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La dieta magica

La dieta magica

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La dieta magica

Lunghezza:
267 pagine
2 ore
Pubblicato:
21 feb 2012
ISBN:
9788865370520
Formato:
Libro

Descrizione

Oggi troppe persone sono alla ricerca di un dietologo magico o di un centro
di dimagrimento magico o di un cibo magico o di una dieta magica o di una
pillola magica o di un’erba magica o di un bisturi magico o di una ginnastica
magica o di una psicoterapia magica… che consenta di perdere peso copiosamente
e senza grossi sacrifici, accettando consciamente o inconsciamente
il danno alla salute pur di raggiungere rapidamente il risultato sperato. Il dott.
Quaglia contrappone, alle millantate pozioni magiche di incerta provenienza,
una visione medico-biologica, psicologica e sociale, fatta di innumerevoli
sfaccettature concettuali, integrate in una mirabile sintesi della complessità
dei fenomeni. La vera magia è quella della scoperta della verità scientifica, che
rappresenta la vostra più fidata alleata nell’affrontare il cambiamento dello
stile di vita, una alleata che non vi tradisce e che offre le migliori garanzie di
benessere. Un occhio particolare ai più deboli: agli anziani, che oggi avrebbero
la possibilità di aprire una seria sfida alla maggiore longevità, ai più piccoli,
considerando che l’obesità infantile rappresenta la vera sfida sanitaria del secolo,
e a tutti gli obesi vittime di discriminazione sociale.
Pubblicato:
21 feb 2012
ISBN:
9788865370520
Formato:
Libro

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La dieta magica - Claudio Giuseppe Quaglia

Claudio Giuseppe Quaglia, La dieta magica

Copyright© 2012 Edizioni del Faro

Gruppo Editoriale Tangram Srl

Via Verdi, 9/A – 38122 Trento

www.edizionidelfaro.it – info@edizionidelfaro.it

Prima edizione: maggio 2011 – UNI Service

Seconda edizione: gennaio 2012 – Printed in Italy

ISBN

978-88-6537-051-3 (Print)

978-88-6537-052-0 (EPUB)

978-88-6537-053-7 (Kindle)

In copertina: Frutta, Vito Tammone

A tutte le persone

che subiscono discriminazioni

a causa del loro peso corporeo

Il vero senso delle cose

È il business della moda e dei cosmetici, delle industrie farmaceutiche e degli integratori, del mercato della bellezza e del fitness, che genera sofisticazioni a tutti i livelli. È ancora il business del bombardamento pubblicitario a tappeto e della cura dell’interesse personale, della pubblicità ingannevol e e della mezza verità, che serve a nascondere ai più l’altra metà fatta di menzogne. È sempre il business che concerta ad arte la strategia migliore per approdare all’abbattimento di ogni residua resistenza da parte dell’utente finale.

E quando il business strategico si intreccia con l’economia reale del paese, il mercato diventa gestore della verità.

Ma è la verità vera o quella pseudo-verità che fa comodo?

E tutte quelle verità che non si possono dire?!

Sssst! Zitti!

Dobbiamo salvare il business.

Ah, quanto sono lontani i tempi in cui Galileo Galilei, promotore del sistema scientifico sperimentale, non solo perse la vista per arrivare alla verità, ma poi affrontò persino il carcere per difendere quella verità che aveva raggiunto a caro prezzo.

Il rigore scientifico, usando fonti di assoluto valore e credibilità, è l’unico viatico che dovrebbe accompagnarci nel percorso verso la vera informazione.

Proverò a portarvi per mano sulla via della conoscenza scientifica, con linguaggio quanto più possibile semplice, ma rigoroso, con i giusti riferimenti storici per aumentare la consapevolezza da parte del vostro emisfero sinistro, quello logico-verbale, discorsivo, avvezzo a discutere la realtà dei fatti, ma poco sollecitato dalla pubblicità che invece lo vorrebbe sopito.

Al tempo stesso racconterò i fatti usando la metafora, con tono ironico, a tratti sarcastico, per assicurarmi la partecipazione affettiva del vostro emisfero destro, proprio quello detentore di abilità visuo-spaziali ed emotive, che il business vorrebbe incastrare definitivamente a suo favore.

Buon viaggio alla riscoperta del senso delle cose!

