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Turismo

Turismo

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Turismo

Lunghezza:
723 pagine
9 ore
Pubblicato:
13 ott 2013
ISBN:
9788868556488
Formato:
Libro

Descrizione

MAURO PARILLI (mauro.parilli@gmail.com).

Esperto in macrosistemi economici complessi, ovvero competitività fra i territori, è conosciuto a livello internazionale per l'esperienza sul Turismo. Negli anni '70 ha "inventato" il: "Marketing Territoriale" registrandolo nell'American Marketing Association, è accreditato presso la Comunità Europea, rispettivamente alle DG XXII Formazione e DG XXIII Turismo. Fa parte di alcune commissioni internazionali di ricerca, alcune fra le quali: sul turismo, sulle città e sull’Habitat.

Ha una formazione manageriale, pluridisciplinare, in prevalenza socioeconomica. I casi della vita lo hanno portato a maturare esperienze sullo sviluppo dei territori, in diversi Stati, riconducibili al turismo, all’Urbanistica ed alla Pianificazione Territoriale, tanto da esserne stato gratificato nel dare voce talvolta e rappresentanza ad INTA (International Urban Development Association - www.inta-aivn.org), leader mondiale, specializzata nello sviluppo socioeconomico e urbanistico dei territori. Fondata oltre 40 anni fa dai Governi: francese, olandese, egiziano, americano ed inglese, è depositaria di una tradizione raccolta sin dal 1909 con l'Istituto delle "Town planning" inglesi, seguita dai francesi nel 1911 con analogo Istituto, ai quali si sono aggiunti in seguito gli statunitensi. E’ partecipata da oltre 100 Paesi del mondo a livello istituzionale e costituisce un network internazionale di oltre 12.000 decisori pubblici e privati.

Ha contributo allo sviluppo di località in molti Paesi nel mondo, in particolare nello sviluppo della Florida, Caraibi, Portogallo, Spagna, Francia, Vienna, Montenegro, ……. Taiwan, l’Isola di Mauritius, ecc. producendo numerosi scritti di settore e contribuiti sulle pianificazioni, strategiche, urbanistiche e ambientali.

Ha insegnato, con grande passione, entusiasmo e gratificazione personale quando era docente di Management, Gestione delle risorse umane, dei conflitti e del Marketing: la sua passione.

A chi può essere utile questo libro? A tutti quelli che parlano di turismo: tutti quanti gli italiani. A tutt’oggi il sistema Paese italiano, è andato al contrario improvvisando delle cose che si è cercato di vendere, ipotizzando un progetto turistico a sistema inesistente, distribuendo incarichi agli amici qua e là per farli sopravvivere e visti i risultati, spingendoli di fatto a cambiare mestiere.

Per i docenti, se lo vorranno, può essere utile per aiutarci con il loro contributo, ad innescare in questo Paese lo sviluppo e con questo il turismo a sistema che come una sinapsi, coinvolga tutto il territorio. I francesi hanno il doppio delle nostre presenze turistiche avendo molto meno di noi. Un sogno, potrebbe essere quello di un nuovo rinascimento italiano. L’autore cerca di spiegare come arrivarci, prima di passare a miglior vita per raggiungere il terzo primato, quello italiano, dopo lo sviluppo di Vienna e di quello del Montenegro per poter dire che anche lì c’era.
Pubblicato:
13 ott 2013
ISBN:
9788868556488
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Turismo - Mauro Parilli

Ringraziamenti

Ringrazio Google e Wikipedia e tutti quelli che ogni giorno nel mondo la rendono migliore, così per passione e per amore della cultura e del sapere. Più che interpretarne gli scritti degli autori talvolta li riporto integralmente per non guastarli, senza citarli quando non trovo le fonti, ne ringraziarli, e di questo mi sento in colpa.

Un ringraziamento a Jimmy Wales ¹ che per quanto io possa contribuire e dare, mi sentirò sempre in debito con lui. Grazie Jimmy, passo più tempo con voi che con qualsiasi altro.

Stranamente abbiamo molte cose in comune come quello di vivere blindati per non essere infastiditi, io per non sbagliare vivo nel Gran Paradiso, vienimi a trovare ne sarai sorpreso. Forse avrai conosciuto Jim Naugle il Sindaco di Fort Lauderdale ², mi aveva fatto visitare il suo centro storico che certamente conoscerai, di cui andava orgoglioso.

Mi aveva affascinato il rapporto che aveva con la gente ed in particolare quella più indigente che aiutava sempre.

Lo ricordo fuori dal suo ufficio che parlava con un uomo di colore seduto accanto a lui che sembrava preoccupato. Ho scattato qualche foto che ho rivisto proprio in questi tempi, non era male, non ci ero abituato, non sapevo ancora, io che venivo dall’altro mare, cosa era una democrazia.

Voleva fare con me un piano di sviluppo in co-partecipazione fra la Florida che come forse ricorderai a quei tempi era importante perché influiva sulla politica del tuo Paese e la mia Genova dove sono nato.

Forse lo ricorderai Jim, non so dove sia finito, abbiamo perso i contatti. Mi regalò le chiavi della città e molti pin che io diligentemente unitamente alle chiavi in bronzo (non ricordo quante) distribuì al mio Sindaco di allora ed a tutti gli amministratori che non avendone compreso la portata, non se ne è fatto niente. Sto aspettando ancora una loro risposta. Scusami con Jim se non l’ho più chiamato … ma sai, mi sono vergognato.

