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Spie della seconda guerra mondiale

Spie della seconda guerra mondiale

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Spie della seconda guerra mondiale

Lunghezza:
150 pagine
1 ora
Editore:
Pubblicato:
23 feb 2015
ISBN:
9788891177490
Formato:
Libro

Descrizione

Nel corso della Seconda guerra mondiale, innumerevoli furono i personaggi, le vicende umane, le tecnologie e le sperimentazioni che nei due campi contrapposti caratterizzarono l'utilizzo delle "strutture parallele". In questo volume vengono rievocate significative attività di intelligence realizzate dagli alleati per avere ragione del nemico nazista (dalle mistificazioni alle operazioni segrete più spettacolari, dagli agenti segreti più singolari dall'uso dei codici ecc...) in una contesa dai contorni ideologici che assumeranno caratteri sempre più definiti: le democrazie contro i regimi totalitari.
Editore:
Pubblicato:
23 feb 2015
ISBN:
9788891177490
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Libro

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Anteprima del libro

Spie della seconda guerra mondiale - Domenico Vecchioni

BIBLIOGRAFIA

PREMESSA

Mai come nel secondo conflitto mondiale la «guerra segre­ta» ebbe tanto peso nel determinare e condizionare le sorti della guerra palese. Innumerevoli infatti furono i personag­gi, gli episodi, le vicende umane, le tecnologie e le speri­mentazioni che nei due campi contrapposti caratterizzarono l'utilizzo delle «strutture parallele», in una contesa del resto destinata ad assumere contorni ideologici sempre più defini­ti: le democrazie contro i regimi totalitari.

In un mio precedente volume, pubblicato nel 2001, ho già ripercorso le gesta di alcune tra le spie più famose del periodo, da Cicero a Philby, da Sorge a Cynthia. Con questo nuovo libro mi propongo ora di far conoscere al lettore agenti segreti meno noti (come Aristide Tabasso), le attività di mistificazione che risultarono particolarmente riuscite (ad esempio le false sterline di Hilter), operazioni entrate nelle leggenda (gli eroi di Telemark) e, alla luce degli ultimi documenti pubblicati, nuove interpretazioni di famosi avvenimenti (la colpevolezza dei coniugi Rosenberg).

Uno stupefacente mosaico di personaggi, certo molto di­versi tra di loro per le finalità che perseguivano e i metodi che utilizzavano, ma tutti in ogni caso legati dal filo sottile e opaco della singolarità dei loro destini e dell'ambiguità dei loro comportamenti. Personaggi, come avrebbe detto Honoré de Balzac, «dall'anima multipla e dalle mille passioni», protagonisti di storie inestricabili, dove non è sempre agevole distinguere l'eroismo dal tradimento, dove appare labile la linea di demarcazione tra lo spionaggio (moralmente condannabile) e l'attività di intelligence (legittima e per certi aspetti patriottica), dove il senso del dovere si mescola all'istinto di conservazione, dove il doppio gioco rischia perennemente di trasformarsi in un oscuro e indefinibile triplo gioco. Storie che vale la pena di scoprire o riscoprire, tenendo conto del contesto eccezionale in cui si svolsero.

Il lettore si troverà di fronte a un sorprendente insieme di prodezze tecnologiche, a un condensato di trame dai sentimenti forti e contraddittori che fanno da sfondo a una delle più grandi sfide della Storia. Una lotta tra due ideologie contrapposte, tra due concezioni della vita e dello Stato, una guerra, in definitiva, vinta dalle democrazie grazie anche all'efficacia e alla superiorità dei loro «mezzi speciali».

GLI AGENTI

LA PRINCIPESSA SPIA.