1 La magia della dieta

Sommario: 1.1. La prova costume; 1.2. Sette chili in sette giorni; 1.3. La dieta giusta; 1.4. La magia dei numeri; 1.5. Il bilancio energetico; 1.6. Perché NON provare con le intolleranze alimentari; 1.7. Stile di vita attivo; 1.8. Quanto è difficile rinunciare ai sogni; 1.9. Pronti per una corsa a ostacoli?; Conclusioni.

1.1 La prova costume

Ci sono occasioni particolari come il diciottesimo compleanno, il giorno della laurea, il proprio matrimonio o quello di un parente stretto o di un caro amico, o più semplicemente l’interesse per la persona che si considera la propria anima gemella, che rappresentano classiche situazioni critiche in cui rivalutare il proprio appeal.

Ma il momento dell’anno, cruciale per eccellenza, è segnato dall’approssimarsi delle vacanze estive, quando giunge il momento di correre ai ripari per presentarsi sulle assolate spiagge… in forma.

Ma come ci si prepara alla prova costume?

L’armamentario di sopravvivenza è un kit di proporzioni epiche, sia per la quantità di problemi da affrontare o cose da preparare, sia perché bisogna letteralmente combattere con i ristretti tempi a disposizione, in quanto l’iter preparatorio si avvia sempre all’ultimo momento e peggio ancora con la consapevolezza di non potercela fare!

Per la gioia di estetiste, titolari di profumerie e mercerie, di farmacie e parafarmacie, tanto la lista delle linee guida dettate dalle riviste dedicate al gentil sesso, quanto l’elenco dei componenti del kit di sopravvivenza sono entrambi lunghissimi. In verità è doveroso precisare che anche gli uomini hanno ormai da anni abbandonato l’habitus del troglodita tipo "nature", interrotto solo da più o meno occasionali capatine dal barbiere per il taglio dei capelli o per una spuntatina a barba e baffi, e cedono sempre di più alle lusinghe della cosmesi a 360 gradi.

Quindi è sempre più frequente che, entrambi i sessi, condividano l’impasse di programmare le lampade e la ceretta più o meno integrali, di procurarsi le specifiche fiale o creme autoabbronzanti, idratanti, dopo sole, anti-smagliature e/o anticellulite, paste depilatorie o correttive o coprenti, svariati fondotinta per tutte le necessità, smalti per le unghie dai colori e combinazioni più inverosimili, pinzette di varia foggia per estirpare il pelo sul nascere, che sia pre-tibiale o sopraccigliare poco importa, poiché quel che conta è che venga eliminato alla radice, pur con la consapevolezza che quel pelo, ahimè, prima o poi ricrescerà, ricrescerà, ricrescerà…

Ma la questione principale e impellente è la dieta dimagrante, perché i cosiddetti antiestetici cuscinetti o rotoli non possono essere camuffati adeguatamente senza un corrispondente calo ponderale.

E allora veniamo al dunque: prepariamoci ad affrontare, con le migliori intenzioni, con le giuste premesse e con i corretti criteri scientifici la dietoterapia.

1.2 Sette chili in sette giorni

Analizziamo innanzitutto come viene posta la domanda dall’utente tipo al professionista della nutrizione e della dietetica.

Vi riporto qui sotto una richiesta tipo formulata da una mia paziente, che elenca tutti i propri desideri da soddisfare: «Dottore, voglio una dieta che mi consenta un calo di peso il più veloce possibile, con perdita di grasso solo nei punti giusti, che non mi faccia riacquistare mai più i chili tolti e che non mi crei né rughe sul viso né smagliature sul corpo. Inoltre mi deve indicare quali sono gli alimenti che mi fanno ingrassare, considerando che non posso rinunciare ai gelati – con il caldo che farà – e alla cioccolata, che è il mio anti-depressivo preferito».

È la tipica richiesta di una dieta magica!

La suggestione del film sette chili in sette giorni colpisce ancora, benché proprio l’epilogo del film, tra una risata e l’altra, fornisce il monito per difenderci dallo specchietto per le allodole rappresentato dalla millantata dieta magica.

L’esilarante film, con la regia di Luca Verdone e con attori del calibro di Carlo Verdone e Renato Pozzetto, si chiude con la fortunata trasformazione da clinica per l’obesità a trattoria, che grazie alla sua cucina genuina e casereccia verrà presa d’assalto dagli stessi clienti della clinica.

