uomo di fede, illustra argomenti scientifici ma può essere letto da chi non sa di scienze, affronta la trascendenza ma può essere letto anche dal più concreto dei materialisti.
Pubblicato:
19 mar 2014
ISBN:
9788869090349
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

Alla velocità della luce - Silvano Nieddu

Terra.

PREFAZIONE

L’ignoto ha sempre affascinato l’uomo, lo spaventa ma lo attrae. Cercare di capire fenomeni incomprensibili e trovare le risposte è sempre stata fonte di conoscenza e di miglioramento.

La vita stessa è un viaggio verso l’ignoto.

Non sappiamo cosa accadrà domani né tantomeno quando si morirà, ma il vero mistero non è quando, ma cosa succederà alla fine della vita.

Ecco, questo è il diario di bordo del mio personale viaggio verso l’ignoto perché va alla ricerca di risposte alle grandi domande sull’essenza della vita, sulla morte e se, all’alba del terzo millennio, ha senso o meno parlare di Aldilà.

È un viaggio verso la trascendenza perché parte da ciò che sappiamo di essere, un corpo vivente limitato nel tempo, per andare a verificare se esiste la possibilità per l’uomo di un futuro ultraterreno, in cui moltissimi credono, ma non è per niente detto che vi sia. Nel libro non si trova alcun appiglio alla fede o a valori religiosi, ma tutto si svolge in forma laica, articolando cioè i pensieri e le idee secondo principi logici, e con criteri di razionalità.

Partendo da teorie scientifiche consolidate si giunge a formulare una teoria sulla morte e sull’esistenza dell’Aldilà che si discosta, per principi e impostazioni, da quelle tradizionali.

La Scienza come rampa di lancio che ti consente di spiccare il balzo verso l’intuizione.

Come ogni diario personale, anche questo è nato per restare tra i documenti di famiglia, una sorta di passaggio del testimone destinato solo ai miei familiari e tale sarebbe rimasto se mia moglie Paola, insieme ad alcuni parenti ed amici, non mi avessero convinto che sarebbe stato un peccato non dare anche ad altri la possibilità di conoscerlo.

Ringrazio l’amico fraterno Augusto Antonini che ha creduto in questa intuizione e ha insistito per anni affinché questa idea diventasse un libro.

Ringrazio mia moglie Paola che mi è sempre stata vicino e di grande aiuto nei momenti di sconforto e di stanchezza; mia figlia Chiara che leggendo le prime bozze si è appassionata all’argomento e mi ha aiutato con i suoi schemi e disegni. Un grazie al caro amico Pino Saffioti che si è prodigato, fornendo tutto il supporto necessario nel mondo informatico e del web, oggi indispensabile per divulgare un idea.

Come nano sulle spalle dei giganti ringrazio, con umile e sincera riconoscenza e ammirazione, tutti gli scienziati e gli scrittori per i brani e le citazioni che ho estratto dalle loro opere ed inserito in questo libro con lo scopo di illustrare o chiarire meglio quanto presentato.

Infine desidero ringraziare di cuore, scusandomi se non li cito singolarmente, tutti coloro che mi hanno dato la giusta carica per andare avanti e incoraggiato fino alla pubblicazione di questo lavoro.

Sono millenni che l’uomo si interroga sul senso della vita e della morte. Molto probabilmente avrà iniziato nello stesso istante in cui è diventato consapevole di esistere: Che cosa accadrà dopo questa vita? Cos’è la morte? È la fine di tutto? È il nulla, il buio, l’annullamento di ogni consapevolezza? Se così non fosse, cosa ci sarà <>? Se dovesse esistere qualcos’altro, allora la morte non sarebbe che un passaggio, una trasformazione! Andare nell’aldilà sarebbe un passare dall’altra parte, un trapasso. Ma per diventare cosa? Un’altra forma di realtà e di consapevolezza? Che cosa saremo? Un’identità singola conscia di esistere ? O la nostra identità finirà con il corpo e ciò che rimane farà parte intrinseca e inconsapevole dell’intero universo?".