NOOR INAYAT KHAN, AGENTE DEL SOE

Non saranno mai abbastanza pubblicizzate le attività del SOE (Special Operations Executive - Comitato per le operazioni speciali), l'organismo creato da Churchill nell'aprile del 1942 nell'ambito dell'Ml6 (i sevizi di spionaggio britannici) per «mettere a ferro e fuoco» l'Europa controllata dai nazisti e che tanta parte ebbe nel sostenere i movimenti di resistenza. Senza l'opera segreta, rischiosa e appassionata dei suoi agenti, che si infiltreranno in diversi paesi europei secondo le loro conoscenze linguistiche e ambientali, l'opposizione ai tedeschi avrebbe infatti avuto ben maggiori difficoltà a costituirsi e a svilupparsi. Sarà infatti grazie alle anonime spie del SOE che i vari movimenti di resistenza riceveranno armi, informazioni, schemi organizzativi, modalità di comunicazione, potendosi stabilmente strutturare in funzionali ed efficaci «reti operative».

Turti gli agenti del SOE erano volontari, in genere giovani, e molte erano le donne che si presentavano per essere reclutate, convinte che fosse arrivato anche per loro il momento di impegnarsi in prima persona per combattere contro il nazismo e il totalitarismo, per la democrazia e la libertà. Si trattava in genere di personaggi particolari, di diversa estrazione sociale e culturale, spesso con complesse storie personali alle spalle. Fisicamente coraggiosi, intimamente convinti della necessità della loro azione, animati da un incrollabile ideale di libertà, erano pronti a tutto, anche al sacrificio della vita.

Particolarmente attiva fu la sezione del SOE per la Francia (SOE-F), che più delle altre impiegò agenti-donne nella con­vinzione che potessero più agevolmente introdursi nel paese e più facilmente mimetizzarsi nella società francese «occupata». Donne di raro coraggio, che fin dall'inizio sapevano di avere solo una chance su due di fare ritorno in patria, ma che non esitarono ad arruolarsi. Molte di loro in effetti non tornarono, giustiziate dopo aver subito torture e sevizie. Silenziose eroine della seconda guerra mondiale, che dovrebbero essere ricordate con maggiore evidenza e riconoscenza nei manuali di Storia.

Una delle donne-spia più interessanti e misteriose della sezione francese del SOE fu senza dubbio la principessa di origine indiana Noor Inayat Khan, che divenne agente se­greto al servizio di Sua Maestà Britannica in terra di Fran­cia, ma... senza «licenza di uccidere», poiché la sua religione le vietava l'uso delle armi e il ricorso alla violenza. Dunque, una spia indiana materialmente e moralmente disarmata in un paese occupato dai nazisti. Un personaggio da romanzo, una personalità eccezionale, una donna fuori del comune.

Ma chi era la principessa Noor lnayat Khan? Come era arrivata ai servizi segreti inglesi?

Diretta discendente del sultano Tipu, l'ultimo sovrano musulmano del Sud dell'India, Noor nasce a Mosca il 2 gen­naio del 1914, all'interno stesso del Cremlino.

Suo padre, Pir-0-Murshid Inayat Khan, musicista e di­vulgatore della dottrina sufista, basata sulla pace universale, sulla tolleranza religiosa e sull'amore di tutti gli esseri vi­venti, aveva deciso all'inizio del secolo scorso di abbandona­re l'India natale scegliendo gli Stati Uniti come base per la diffusione mondiale di quella che per lui si era rivelata una sorta di «nuova religione». Qui Pir-0-Murshid conosce e sposa la futura madre di Noor, una cittadina americana di Albuquerque, Nora Wilson, che diventa così la begum (principessa) Sharada Ameena. La sua fama di predicatore valica in breve i confini dell'America arrivando in Europa, fino a Mosca, dove Rasputin, il celebre monaco dallo sguardo magnetico e dai poteri ipnotizzanti, lo invita a soggiornare per illustrare alla famiglia dello zar Nicola II le nuove dottrine religiose e le originali forme della musica orientale.

Ma Noor non potrà conservare molti ricordi di Mosca né della famiglia imperiale russa. A seguito degli avvenimenti rivoluzionari del 1917, la famiglia è infatti costretta a trasferirsi in Inghilterra, dove peraltro rimane solo per qualche anno. A Londra - altra capitale imperiale che la famiglia dovrà abbandonare - la situazione degli indiani sufisti, vicini alle comunità indipendentiste di Gandhi, non si rivela affatto agevole né gradevole. Meglio quindi cambiare aria.