Affamatissimi!

E davvero affamati perché sette chili in sette giorni si può provare a perderli solo mantenendo il digiuno più rigoroso e confidando nella perdita di alcuni litri di liquidi.

Ma solo nella prima settimana, perché successivamente di settimana in settimana le cose si fanno ben più difficili.

Insomma il monito fornito dal film dissimula l’ennesima dieta alla moda.

Negli anni si sono rincorse e alternate diete per tutti i gusti e per tutte le esigenze.

Ricordate la dieta dell’astronauta, quella del minestrone, quella del pompelmo o dello sciroppo d’acero, solo per citarne alcune?

O diete estrapolate dalle stramberie di una qualche celebrità del momento?

Come quelle suggerite anni or sono da qualche attricetta, che oggi è regolarmente in sovrappeso?

Tutte diete fatte per durare una o due settimane.

Fortunatamente!

E fortunatamente sono diete che vengono sospese ben presto, perché come avrebbe sentenziato il divin poeta: «Poscia, più che il dolor, poté il digiuno».

Dante mi perdonerà se, parafrasandolo arditamente, porto la vittoria dell’appetito sul dolore morale di non essere in forma come similitudine del cedimento ben più tragico e lacerante vissuto dal Conte Ugolino.

Similitudine in cui si apre l’annosa questione, mai risolta, del mangiare per sopravvivere o vivere per mangiare?.

Per Ugolino della Gherardesca in gioco c’era effettivamente la propria vita!

Ma troppo spesso, invece, in gioco c’è solo la cattiva gestione di una emozione negativa, dove il termine solo non vuol dire semplice o banale, tanto è vero che a questo argomento dedicherò un intero capitolo che vi attende più sotto, l’ultimo.

Ma torniamo al fatto che fortunatamente le diete alla moda durano poco, anche perché se qualcuno riuscisse a portare avanti queste diete per un tempo congruo, ossia per più di qualche settimana, sarebbe un bel guaio per la salute.

Si tratta spesso di diete senza alcuna base scientifica o semmai supportate da teorie pseudo-scientifiche, che spesso consigliano di adottare criteri nettamente opposti ai principi della sana nutrizione.

Possiamo facilmente stimare che le diete lampo, avendo regole eccessivamente restrittive, lasciano le persone frustrate e pronte di conseguenza ad abbuffarsi il doppio, concorrendo a incrementare paradossalmente e fattivamente la pandemia di obesità dei nostri tempi.

Insomma diete dalle promesse mirabolanti, fatte di poco sforzo e tanto risultato, centimetri ed etti che vanno via alla grande, magari con un prodotto pseudo-integratore le cui proprietà magiche vengono certificate ed enfatizzate dalla modella di turno, che in realtà quel prodotto non lo aveva mai visto né usato prima della realizzazione dello spot pubblicitario.

Infatti con molta probabilità quella modella, per la silhouette esibita, non deve ringraziare il prodotto da lei stessa pubblicizzato, bensì i suoi genitori e in senso lato madre natura e la sua dotazione genetica.

Meno male che la legge ha previsto una normativa a tutela del consumatore e c’è chi per noi vigila anche sulla pubblicità, affinché non sia ingannevole. Volete verificare l’applicazione di questa legge?

Procuratevi innanzitutto una buona lente di ingrandimento e predisponete tanta pazienza, perché solo con questi due strumenti dovreste riuscire a trovare da qualche parte, in prossimità della riproduzione fotografica del prodotto, un piccolo asterisco, che a sua volta vi rimanda a un altro piccolo asterisco (quest’ultimo si trova in genere in fondo o a margine dello spot televisivo, del depliant o della pagina patinata) a cui segue la dicitura: solo se abbinato ad alimentazione e stile di vita adeguati…

In sostanza vuol dire che il prodotto pubblicizzato da solo non funziona, mentre il risultato è possibile se si adotta una dieta corretta e uno stile di vita attivo…

E perché mai comprarlo se non funziona? Si vuole forse sfruttare l’effetto placebo? Il risultato viene da convinzioni psicologiche che amplificano la risposta biologica o che fanno vedere un risultato laddove non c’è? Chi può dirlo?

