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Le ideologie dei partiti politici
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E-book72 pagine51 minuti

Le ideologie dei partiti politici

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Ricercatori, giornalisti, intellettuali, storici, sociologi, economisti già da qualche tempo si alternano al capezzale di una grand-mère considerata sempre più malata: la politica. Come una bella donna invecchiata, sfiorita per effetto dell’età, delle cattive abitudini e forse anche dei vizi, la politica oggi da tanti, sia esperti e sia persone comuni, è vista come una vecchia grinzosa il cui trucco esagerato sottolinea i difetti più di quanto riesca a cancellarli. Di tanto in tanto si è cercato di intervenire con lunghe, complesse, delicate e costose operazioni di chirurgia estetico - istituzionale, col risultato, secondo molti, di renderla ancora più grottesca, decrepita, mostruosa. Se ciò è vero per la politica, è ancora più vero per i partiti politici che della politica sono padri e figli. Figli della rivoluzione industriale, delle rivoluzioni liberali e del movimento operaio, i partiti politici non solo hanno contribuito a segnare il destino di intere nazioni o popolazioni ma ancora oggi concorrono a costruire e influenzare in modo significativo lo scenario politico dell’intera umanità. Considerati per anni strumenti indispensabili di mediazione tra i cittadini e le istituzioni ed organismi necessari a trasmettere la “domanda politica”, oggi molti ritengono che la loro parabola stia volgendo verso il basso, in una fase di involuzione e crisi che appare senza via d’uscita. Soprattutto in Italia il fenomeno della corruzione e della degenerazione del sistema di governo purtroppo è sotto gli occhi di tutti. Il fenomeno ha assunto dimensioni di tali gravità da estenderli alle istituzioni nel loro complesso ed ai politici come ceto, come classe. Di sistemi di valori, di ideali, di etica, di ideologia, di identità nessuno parla quasi più. Basta assistere ad uno dei tanti dibattiti in TV per capire che il linguaggio della “destra” rassomiglia sempre di più al linguaggio della “sinistra” e la “sinistra” è sempre più simile alla “destra”. Anche per quanto riguarda i programmi, nel presentarli, nell’illustrarli, sono in tanti a ritenere che occorra grande perspicacia e fantasia per spiegarne le differenze. Se è vero, come in tanti credono, che viviamo ormai la fase del crepuscolo dei sistemi di valori e delle ideologie, conseguirebbe allora che la classe operaia si presenti adesso come una sorta di “quercia caduta” sulla quale tutti si affannano a tagliare qualcosa, ma che nessuno sinceramente è in grado più di rappresentare. Mentre il discredito dei partiti e della politica appare sempre più preoccupante, si rafforza il ruolo dei cosiddetti poteri forti, vale a dire le banche, gli istituti finanziari, le società di rating, le multinazionali.
LinguaItaliano
Data di uscita21 mag 2015
ISBN9786050381207
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    Anteprima del libro

    Le ideologie dei partiti politici - Massimo Guerriero

    Prefazione

    Ricercatori, giornalisti, intellettuali, storici, sociologi, economisti già da qualche tempo si alternano al capezzale di una grand-mère considerata sempre più malata: la politica. Come una bella donna invecchiata, sfiorita per effetto dell’età, delle cattive abitudini e forse anche dei vizi, la politica oggi da tanti, sia esperti e sia persone comuni, è vista come una vecchia grinzosa il cui trucco esagerato sottolinea i difetti più di quanto riesca a cancellarli. Di tanto in tanto si è cercato di intervenire con lunghe, complesse, delicate e costose operazioni di chirurgia estetico - istituzionale, col risultato, secondo molti, di renderla ancora più grottesca, decrepita, mostruosa. Se ciò è vero per la politica, è ancora più vero per i partiti politici che della politica sono padri e figli. Figli della rivoluzione industriale, delle rivoluzioni liberali e del movimento operaio, i partiti politici non solo hanno contribuito a segnare il destino di intere nazioni o popolazioni ma ancora oggi concorrono a costruire e influenzare in modo significativo lo scenario politico dell’intera umanità. Considerati per anni strumenti indispensabili di mediazione tra i cittadini e le istituzioni ed organismi necessari a trasmettere la domanda politica, oggi molti ritengono che la loro parabola stia volgendo verso il basso, in una fase di involuzione e crisi che appare senza via d’uscita. Soprattutto in Italia il fenomeno della corruzione e della degenerazione del sistema di governo purtroppo è sotto gli occhi di tutti. Il fenomeno ha assunto dimensioni di tali gravità da estenderli alle istituzioni nel loro complesso ed ai politici come ceto, come classe. Di sistemi di valori, di ideali, di etica, di ideologia, di identità nessuno parla quasi più. Basta assistere ad uno dei tanti dibattiti in TV per capire che il linguaggio della destra rassomiglia sempre di più al linguaggio della sinistra e la sinistra è sempre più simile alla destra. Anche per quanto riguarda i programmi, nel presentarli, nell’illustrarli, sono in tanti a ritenere che occorra grande perspicacia e fantasia per spiegarne le differenze. Se è vero, come in tanti credono, che viviamo ormai la fase del crepuscolo dei sistemi di valori e delle ideologie, conseguirebbe allora che la classe operaia si presenti adesso come una sorta di quercia caduta sulla quale tutti si affannano a tagliare qualcosa, ma che nessuno sinceramente è in grado più di rappresentare. Mentre il discredito dei partiti e della politica appare sempre più preoccupante, si rafforza il ruolo dei cosiddetti poteri forti, vale a dire le banche, gli istituti finanziari, le società di rating, le multinazionali.

    Sommario

    L’EVOLUZIONE STORICA DEI PARTITI: ARCHETIPI E MODELLI

    Sul piano personale ed esistenziale, per approfondire la conoscenza di noi stessi, per essere pienamente consapevoli del nostro presente e per poi progettare con cognizione il nostro futuro, spesso dobbiamo tornare nel nostro passato, chiederci da dove veniamo, quali siano le nostre origini, quale la nostra storia personale e familiare. Per resistere alle tempeste della vita e per restare nella storia, bisogna avere radici forti. Per questo talvolta enfatizziamo così tanto i ricordi o i personaggi più significativi della nostra esistenza, da idealizzarli, trasformandoli in stabili punti di riferimento, in archetipi mitizzati e fortemente simbolici, guida e orientamento del nostro presente e futuro.

    * * *

    In modo analogo, sul piano sociale e politico, per comprendere appieno il presente e immaginare un possibile futuro dei partiti politici, non possiamo fare a meno di tracciare brevemente la loro storia, mettendo in particolare evidenza l’evoluzione strutturale. Spesso anche per i partiti, come nelle storie personali, per semplificare la complessità e cogliere i momenti evolutivi più importanti, richiamiamo i momenti storici maggiormente pregni di significato che fissiamo come archetipi rappresentativi. Altre volte ci avvaliamo anche di modelli interpretativi che ne evidenziano e spiegano e a volte enfatizzano gli aspetti più caratterizzanti e significativi.

    * * *

    Considerando la storia dei partiti fin dalla loro origine, è importante sottolineare prima di tutto che il termine partito, inteso come neologismo, inizia a circolare con una prima connotazione negativa. Il vocabolo partito infatti, origina dal latino partire, concetto che rimanda all’idea di parte, fazione, divisione, separazione e che può anche sottendere implicitamente al concetto di conflitto e lotta. Come momento simbolico e archetipo storico rappresentativo che spiega il concetto di partito come fazione in lotta, anche armata e violenta esterna all’arena parlamentare, possiamo ricordare per esempio i partiti di

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