Non potrei esimermi di ringraziare Larry Page e Sergey Brin che hanno creato Google. Senza di loro perderei non so quanto tempo, a ricercare cose che raramente troverei, il tutto grazie ad un semplice algoritmo come tanti altri con i quali conviviano ogni giorno. Talvolta, così tanto per giocare, presentandomi ad una riunione, dico che a decidere è un algoritmo e Singapore. Forse non è vero, ma io lo penso e se qualcuno mi guarda dubbioso do un affondo finale, raccontando che si arriva ad intercettare le transazioni finanziarie, qualche microsecondo prima dell’ordine, facendo aumentare il prezzo e da quella differenza lucrare sulla transazione dell’ignaro investitore. Questo è il mondo che dovremo affrontare.

Grazie Larry, grazie Sergey, noi tutti ricercatori e studiosi vi dobbiamo molto ³.

Ho fatto il possibile per citare tutte le fonti, ma se avessi sconfinato, sono pronto a riconoscere eventuali diritti di cui non mi sono reso conto, scusandomi per le eventuali omissioni.

Ho pure messo delle fotografie la più parte delle quali da me scattate, altre prese qua e là. Se mi sarà segnalato l’autore, sarà mio precipuo dovere riportarne il nome, così come per le imprecisioni che sarà mia cura, correggere e aggiornare, ringraziando anticipatamente chi me le vorrà segnalare.

Ringrazio tutti quelli che consapevolmente mi hanno fatto del male, è grazie a loro che sono diventato importante per me stesso e per quelli che condividono con me questo percorso, fatto di ricerca e sviluppo, dandomi quel valore aggiunto da altre esperienze, spingendomi a visitare molti Paesi nel mondo le cui genti, mi hanno arricchito con il loro modo di pensare.

Forse voi giovani, qualche volta vi lamentate, perché pensate che vi abbiamo lasciato un mondo peggiore di quello che noi abbiamo trovato. Molti lo dicono per conquistarsi la vostra simpatia e forse perché si sentono in colpa volendosi giustificare per le loro inefficienze nel non sapere ben governare, o non capire come affrontare i problemi e perdere quote di mercato, credibilità internazionale, occupazione e quel benessere che da altre parti noi vediamo. Resta tuttavia da pensare che c’è chi sta molto peggio di noi e che da parte nostra dovremmo aiutare, dando priorità a queste persone, per carità cristiana, per chi ci crede e me lo auguro per voi, ma pure per un dovere di solidarietà sociale e di giustizia.

Se ci sono degli indigenti, qualcuno ha sottratto loro il necessario, per avere il superfluo.

Noi ne venivamo dalla guerra, anzi io per mia fortuna l’ho scampata bella, portando entusiasmo e voglia di vivere ai miei genitori che avevano iniziato il loro progetto di vita con la mia venuta al loro fianco, francamente non so se ringraziarli, ma così è andata. Ho condiviso con loro tante difficoltà che devo dire un poco mi hanno segnato la vita. Erano gentili e onesti in un mondo disattento, più propenso a conquistarsi una fetta di quel benessere che si stava palesando, fatto di frigoriferi, auto e televisioni, meno di quella cultura che ci avrebbe impedito di utilizzarli al meglio, come è divenuto ora di gran moda.

Erano leali con dei principi e questo mi ha creato non pochi problemi con quel tipo di educazione che mi hanno impartito in netto contrasto con quella prevalente che ho incontrato del: fatti furbo e pensa ai fatti tuoi. Fui favorito dal territorio in cui vivevo che mi indusse ad andarmene sempre più lontano, per conoscere il meglio e lo strano per poi fissarmi sul territorio come volerlo smartizzare ⁴ per favorire quelle risorse umane che avrebbero potuto così esprimersi, come io non ero riuscito a fare, per poi ritornare a pensare che nulla si poteva, se a smartizzarsi non erano prima le persone.

Comunque io non penso di avere concluso molto, però alle nuove generazioni che mi succederanno, posso almeno dire che ci ho provato e pensando ai giovani come me della mia generazione, posso dire che qualcosa, non io, ma loro, ci hanno lasciato, in un mondo la cui velocizzazione dei processi dovuta all’informatizzazione, ci riporterà alle origini del tempo nel ritrovare in molti di noi quella parte istintuale assopita, nella riscoperta di una vita migliore non più da spettatore, ma da protagonista.

Un modo pieno di sorprese ed entusiasmante nello scoprirlo ogni giorno come è stato progettato per voi che ancora ci giocate, ma che ancora non ne avete scoperto la potenzialità:

mi riferisco ad internet, inventato da Robert Kahn e Vinton Cerf, ufficialmente nel 1973.

Tutti quei messaggi che inviate ogni giorno, dove pensate siano usciti? Dalla testa di un vecchio come me, ancora ventenne, anche lui con barba e baffi: Danny Cohen della stessa mia età, più o meno, lo dovete ringraziare ogni giorno perché è grazie a lui che potete telefonare gratis con Skype o FaceTime.

Il commercio elettronico che è appena uscito come i lettori di ebook che sembrano il futuro, sono cose vecchie: il primo è del 1979 grazie a Michael Aldrich ed il secondo tanto per dire è un vecchio brevetto della Xerox degli anni ’70, e tanto per finire, se non ci credete, quando fotografate con il vostro smartphone, lo potete fare perché un certo Steven Sasson lo aveva già inventato nel 1973.

Il territorio ha favorito queste persone nelle loro ricerche e nelle loro passioni, pure io in quegli anni scoprivo, navigando, il nascere di una nuova disciplina: il Marketing Territoriale e molto più tardi compresi che quello che io intendevo era la pianificazione urbanistica e territoriale ⁵ , come uno strumento di sviluppo del territorio per renderlo migliore nelle rispettive identità e nei diversi approcci culturali, differenziandolo, tanto da renderlo unico e interessante nello scoprirlo, imparando cose nuove e riflettendo sul turismo.