Una parte degli abitanti di questo pianeta ritiene che l’essere umano finisca con la morte del suo corpo; che l’intero sistema complesso chiamato uomo termini con l’arresto cardiocircolatorio e cerebrale. Ciò che inizia sulla Terra, sulla Terra finisce. Polvere alla polvere. Tutto ciò che è stato, sarà assorbito e ridistribuito al resto della Natura, nel suo perenne ciclo vitale.

La restante parte della razza umana ritiene invece che l’Anima, il principio vitale che costituisce la parte immateriale dell’uomo, non si spenga con esso qui sulla Terra, ma si trasferisca altrove, continuando a vivere o a garantire la vita ad altri esseri. Per queste persone, l’Anima non muore con il corpo, ma continua il suo viaggio nell’Aldilà.

Tutte le teorie che ipotizzano un futuro trascendente, fino ad oggi conosciute, non sono però mai riuscite a fornire degli elementi che aiutino ad immaginare come ciò possa avvenire nella sua effettività. Per questo motivo, l’uomo del nostro secolo, razionale e pragmatico, o crede per fede religiosa o trova logico scegliere il nulla materialistico della visione atea, limitata alla vita del solo corpo umano.

Ipotizzare un futuro trascendente, significa prevedere l’esistenza di una componente dell’uomo che passi al di là, che continui il suo viaggio in un altro luogo. Quale parte? In quale luogo? Questi sono solo alcuni dei quesiti senza risposta, per cui le soluzioni oggi a disposizione non riescono ad attecchire come verità possibili nel profondo di un’anima razionale.

Lo scopo di questo libro è indagare sulla possibilità che ha l’essere umano di sopravvivere alla morte del suo corpo.

Si cercherà di capire se esiste la possibilità razionale di un futuro ultraterreno, o se questo deve essere invece relegato ad un credo prettamente fideistico.

Una possibilità cercata con impostazione puntigliosamente laica, fuori dai dogmi religiosi o da concetti filosofici precostituiti.

Argomenti vecchissimi saranno affrontati in modo nuovo, verificando che i passaggi e le idee siano sempre logiche e razionali, che siano attinenti e non contrastino con il sapere scientifico conosciuto.

La speranza è che questo contributo sia di stimolo alla continua ricerca della verità e che riesca, nel suo piccolo, a gettare una flebile luce in un pozzo che è sempre stato tremendamente buio; perché come ci ricorda il filosofo F. Savater la filosofia non è mai la risposta definitiva che ci consente di annullare i dubbi, ma lo sprone che ci perde nel loro labirinto, permettendoci di vivere con dignità intelligente nell’assenza di certezze assolute.

L’uomo è trascendente? Ossia esiste anche al di fuori di questa realtà da noi conosciuta?

Oppure è solo immanente? Nel senso che, tutto ciò che egli è, permane e si risolve in ambito terreno?

Argomenti come questi, a cavallo tra Immanenza e Trascendenza, non possono essere trattati scientificamente, poiché la Scienza tratta i fenomeni dell’Immanente, cioè tutto ciò che è osservabile, verificabile e ripetibile tramite prova empirica, mentre per "realtà trascendente "s’intende una realtà da noi non avvicinabile.

Una realtà inavvicinabile non è osservabile, né sperimentabile, quindi non può essere analizzata con metodo scientifico.

La ricerca presentata in questo libro affonda le sue radici nella verità di importanti teorie, come la relatività di Einstein e il funzionamento delle onde elettromagnetiche, e si confronta costantemente con le leggi della fisica e con il sapere conosciuto, ma non vi è alcuna intenzione di presentarla come teoria o dimostrazione scientifica.

L’ambito in cui si può circoscrivere questo studio non è la Scienza, bensì quella materia che in filosofia si chiama Metafisica.

L’unico modo di affrontare tali argomenti è pensare razionalmente come si comporterebbe la Natura, sulla base di ciò che fa in ambito immanente.

Natura intesa come l’insieme di tutti gli esseri viventi, animali e vegetali, delle cose inanimate come rocce, pianeti e stelle, compresi i suoi fenomeni, le sue attività, il suo ordine: insomma l’intero universo.