Ecco allora un nuovo trasferimento, questa volta in Fran­cia, in una tranquilla città di provincia, Suresnes, nella regione parigina, dove la famiglia spera finalmente di poter praticare in tutta tranquillità la proprie credenze religiose. Noor vi seguirà l'intero ciclo degli studi secondari, diventando perfettamente bilingue anglo-francese. A Parigi segue i corsi dell'École Normale de Musique e lavora per qualche tempo a Radio France leggendo - con un buon successo - le storie per bambini da lei stessa scritte. II miscuglio indiano-americano ne ha fatto una giovane donna particolarmente affascinante, di una bellezza un po' misteriosa, colta, discreta, idealista, con la pelle leggermente scura e con un sorriso luminosissimo.

Lo scoppio della Seconda guerra mondiale, nel settembre del 1939, la turba profondamente. Il razzismo e l'antisemitismo nazisti scuotono le sue più profonde convinzioni religiose. Hitler rappresenta ai suoi occhi il male assoluto contro il quale bisognerà in qualche modo reagire.

Al crollo della Francia, nel maggio del 1940, alla famiglia Khan non resta che rientrare in Inghilterra, dove Noor - pur giovanissima, ma già fortemente impregnata degli ideali di libertà trasmessi dall'insegnamento paterno - sceglie subito di arruolarsi nelle forze ausiliarie della RAF, specializzandosi in radiotelegrafia.

Venuta a conoscenza nel corso del 1942 che i «servizi » cercano elementi bilingue, si presenta al neo-costituito SOE, dove i reclutatori la sottopongono ad un intenso interroga­torio preliminare per verificare la sua fedeltà alla causa. Perché mai un'indiana dovrebbe battersi, rischiare la vita, per la Francia e per l'Inghilterra? Perché - risponde convinta Noor - si tratta dei due paesi di adozione, dei due paesi che l'hanno accolta, di due paesi che combattono per la libertà. Ma anche gli indiani aspirano alla libertà e la richiedono pro­prio all'Inghilterra, le si fa notare... È un problema che si porrà dopo la guerra - replica convincente la principessa su­fista, che ben conosce la situazione - ora c'è un nemico co­mune da sconfiggere: il nazismo.

Altra complicazione da superare. Noor fa presente che la sua religione non le permette di esercitare la violenza. Non può quindi servirsi di armi. Ma - si affretta a precisare - potrà essere senz'altro utile come operatore radio. Ha già acquisito nel settore una notevole esperienza.

I reclutatori, pur se inizialmente un po' perplessi, si ren­dono conto di non poter perdere un elemento, forse un po' fuori della norma, ma di certo affidabile, ben motivato e particolarmente adatto alla missione prevista in territorio francese. Viene quindi ammessa allo speciale corso di for­mazione, molto intenso e di non facile superamento, tenu­to - paradossi dello spionaggio - da Kim Philby, che in seguito si scoprirà essere la più pericolosa spia che abbia mai operato a danno del Regno Unito in favore dell'Unio­ne Sovietica!

La principessa si applica con particolare impegno e supera brillantemente le prove previste. Il 16 giugno 1943, prima donna del SOE, viene paracadutata in Francia con la delicatissima missione di trasmettere informazioni per e dalla resistenza francese.

Dopo alcune settimane di lavoro particolarmente impe­gnativo, che fanno di Noor - diventata in Francia Madelei­ne - un elemento essenziale del gruppo Buckmaster, parte della più ampia rete di maquisard denominata Prosper, la Gestapo procede ad una vasta retata dove cadono alcuni re­sistenti che hanno lavorato direttamente con lei. La rete Pro­sper è stata in effetti vittima di un complicatissimo e sofisti­ cato triplo gioco condotto dall'MI6 e dallo stesso SOE, che causerà la perdita di diversi agenti inglesi e francesi, com­presa l'affascinante principessa. L'obiettivo assoluto dei ser­vizi segreti inglesi è di sviare i tedeschi sul luogo del grande sbarco alleato previsto per attivare il secondo fronte in Euro­pa, dopo l’arrivo degli anglo-americani in Sicilia nel luglio del 1943, avvenimento decisivo per le sorti

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