Tutto questo per accrescere culturalmente tutti quanti nel conoscerci, come facevo io, ad Amsterdam o a Parigi, con tutti i ragazzi e ragazze del mondo che li ci ritrovavamo come a Bruxelles o Amburgo e Francoforte, per vedere che le nostre differenze culturali e di colore ci rendevano migliori tutti quanti. Spendevano niente per ritrovarci assieme perché conoscevamo tutti i mezzi per incontrarci: dall’auto stop ai treni più convenienti e per dormire c’erano gli Ostelli ed altri piccoli Hotel che nelle vicinanze delle Università a quei tempi si erano allocati.

E’ lì che si parlava di Europa e del mondo non di altro, almeno dalle mie frequentazioni, a parte le risorse umane che all’epoca approfondivamo con gli innamoramenti e con questi il piacere di essere giovani e sani di principi, ma pure speranzosi di dare un forte contributo al mondo con le nostre conoscenze.

Sono restato quel giovane testardo, forse affaticato un poco, non dalla mia ancor giovane età, ma da quella di molti vecchi che la vogliono condizionare, perché non hanno idee se non lasciare quelle vecchie e stantie che portano al vizio, ai soprusi, alle ruberie ed a quei gruppi che come nei fortini armati si proteggono fra di loro per poterle conservare, abusando del loro stupido potere che serve solo ad alimentare classi sociali di servi e di padroni dove in mezzo si collocano i cicisbei. Io mi sono collocato sempre fuori da quei fortini che ora Papa Francesco ⁶ interpretandone il pensiero li riconduce nel dire che:

"'Quando vi vogliono rubare la speranza, quando vi propongono dei valori che sono avariati come un pasto andato a male, bisogna andare controcorrente ed essere fieri di farlo''.

A chi può essere utile questo libro?

A tutti quelli che parlano di turismo, direi a tutti quanti gli italiani, ma pure quelli che si occupano di psicologia, economia, sociologia, diritto, di ristorazione o di cucito per comprendere meglio cosa c’è dietro i loro mugugni e cosa fare per cambiare.

Il mio taglio è di natura macroeconomica e manageriale una parola che è legata allo sviluppo, ed in quanto tale pluridisciplinare, nel momento in cui la si applica, dandone attuazione sul territorio, ma la ricondurrei pure alla casalinga o al casalingo quale io sono, che usa il buon senso nel gestire al meglio gli affari di famiglia o nel saper dare una risposta ai nipoti o agli amici e amiche che frequenta.

A tutt’oggi il sistema Paese italiano, è andato al contrario improvvisando delle cose che si è cercato di vendere, ipotizzando un progetto turistico a sistema inesistente, distribuendo incarichi agli amici qua e là per farli sopravvivere e visti i risultati spingendoli di fatto a cambiare mestiere, alimentando quella lunga schiera di disoccupati che sono tali perché chi governa non ha ancora ben compreso cosa è un progetto strategico e cosa significhi competere con tutti quanti.

Per i docenti, se lo vorranno, può essere utile per aiutarci con il loro contributo ad innescare in questo Paese lo sviluppo e con questo il turismo a sistema che come una sinapsi coinvolga tutto il territorio.

E’ un libro molto autobiografico e impulsivo per cui riporta molto del vero, ma pure quella emotività che può renderlo meno di rigore e di accademico. Se volete leggere qualcosa di più rigoroso e puntuale oltre che è in linea con quello che è il mio vissuto e complementare di ricercatore di strada, suggerirei:

Marketing Management - Analisi, Pianificazione e Controllo – Editore ISEDI – Autore: Philip Kotler. Walter Giorgio Scott è la sua voce nella traduzione.

Marketing del turismo – Philip Kotler, John Bowen, James Makens – Editore McGraw-Hill – a cura di Paolo Bertozzi. presenta: Emanuele Invernizi.

Il Marketing Territoriale – di Matteo G. Caroli con scritti di Paolo Boccardelli, Gialuigi Guido, Ivana Paniccia – Editore FrancoAngeli.

Marketing Turistico – di Giovanni Perone – Editore FrancoAngeli.

Introduzione al Marketing – Applicazioni e strategie nel settore turistico – Mauro Parilli, Anna Torraco – Editore FrancoAngeli.

Le Marketing des villes - Un défi pour le développement stratégique – Patrice Noisette, Franck Vellérugo.

Il sistema F.E.C. ® (Fluent Educational Course) è stato applicato per far sì che il lettore possa acquisire elementi tecnici tali da stimolare la sua creatività.

Chi sono:

img1 MAURO PARILLI (mauro.parilli@gmail.com) Esperto in macrosistemi economici complessi, ovvero competitività fra i territori, è conosciuto a livello internazionale per l'esperienza sul Turismo. Negli anni '70 ha inventato il: Marketing Territoriale registrandolo nell'American Marketing Association, è accreditato presso la Comunità Europea, rispettivamente alle DG XXII Formazione e DG XXIII Turismo. Fa parte di alcune commissioni internazionali di ricerca, alcune fra le quali: sul turismo, sulle città e sull’Habitat.