Non esistono studi scientifici seri in merito.

Mentre è certo che la pubblicità ormai è una scienza a tutti gli effetti, che sfrutta i principi della psicologia a piene mani, costruendo la trappola finale per l’acquisto con un intreccio di messaggi subliminali costruiti ad arte.

Facciamo qualche esempio:

«basta una pastiglia di X per sconfiggere il grasso»

«eliminate le calorie in eccesso prima che si depositino sotto forma di grassi con Y»

«non rinunciare al piacere della tavola, Z preso dopo i pasti… riduce le calorie»

«W preso dopo un pasto abbondante, riduce le calorie e sgonfia la pancia».

Ma come si ottengono questi risultati dal punto di vista fisiologico, farmacologico o, peggio ancora, tossicologico? A quali studi scientifici fanno riferimento? Su quali riviste scientifiche serie sono pubblicate le evidenze dei risultati?

È chiaro che non c’è alcuna dimostrazione acclarata, se tutti questi slogan vengono regolarmente e sistematicamente condannati e le aziende produttrici multate dall’Antitrust.

Purtroppo la condanna arriva sempre dopo una lunga istruttoria, ossia dopo aver consentito, in virtù di non so quale principio di buona fede, di vendere migliaia e migliaia di confezioni e aver contribuito con la pubblicità ingannevole a divulgare messaggi diseducativi, soprattutto per i più giovani.

1.3 La dieta giusta

Come si riconosce la dieta giusta? È sufficiente rispondere ad alcune domande mirate come ad esempio: la dieta promette una veloce perdita di peso?

Vi rassicura che sarà facile e non soffrirete la fame? Si basa su una teoria non supportata da studi scientifici internazionali? Divide semplicemente i cibi in buoni e cattivi? Prescrive l’acquisto di un particolare integratore che non avete neppure richiesto? Vi obbliga ad acquistare cibi già pronti e che non si trovano nei comuni supermercati, bensì solo in negozi dedicati ed, ahimè, a prezzi rigorosamente non concorrenziali? È troppo bella per essere vera, perché troppo gustosa o perché fatta di cibi a consumo libero? Promette un dimagrimento localizzato, solo per la pancia o solo per le cosce o entrambe?

Ebbene, se avete risposto anche solo ad alcune delle domande in riferimento alla dieta che avete fra le mani, vi consiglio di buttarla via.

Quella è una dieta magica, una dieta alla moda!

La dieta giusta, salutare, non può prescindere dalla correzione dello stile di vita: alimentazione corretta e attività fisica regolare.

In dietologia non esiste la formula magica!

Esiste una formula matematica, basata sul bilancio calorico, derivata dagli studi del metabolismo energetico: le calorie consumate per il fabbisogno del metabolismo basale e per l’attività fisica devono essere maggiori delle calorie assunte con l’alimentazione.

Solo dal bilancio calorico negativo si ricava un corrispondente calo di peso corporeo.

Fatta eccezione per quel 3% di casi che rientrano nel quadro dell’obesità secondaria a patologie varie, che necessitano di terapia medica o chirurgica perché si ottenga un miglioramento o la guarigione.

In primis le patologie endocrine quali l’ipotiroidismo, l’ipercortisolismo o le malattie ipotalamiche, che modificano l’assetto metabolico in direzione del risparmio calorico e dell’accumulo di grasso.

In secondo luogo va citata la genetica con le sue sindromi monogenetiche, fortunatamente molto rare, che si accompagnano sistematicamente e immancabilmente all’obesità e sono anche quelle più difficili da trattare.

Inoltre va ricordata l’azione farmacologica di diversi preparati come il cortisone, per la sua azione anabolizzante, gli psicofarmaci per le difficoltà che generano nel controllo dell’appetito e gli estro-progestinici per la ritenzione di liquidi che possono causare.

Infine va citato l’evento smettere di fumare, che agisce con due modalità:

aumenta l’introito di calorie sotto forma di caramelle, cioccolate, biscotti e snack vari, come sostituti orali della sigaretta;

riduce il consumo calorico riducendo il metabolismo basale.

1.4 La magia dei numeri

Per perdere un chilo di peso corporeo è necessario che il bilancio calorico sia negativo di

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