E se citiamo la Natura, con l’iniziale maiuscola, la intendiamo anche come forza generatrice di tutte le cose.

Natura come realtà oggettiva che l’uomo riesce a osservare, studiare e modificare.

L’uomo è riuscito a capire, per esempio, che nell’Universo tutte le cose sono regolate dalle Leggi della Fisica. Cosicché possiamo dire che la Natura è una forza che può generare tutte le cose, secondo le Leggi della Fisica.

Pensare razionalmente vuol dire verificare costantemente, con rigore logico e razionale, che i concetti di seguito illustrati non siano in contrasto con le Leggi della Fisica che regolano il nostro Universo.

Le leggi della Fisica hanno un valore generale, qualsiasi teoria che sia in contraddizione con queste leggi non può essere accettata.

Le leggi della Fisica rappresentano le fondamenta di tutta la realtà materiale, sia organica che inorganica.

Tutte le altre discipline scientifiche, come la chimica, la biologia, la medicina ecc, sono una diretta conseguenza delle leggi fisiche e studiano settori specifici ma in modo più approssimativo. Agli stessi risultati di una diagnosi medica o di un processo biologico si può giungere anche attraverso le leggi della fisica ma sarebbero necessari lunghissimi e laboriosissimi calcoli. Spesso per giungere a risultati utili sono sufficienti teorie semplificate che ci permettono di trattare più agevolmente i sistemi complessi; così le altre discipline scientifiche raggiungono brillanti risultati utilizzando a volte delle notevoli approssimazioni rispetto alle leggi fisiche.

Le leggi della fisica hanno un valore generale, tutte le altre scienze naturali sono subordinate alla fisica e alle sue leggi.

Ciò vuol dire che le altre discipline scientifiche non possono in alcun modo contestare le leggi della fisica, perché è su di essa che si appoggiano per definirsi tali.

Quanto detto sopra vuol dire che nessuna delle scienze naturali può elaborare teorie in contraddizione con le leggi della fisica, né può in alcun modo smentirle.

Le leggi della Fisica sono quindi i pilastri su cui poggiano tutte le altre scienze naturali.

Per questo motivo sarà indispensabile conoscere alcuni concetti base di consolidate teorie scientifiche che dovranno essere intese come un alfabeto per la scrittura, come informazioni di base per capire un sistema complesso, come le istruzioni per l’uso di un nuovo macchinario.

Queste informazioni saranno esposte nel modo più descrittivo e semplice possibile, per permettere, anche a chi non ha conoscenze scientifiche, di capire a fondo quanto sarà raccontato.

Anche per argomenti come il momento del trapasso è necessaria la coerenza con le verità conosciute, in quanto l’essere umano, comunque vada a finire, parte sempre dall’immanente.

Solo con le basi ben salde nella verità, e con una verifica continua che il dipanarsi del ragionamento non sia in contraddizione con l’attuale sapere scientifico, possiamo sperare di formulare ragionamenti corretti e con essi cercare di "cogliere la struttura fondamentale dell’essere andando oltre gli elementi instabili, mutevoli e accidentali dei fenomeni terreni".

Leggere i prossimi capitoli sarà anche un esercizio d’introspezione che dimostrerà, a se stessi, quanto coraggio si ha di servirsi della propria intelligenza. Sarà una prova di quanto si è capaci di seguire e verificare la correttezza di un’idea razionale anche quando questa è in contrasto o sbriciola le proprie convinzioni precedenti, la propria fede, il pathos del proprio cuore.

Potremo verificare se siamo tra quelli che non riescono a liberarsi dalle catene dei propri blocchi interiori dettati da convinzioni culturali e religiose, attorcigliati asfitticamente alle proprie reticenze mentali o se invece apparteniamo a coloro che con vero spirito laico ed illuminista si impegnano ad analizzare la novità, con spirito critico ma libero da qualsiasi preconcetto, valutando la validità dell’idea e dei principi esposti solo sulla base del proprio intelletto ripulito dalle passioni e dalle fedi che il filosofo Norberto Bobbio definiva valori caldi.

Chi rifiuta un ragionamento, perché in contrasto con la propria fede o con le proprie idee,

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