Che formazione mi ritrovo, sempre work in progress:

Ho una formazione manageriale, pluridisciplinare, in prevalenza socioeconomica. I casi della vita mi hanno portato a maturare esperienze sullo sviluppo dei territori in diversi Stati, riconducibili al turismo, all’Urbanistica ed alla Pianificazione Territoriale, tanto da esserne stato gratificato nel dare voce talvolta e rappresentanza ad INTA (International Urban Development Association - www.inta-aivn.org), leader mondiale, specializzata nello sviluppo socioeconomico e urbanistico dei territori. Fondata oltre 40 anni fa dai Governi francese, olandese, egiziano, americano ed inglese, è depositaria di una tradizione raccolta sin dal 1909 con l'Istituto delle Town planning inglesi, seguita dai francesi nel 1911 con analogo Istituto, ai quali si sono aggiunti in seguito gli statunitensi. E’ partecipata da oltre 100 Paesi del mondo a livello istituzionale e costituisce un network internazionale di oltre 12.000 decisori pubblici e privati. Tutte le più importanti organizzazioni di urbanistica nel mondo ne fanno parte, come l'Istituto Nazionale di Urbanistica italiano che vi ha aderito nel 1998, in un formale accordo firmato dall’allora Presidente Prof. Stefano Stanghellini da me curato e con il privilegio di averlo rappresentato in alcuni contesti internazionali. Devo dire che è lì che ho imparato molto ed è da lì che vorrei cominciare a parlare per condividere questa esperienza con molti come me curiosi di sapere e di imparare sempre, come cerco io di fare.

Cosa ho fatto di così importante per poterlo raccontare?

Ho contributo allo sviluppo di località in molti Paesi nel mondo, in particolare nello sviluppo della Florida, Caraibi, Portogallo, Spagna, Francia, Vienna, Montenegro, ……. Taiwan, l’Isola di Mauritius, ecc. Ho prodotto numerosi scritti di settore e contribuito a studi strategici e sulle pianificazioni, strategiche, urbanistiche e ambientali.

Segni caratteristici:

Un brutto carattere, ma ho un carattere. Le circostanze della vita mi hanno portato a fare molte esperienze in giro per il mondo. Sono un innovatore da sempre e creativo per necessità, per cui il mio destino è sempre stato segnato dalla frustrazione del non fare quello che vorrei, per sviluppare questo o quel territorio, ma non mi sono mai scoraggiato e per questo devo ringraziare tutti quelli che mi hanno contrastato, forse perché non avevano null’altro da fare o pensare, come io sempre faccio nel mio mondo, forse irreale, ma che vorrei contribuire a rendere migliore.

Le mie coordinate:

Da qualche parte mi trovate, ma spesso sono in giro per il mondo o sul Gran Paradiso, quello vedete nella foto è un mio amico, ha messo su famiglia proprio recentemente, comunque se mi scrivete, mi trovate.

Mauro Parilli

Parilli & Partners (since 1976)

Tourism and Territorial Marketing

Parilli & Torraco – Associated Consultants (www.parilli-torraco.org)

Piazza della Vittoria 14/16 A - 16121 Genova – Italia

Mobile Phone + 335 5429316 Direct Phone + 010 8978015 Fax + 010 8935129

e-mail: mauro.parilli@alice.it - skype: mauro.parilli

Representative in Italy: INTA (International Urban Development Association - www.inta-aivn.org)

Executive Member: American Marketing Association (www.MarketingPower.com)

I nostri partners:

AFDU: Association Française du Développement Urbain ( www.afdu.fr).

Association Internationale Villes et Ports - (www.aivp.org)

Deltametropolis Association - (www.deltametropool.nl).

Housing and Urbanism Graduate School of Architectural Association,

London -(www.aaschool.ac.uk/hu).

IFHP: International Federation Housing e Pianificazione.

(http://www.ifhp.org ).

INTI - International New Town Institue - www.newtowninstitute.org

ISOCARP: International Society of City e pianificatori

regionaliwww.isocarp.org

Metropolis è l'Associazione Mondiale delle grandi metropoli. Metropolis

www.metropolis.org

NAHRO: National Association Housing (www.nahro.org).

Nicis Institute (Istituto olandese per la Urban Research).

http://www.nicis.nl/

Stadslab europeo Urban Design Laboratory - www.stadslab.eu

Nicis Institute (Istituto olandese per la Urban Research) -

http://ukregeneration.org.uk

Fiandre DC http://www.flandersdc.be/en

Le mie aspirazioni:

Ho insegnato, con grande passione, entusiasmo e gratificazione personale quando parlavo di Management, Gestione delle risorse umane e dei conflitti e del Marketing: la mia passione. Forse un poco di delusione quando lo facevo con gli amministratori pubblici nell’alta scuola di formazione. Io parlavo di quello che era il futuro del turismo che per i francesi era già vecchio, loro volevano quello che era già morto e con rammarico vedo che la più parte del loro operato è andato in porto, senza che io potessi fare qualcosa per modificarlo è per questo che ho lasciato il mio Paese. Sono grato a Ipsoa (l’eccellenza della formazione) e l’allora centro formazione della Pirelli che formava Manager di un certo spessore e la Bocconi, anche lì qualche cosa ho imparato. Mi piacerebbe dare un contributo al mio Paese per lasciare qualcosa del mio passaggio. Non so se mai ci riuscirò perché il divario è tanto, io sono andato troppo avanti, ma che ci potevo fare, dalle mie parti si parlava di calcio ed io di viaggiare, conoscere e studiare. Proverò a raccontarlo. Nel libro troverete molto del mio vissuto, è così che ho visto il turismo.

Capitolo 1

Il contorno e il suo intorno

Le navi

I Club Med, Spa, Resort, villaggi turistici, parchi tematici o di divertimento

Differenze gestionali fra pubblico e privato punti di forza e di debolezza

Le figure base.

Le figure intermedie.

Le figure chiave nel turismo.

Una caso da manuale: riqualificazione, sviluppo e sconsiderata promozione.

Cosa si vuole dimostrare, cosa si vuole dire in questo capitolo?

Si cerca di delineare i ruoli attivi e passivi delle risorse umane sullo scenario, rappresentato dal territorio, che con le loro decisioni e con le loro azioni o semplicemente con i loro comportamenti, incidono nel modificarlo, svilupparlo o portarlo all’abbandono.

Osservazione:

Ritornereste da quel commerciante disonesto e sprovveduto che non ha soddisfatto le vostre attese? Lo raccomandereste ai vostri famigliari o ai vostri amici? In presenza di tanti altri concorrenti disponibili e gentili ritornereste da chi vi ha imbrogliato? E questo atteggiamento di rifiuto per quanto durerebbe: una settima, un mese o per sempre?

Cosa può accadere nel turismo?

Esattamente quello che accade con il commerciante di cui sopra, non ritornate più, a meno che non vogliate farvi del male o non possiate fare altrimenti, in tal caso gliela fareste pagare comunque.

In termini pratici?

Il turismo, costituisce per l’Italia un asset strategico, per cui la sua pianificazione, dovrebbe essere demandata al Governo centrale, considerandone la complessità tecnica (manovra sulle leggi, welfare, sull’occupazione, ecc.) e strategica comparata (target, processi comunicazionali, Marketing, ecc.). Vendere un prodotto turistico senza una seppure minima strategia di Marketing come avviene in molte località italiane: significa farle dimenticate per almeno una generazione.

In questa osservazione c’è tutto quello che vorrei raccontarvi e che a mio avviso sarebbe utile tenere bene a mente perché rappresentano la chiave del successo di ogni Paese, per cui direi di riflettere con attenzione su cosa ho detto di speciale, poi ci rivediamo più in là nelle pagine a seguire per approfondire i concetti di base che hanno attirato la vostra attenzione. Dietro ogni riga c’è un mondo da scoprire e procedendo a piccoli passi, se lo vorrete, arriverete voi stessi che mi leggete a divenirne di questa storia, i protagonisti.

1.1 Il contorno e il suo intorno

Iniziamo dal contorno, per poi risalire a scala con l’intorno. Cosa intendo dire con questo? Il paesaggio, l’ambiente, il contesto, ………. Quella pozione di terreno che potremmo definire come:

Un territorio, oggetto di interesse che per motivazioni varie, si vorrebbe rendere suscettibile di attenzione per qualcuno che è disposto a pagare per poterlo visitare.

Qualcuno osserverà: che ne facciamo dei parchi, degli anfiteatri morenici, di quelle passeggiate su per i monti o in riva al mare, paghiamo anche quelle, ma siamo matti, cosa ci viene a raccontare questo signore?

Iniziamo bene: a questo punto è necessario comprendere quali sono le regole del gioco. Cominciamo con l’economia, partendo da una complicatissima lezione, quella terribile materia poco amata dai più. Avete tutti presente cosa è un piatto di carne o di pesce che potremmo paragonarlo a quello che voi servite nel vostro ristorante o a casa vostra, ma pure un cappuccino con la briosce, un chilo di mele o di carote, un servizio di qualsivoglia specie, dal mediatore o dall’amministratore della vostra casa, al vostro avvocato di fiducia oppure nei confronti della vostra fidanzata o fidanzato?

In tutto questo c’è un rapporto economico che prescinde dal denaro che è solo un mezzo come tanti altri e direi il più banale, quello più semplice da capire che viene utilizzato come mezzo di scambio, ma vi assicuro che è il meno utilizzato nelle dinamiche comportamentali.

Definiamo quindi l’economia, come la scienza delle scelte.

Scelgo questo: perché mi da una emozione, quell’altro perché costa meno e quell’altro ancora perché è un mezzo per farmi conoscere quella signora che in quel bar serve i cappuccini con le briosce. Come vedete nelle mie scelte ci sono già due componenti: uno razionale ed uno irrazionale.

Quello di cui sopra è il piatto centrale che potremmo annoverare come un servizio o un prodotto turistico che voi vendete nella vostra zona ⁷ o in altra di vostro interesse ⁸.

Il contorno è importante perché è quello che accompagna il vostro piatto di carne o di pesce con carote o insalatina e patate ed è il valore aggiunto che voi date a quello che vendete.

L’intorno, è quello che circonda voi ed il vostro servizio o prodotto venduto. Un bar all’interno di una piazza medievale farà impazzire l’architetto che se la gusterà ancor più centellinando un cappuccino, rispetto a quello servito del bar accanto, posto in una strada trafficata e piena di fumo. Non mi avventurerò in un vicolo cieco e angusto per acquistare quelle gioie che posso trovare altrove, in un intorno più sicuro. Per un prodotto turistico è la stessa cosa: un taxista che mi taglieggia, in un percorso allungato per farmi arrivare sino all’Hotel accanto o un ristoratore che alza i prezzi, il vigile che mi multa perché il suo Comune non ha soldi per cui li prende un po’ da me ed un po’ come può, lo scippatore che non avendo niente altro da fare se la prende con me perché anche lui deve fare pur qualcosa e via di seguito, tanto per individuare quello che per noi è l’intorno che nel caso del turismo, inizia dal viaggio e termina al suo ritorno. A Viareggio, una famiglia tedesca arrivata in auto, ma con le biciclette al seguito, ha interrotto le vacanze perché gliele avevano rubate tutte e quante. Non c’entra il Sindaco ne la sua amministrazione che funziona bene, probabilmente. Tutto è accaduto per colpa di un ladro neppure locale da quanto si dice, che si presume faccia parte di una organizzazione che trasporta le biciclette nei Paesi dell’est.

Non credo che la famigliola tedesca parli bene del bel Paese al suo ritorno. Il Sindaco avrebbe dovuto essere immediatamente informato, fare le sue scuse e rifondere il danno per ricuperarlo in termini di immagine per Viareggio e per il sistema Paese. Ne avrebbe parlato tutto il mondo e così la stampa del sistema Paese Germania. Quanto sarebbe costato? Meno delle sue uscite a dire che Viareggio è sicura e bella da incanto⁹. Dall’aeroporto di arrivo o dalla stazione ferroviaria, ma pure se ci arriva con la macchina, il turista sarà assoggettato a più intorni che potrebbero favorirlo o danneggiarlo e quindi avere un impatto e una impressione su quel grande intorno che è il Paese, di cui parlerà al suo ritorno.

La vacanza inizia da casa vostra con il viaggio e termina con il ritorno. E’ qui che le località del mondo si giocano tutto quanto per conquistarsi il cliente ed il suo viaggio.

Se siete interessati a promuovere la vostra zona e del resto non ve ne frega niente, perdete tempo a leggere questo libro e se la promuovete senza che ci sia un prodotto turistico da vendere, la vostra zona non venderà più niente per almeno una generazione.

Tutto quanto detto sopra riguarda la microeconomia, quello che voi fate tutti i giorni, in quelle scelte che vi fanno stare bene o male, rendono felici voi ed i vostri figli. Ma dipende solo da voi? Non proprio, dipende dalla Macroeconomia, ovvero dalle scelte che fanno tutti quanti gli Stati sovrani, intendo proprio tutti in quell’intorno del contorno rappresentato dal mondo.

Non ditemi che non avete inquadrato cosa è l’economia nella sua ripartizione fra micro (voi) e macro (tutti quanti). Io ci ho provato ed ora sarete voi a farlo, riflettendo su tutto quanto io scrivo, se sarò cosi bravo da attirare la vostra attenzione.

Riflettiamo bene senza farci prendere dall’emotività o da quello che abbiamo studiato che in forza di un certificato rilasciato qua e là, ci autorizza a parlare, come se fossimo i depositari della verità più assoluta. In qualsiasi forma di antropizzazione del territorio, prima o poi lo stesso dirà la sua, perché in natura tutto si muove e tutto ha un costo che qualcuno dovrà pur pagare prima o poi e talvolta a fronte di gravosi interessi, come quelli in presenza di azioni di bonifica.

Forse su questo siamo tutti d’accordo ma se non abbiamo ancor ben compreso il vero problema in termini di costi, mi rifarei al sito del (www.anbi.it) ¹⁰ il quale ci racconta che l’ 82% dei Comuni italiani ¹¹ è soggetto ad un rischio idrogeologico e che le domande presentate nel 2013 dalle Regioni per mettere i loro territori in sicurezza, sono state 3.342 per un totale di 7.409,6 milioni di Euro di spese, costi o investimenti, chiamateli voi come volete, restando il fatto che qualcuno deve pur pagarli.

Ma cosa significa pagare per un percorso? Tirare fuori dei quattrini per percorrerlo. In un modo o nell’altro questo territorio inteso in senso lato, come un'area definita o delimitata che include porzioni di suolo o di acque, considerata di solito un possedimento di un animale, di una persona, di un'organizzazione o di un'istituzione ¹² per potersi mantenere tale, è soggetta ad essere lasciata così come la si trova oppure manutenuta, per cui qualcuno dovrà pur farlo e quindi è necessario contribuire.

Si può ricorrere al volontariato che tuttavia anche questo avrà dei costi, sopportati da chi verrà gratificato per il suo operato, ma dovrà pagarsi la benzina per recarsi dove è stato chiamato, le scarpe che in qualche modo avrà consumato, qualche strappo ai pantaloni e qualche caloria in meno per lo sforzo fisico che sarà colmato, con un pranzo più abbondante, i cui componenti non saranno regalati, ma acquistati al supermercato o se farà la dieta qualcuno pagherà per quel risparmio vendendo meno carne o pasta al forno, questo per dire che tutto ha un costo.

Se dobbiamo pianificare quel contorno affinché qualcuno ne possa beneficiare del suo intorno, è necessario valutare bene i costi, non solo quelli della progettazione che rappresentano il costo iniziale, ma soprattutto per il mantenimento di quel percorso che dovrà rimanere tale e non soggetto alla natura che prenderà il sopravvento, in quel suo microcosmo affascinante, costituito da animali e piante che avendo gli stessi diritti nostri, entrano in competizione con noi umani che quel territorio dopo di loro, lo abbiano occupato.

Acquisito questo concetto, si tratta di vedere chi paga. Se invitate un amico a casa vostra, non gli chiedete certamente un prezzo per quello che gli offrite, tuttavia avete una contropartita ancor più remunerativa, che è rappresentata dal piacere di averlo con voi per farvi compagnia e giocare in amicizia.

Nel caso esposto si presentano tre situazioni in ogni pianificazione territoriale, che riguardano quello che abbiamo chiamato il contorno e il suo intorno:

1) Soggetto privato, che del suo territorio fa come gli pare entro certi limiti senza danneggiare i vicini e lontani con le falde acquifere, scaricando liquami o sostanze inquinanti perché in tal caso gli sarà impedito di farlo.

2) Soggetto amministratore a capo d’interessi comuni in forma societaria o di volontariato ¹³, non ha importanza la tipologia: le regole del gioco sono sempre le stesse.

3) Soggetto pubblico al servizio della collettività. Qui troviamo le persone che per designazione di capacità sono demandate a decidere quali scelte fare su quel territorio, con il supporto di quelle risorse umane depositarie di quelle conoscenze tecniche che dovrebbero animarlo, rendendo migliore la vita dei cittadini amministrati.

Le regole per i tre soggetti, possiamo ricondurle alle leggi economiche dell’ Homo economicus ¹⁴ volte ad ottenere, con un minimo sforzo, un vantaggio personale o aggregato e collettivo, in funzione del mandato ricevuto. Il termine richiama quello di Homo sapiens.

Qualcuno ha fatto i calcoli ed ha trovato che un turista che visita una città senza consumare nulla, rappresenta un costo per la collettività che si aggira sui sei euro al giorno. La ragione? Sporca, utilizza le strutture pubbliche e talvolta private per andare in bagno, senza neppure bersi un cappuccino, qualche volta fa danni e crea CO².

I conti sono presto fatti. Se come accade in Italia, si va in vacanza solamente nel periodo estivo, costa ancor più per il sovraccarico sul territorio e sulle strutture sia pubbliche che private. Una attività che opera solamente nei mesi estivi, o è fuori mercato nel suo prezzo, o guadagna poco e niente rispetto ai suoi colleghi di altri Paesi, o evade il fisco, per potere sopravvivere oppure la sua attività sarà destinata a finire, per cui dovrà cambiare mestiere ricuperando quello che può, da chi raccoglierà per lui il testimone.

1.2 Le navi

Qui io gioco in casa perché fra le tante cose di cui mi sono occupato, sempre nell’ambito dei viaggi e del turismo, ho pure lavorato a bordo delle navi. Facevo il Commissario di Bordo nella Costa Armatori o Costa Crociere come viene chiamata oggi, dopo l’acquisizione effettuata dalla società Carnival. Mi sono pure occupato della sua promozione sui mercati esteri prestando la mia immagine e quella di una passeggera, imbarcata alla Martinica che nella finzione figurava come la mia graziosa moglie, in un viaggio di nozze, raccontato a bordo di una nave che aveva come corollario tutte le più belle ballerine inglesi che giocavano con noi a palla all’interno di una piscina.

Per fare ancor più scena, abbiamo utilizzato i vini italiani che promuovevamo per conto dell’ICE a cui capo c’era il Dott. Luigi Caputo. Non ci siamo mai più rivisti se non alla televisione. Era scampato alla tragedia delle Twin Towers a New York. Per una di quelle foto che nelle brochure della Costa hanno girato il mondo, io fui condannato in Tribunale. La tirò in ballo la mia ex moglie, alla quale io chiedevo la separazione. E’ passato oltre un ventennio e ancora pago gli alimenti.

Se sarò così bravo da spiegare cosa accade su una nave, penso che farete un salto avanti rispetto a qualsiasi altro, per comprendere bene come progettare il turismo nella località in cui siete stati chiamati a sviluppare, ma direi pure a comprendere meglio come creare flussi turistici a sistema Paese. Imparerete pure l’importanza di non promuovere niente se poi il passeggero quando arriva non solo non trova la nave, ma neppure il mare o la piscina. Le ballerine non importa anche se che nel frattempo saranno diventate delle affascianti gentil signore.

I tempi sono cambiati così come le navi, ma le dinamiche sono sempre le stesse che riassumo in un racconto desunto da un mio scritto, non più recente, ma quanto mai attuale.

Calatevi in una grande città galleggiante dove trovate tutto quello che vi serve, per fare già una prima esercitazione.

C’è un comandante (chi comanda) di cui tutti sanno, che è la massima autorità a bordo della nave, un direttore di macchina (chi la conduce) che è un suo pari grado, ma ne è subordinato e un commissario che è confuso con quello di polizia, ma che non c’entra niente, infatti è il Direttore supremo della casa galleggiante e della sua organizzazione: una specie di amministratore delegato, responsabile della Banca, delle pratiche doganali, dell’animazione, della cucina, degli alloggi e del personale, i bar, gli spettacoli, le escursioni, ecc. penso di non avere dimenticato niente se non per dire che tale prestigiosa figura a bordo, è il diretto fiduciario dell’armatore.

Facciamo un passo indietro. Dalla proposta dell'agenzia di viaggio, la quale dopo avervi illustrato la brochure della nave, vi vende il biglietto per una crociera, tornate a casa e cominciate a fare partecipi della vostra iniziativa i vostri amici e conoscenti. Finalmente partite. Raggiungete il porto d’imbarco ed inizia l'avventura. Espletate le pratiche burocratiche, salite sullo scalandrone (è quella scala che vi consente l'accesso alla nave) e vi trovate in una lunga veranda protesa sul mare verso il porto che finalmente potete ammirare; al lato interno fanno capolino verdi piante, in uno scenario fatto di musica soffusa, interrotta a tratti da annunci in più lingue, le cui voci amplificate da microfoni professionali, sembrano sinfonie connaturate a quell’ambiente cullante e rassicurante.

Il viaggio è faticoso, ma nel momento in cui arrivate in aeroporto o al porto, qualcuno già si prenderà cura di voi, cercando di mitigare per quanto possibile ogni disagio, in modo tale che arriviate, seppure affaticati, entusiasti di poter accedere alla nave.

Di solito non conosciamo l'ambiente del porto se non tramite qualche film visto in televisione, figuriamoci una nave con una veranda e dei suoni; ad un tratto veniamo gentilmente interrotti da una graziosa signorina, la quale con uno spiccato accento straniero ci invita a seguirla per mostrarci dove è la nostra cabina.

E' piccola, ma molto più confortevole della stanza di casa nostra. E' curioso quante cose possa contenere un locale di quelle dimensioni. Ho sempre ammirato quegli architetti che da una scatola ci ricavano un letto e una cucina con salotto e bagno. Ci sono i letti, il salotto, i servizi, la scrivania, il telefono per collegarci con tutto il mondo ed il televisore. che trasmette in una lingua incomprensibile, forse abbiamo premuto sul tasto sbagliato. Probabilmente chi aveva occupato la cabina in precedenza era giapponese o comunque asiatico.

Cerchiamo con il telecomando qualche stazione a noi più vicina e scorrendo fra i canali vediamo un importante uomo politico, ma non ci soffermiamo oltre sulle ultime polemiche governative: cambiamo subito e ci sintonizziamo sul canale televisivo a circuito chiuso, mentre sistemiamo i vestiti all'interno di ampi armadi. Ci chiediamo come è possibile a casa nostra non trovare spazio, mentre sulla nave pare che ogni cosa vada al suo posto. L'architettura in una nave, ma in genere in ogni barca, ha qualcosa di miracolistico. Abbiamo anche una veranda sul mare: stentiamo a crederci.

Ci mettiamo un poco in libertà e usciamo subito per visitare la nave, mentre gli ultimi passeggeri stanno terminando le operazioni d’imbarco.

Subito ci sentiamo un po' spaesati. Quegli annunci così speciali fatti in molte lingue, i saloni, le persone festanti e tutto l’intorno ci lasciano affascinati.

Ci fermiamo al bar. Una cosa mai vista: c'è di tutto, abbiamo solo l'imbarazzo della scelta. Ci sono altre persone vicino a noi con le quali facciamo subito amicizia. Ci diamo del tu, è normale, siamo tutti imbarcati per una magnifica avventura.

Una accoglienza non è solamene quella di cui si parla, relativa al personale, ma di tutto il contesto che vi appare, in un contagio collettivo naturale che però è tutto organizzato, tanto da renderlo reale e spontaneo, per fare in modo che il vostro soggiorno sia felice dall’inizio alla fine, in modo tale da poterci ritornare e comunque parlarne bene.

Il programma è intenso. La nave parte alle 17,00; il tempo è volato, anche se dobbiamo dire che molto è stato dedicato al viaggio per arrivare in porto e alle pratiche doganali delle quali purtroppo non potevamo fare a meno: le autorità portuali devono fare il loro lavoro. Il personale di bordo ha fatto di tutto per farci sentire a nostro agio. Mentre aspettavamo, ci hanno persino offerto il caffè, e comunque potevamo scegliere quello che volevamo perché alla stazione marittima c'era di tutto e gratis.

Siamo appena arrivati e subito si comincia: cocktail di benvenuto e iscrizione ai tornei. In un salone si sente in lontananza un pianista che suona ed alcune persone consumano pasticcini appena usciti dalla pasticceria di bordo, con the servito da sorridenti ragazze inglesi che sembrano felici di poterlo fare. Mai vista una cosa simile. La mente va per un attimo all'ufficio nel quale lavoriamo e al Bus che prendiamo. per vedere tutte quelle facce desunte, canute e stanche già di primo mattino.

Tutto questo ci inebria, ci riassicura, ci riconcilia con la vita, ci rende sopresi e protagonisti di una storia che è iniziata bene e che ci fa pensare: noi musoni che non salutiamo neppure i vicini e ora chiacchieroni che si fanno i fatti di tutti.

Dalla veranda scorgiamo uno sciame di bambini accompagnati da un pagliaccio, che stanno organizzando chissà cosa. Saliamo ai piani superiori. Inizialmente avevamo paura di perderci, però abbiamo seguito le indicazioni ed ora siamo quanto mai esperti. Arriviamo al punto di dare delle informazioni ad una anziana coppia che si stringe amorevolmente nella ricerca della cabina. La nave è suddivisa per ponti ed ogni ponte ha un nome che difficilmente si può dimenticare.

Saliamo, e facciamo appena in tempo a vedere il porto che stiamo lasciando. La città sempre più in lontananza si rivela nella sua bellezza e in mare aperto, la brezza della sera si fa sentire. Ritorniamo in cabina. Dobbiamo prepararci per la cena. Scendiamo e incontriamo gli amici che avevamo conosciuto al bar: sono in compagnia di altri amici e ci stavano cercando per delle attività di animazione. Cominciamo a chiederci quanti mesi ci vorranno per farle tutte. La mente razionale ci ricorda che rimarremo solamente dieci giorni e l'imbarazzo della scelta dura un attimo: c'è una star internazionale e l'annuncio dice che canterà al salone del ponte di prua. Corriamo subito.

Che cosa è accaduto? Una giornata pesante, diciamocelo pure, fra viaggio, passaporto, dichiarazioni, bagagli, caldo, ecc., è passata; anzi deve ancora passare, perché ci siamo sentiti letteralmente elettrizzati da un ambiente accogliente e gentile, il cui fascino ci ha conquistato. Chi bene comincia è a metà dell'opera, dice un antico proverbio.

Accoglienza e gentilezza: questo è il primo segreto per la riuscita della vostra attività. Qualsiasi errore voi o il vostro personale, possiate fare nella vostra attività di qualsivoglia specie, se siete gentili e cercate di porre rimedio, sarete subito perdonati.

Ci siamo preparati per la nostra prima serata al ristorante. Poco prima di arrivare nell'ampio salone (ci siamo dimenticati di prendere l'aperitivo, ma tutte quelle cose da fare ci hanno fatto perdere la testa: non importa, lo prenderemo domani o più tardi), siamo attirati da un nugolo di avventori e non comprendiamo bene se i loro mugolii alla Villaggio ¹⁵derivano da un malessere improvviso o cos'altro. Ci rendiamo subito conto che la loro attenzione è stata attirata da uno spettacolo gastronomico che non avevamo mai visto neppure al cinema. La fantasiosa esposizione culinaria che lascia

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