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Antologia VIII ed. Premio Letterario Giovane Holden

Antologia VIII ed. Premio Letterario Giovane Holden

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Antologia VIII ed. Premio Letterario Giovane Holden

Lunghezza:
330 pagine
4 ore
Pubblicato:
Sep 28, 2014
ISBN:
9788863965452
Formato:
Libro

Descrizione

Una miscellanea di trenta racconti e altrettante poesie, che rappresenta un assaggio del meglio che l’ottava edizione del Premio Letterario Giovane Holden ha prodotto a livello lirico e narrativo.
Pubblicato:
Sep 28, 2014
ISBN:
9788863965452
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Antologia VIII ed. Premio Letterario Giovane Holden - AA. VV.

Holden. 

Classifica finale

VIII ed. Premio Letterario Giovane Holden

Sezione Poesia inedita

Giulia Cordelli - Violenza - Microcosmo

Edoardo Penoncini - Mi piacerebbe

Sara Albanese - Inverno

Premio Speciale della Giuria:

Donatella Pardini - Sola...

4° classificati pari merito:

Alice Agostinelli - A testa bassa

Claudio Alciator - Il dissenso

Barbara Barone - 7 dicembre 2012

Francesco Buccafusca - Mio padre

Alessandro Caparesi - Delitto irrisolto

Alessandro Corsi - Angoli dolci

Leonardo D’Amico - Toglietemi tutto

Luciano De Fortuna - Il nostro secondo momento

Filomena Del Vecchio - Appartiene la notte

Chiara Fortunati - Nostalgia

Louis Glacier - Notturno 13.77

Elio Lunghi - Moby Dick

Simona Maggiore - Poeta

Paola Marinelli - Il drogato

Rosamaria Nicassio - Eco

Elena Nutini - Notte sulla Francigena (pellegrinaggio nel terzo millennio)

Paola Orsini - Consapevole illusione

Mariangela Padovani - Avvolta da una nube opaca

Milena Perico - Fratello minore

Francesco Salvini - Equinozio

Donatella Sarchini - Pazienza

Lorenzo Simonini - Io e te

Luca Giuseppe Tagliabue - Clessidra

Emilia Turiano - Spersa

Angelo Vaccari - Il carnevale

Stefania Vecchiato - Bianca

Sezione Racconto inedito

Carmina Trillino - Quarantotto, quarantanove, cinquanta

Massimo Villivà - La divisione dei ruoli

Giuseppe Perciabosco - Gene recessivo

Premio Speciale della Giuria:

Lucio Scorzelli - Filadelfo e Paolina

Jacopo Iannacci - Maiolati Spontini

Gabriella Sperotto - La maestra della pala

4° classificati pari merito:

Renata Adamo - Condominio notte

Maurizio Baruffaldi - L’armonia

Giorgia Bruzzone - Il Natale di un foglio di carta

Francesco Buccafusca - Il lanciatore di coltelli

Massimo Cerina - Il nuovo professore

Tony Colina - Thigmatithmo

Giuliano Conconi - Un ottimo affare

Giulia Cordelli - Il pianto

Riccardo D’Auria - Due regine e uno chauffeur

Antonio De Palma - Pan

Paolo Durante - Klatù, barada, nicto!

Romano Giammattei - Sole d’estate

Nina J. Kors - Una mattina i tulipani

Lodovico Lindemann - Deliziosamente struggente

Francesca Caterina Matricoti - Sushi

Maria Clotilde Pesci Schiavo - Viaggio di riconciliazione

Tiziana Maria Pulcrano - Margherita

Donatella Sarchini - Il dono

Fabio Simonini - Solaio, tra mito e realtà

Michele Raul Trojano - La libera scelta dell’ingrato Janvier

Angelo Vaccari - Un nodo stretto

Davide Valenti - Lo sposo occidentale

Anna Vieri - Tra due guerre

Anna Maria Zanchetta - Trasecolando

Sezione Romanzo inedito

Annalinda Buffetti - Il viaggio vol. 1 - Il finocchio selvatico sa d’anice

Bruna Franceschini - Come una lupa con otto zampe

Michele Di Mauro - Kaleido - Il circo delle donne

Premio Speciale della Giuria:

Patrizia Rasetti - Tre galline e una volpe

4° classificati pari merito:

Alfonso Angrisani - No voci agenda per oggi

Paola Bigozzi - Cuore di fiumara

Elena Blancato - Querida

Giorgia Bruzzone - Bride - La caccia alle veneri nere

Raimondo Caliari - L’albero dalle foglie irrequiete

Marina Casali - Donnee (È arrivato l’arrotino)

Stefania Cenciarelli - Utopia dell’opulenza

Luca De Gaetani - Novembre ha gli occhi verdi

Luca Falchi - Hotel Posta

Sanzio Gamberini - Gli impacci di un povero prete

Gerardo Giordanelli - Osteria con uso cucina

Ermanno Giraudo - La mosca cieca

Vincenzo Gueglio - Lo scherzo

Alessandro Izzi - Il respiro delle onde

Francesca Lazzeri - Qualcosa di lieto

Valentina Mannino - On-off

Sandro Manoni - L’eredità De Cortes

Chiara Marchesini - E se tutto accade fuori

Maria Francesca Mariano - La scialletta rossa - Una donna di mafia

Matteo Mosca - Provando ad affogare il mare

Mari Nerocumi - Le variabili del cerchio

Giovanna Nieddu - Il narratore

Alessandra Perotta - Formentera

Bruno Previtali - Il camaleonte pirla

Fabiola Sciarratta - Bloody books

Simone Vesentini - Una disonesta fortuna sfacciata

Sezione Romanzo edito

Silvia Longo - Il tempo tagliato

Andrea Fiorenza - L’elefante nel salotto

Peter Zeller - I mandarini sotto la neve

Premio Speciale della Giuria:

Arturo Bernava - Scarpette bianche

Roberta Tamiso - Lucrecia

4° classificati pari merito:

Gabriele Astolfi - Tumuori

Gianna Botti - All’ombra del gigante

Antonella e Franco Caprio - Non c’è Cuore

Francisca Da Silva - A letto con il chirurgo estetico

Angela De Leo - La via delle vedove

Davide Di Giuseppe - Il deserto dei fiori

Sara Di Furia - I segreti di Kane Town

Michele Di Mauro - L’Uomo-Carbone

Roberta Di Pascasio - E-mozioni da poco

Vale Fiò - Se un colpo di coda

Antonio Giordano - Il grande sipario

Erika Rigamonti - Binario 7

Luigi Saccomanno - Scrittori brutta razza

Eleonora Scali - Un fiume di guai

Fabrizio Voltolini - Hy-hoon

Sezione Poesia edita

Milena Perico - La spada e il cuore

Franca Canapini - Il senso del sempre

Antonella Tissot - Viaggio con sosta

4° classificati pari merito:

Lina Anoardi - Poesia x pensare

Carlo Benincasa - Metastasi dell’abbandono

Massimo De Ciechi - Lasciando che il pensiero muti il fremito in poesia

Gaia Gentile - Merimia

Luigia Paglia - Viaggiatrice di emozioni

Renzo Piccoli - Cantar de mi amor

Daniele Santoro - Sulla strada per Leobschüts

N.B.: I nomi dei finalisti sono in rigoroso ordine alfabetico.

Sezione Poesia

Alice Agostinelli

- Finalista Sezione Poesia -

A testa bassa

Ho quasi trent’anni.

Sono sola in un parco pieno di estranei sorridenti.

Li odio tutti.

Che cosa avranno da sorridere?

Niente conigli, niente faine, niente faide oggi per me.

Aspetto che si svuoti.

Ascolto i bambini piangere

strappati all’erba con forza.

E pezzi di conversazione come quelle che mi tengono compagnia

ogni notte

prima di addormentarmi.

È ora di cena e scende la sera.

Ho freddo.

Sono l’ultima a lasciare nel silenzio

gli alberi e le panchine e la terra.

Ed è così che torno allo zoo del mio circo.

A testa bassa.

Sara Albanese

- 3a classificata Sezione Poesia -

Inverno

Capelli di ghiaccio disegnati nella nebbia,

rigidi e sottili come rigagnoli inversi

che risalgono il corso della luce

e si essiccano tendendo verso il cielo.

Non è linfa ma corteccia

che scorre nelle vene di brina,

solida come un velo lacrimale

che la palpebra protegge dalla notte.

L’albero che soffia i suoi rami

rappresi come fiato nel gelo del mattino

si aspetta che il sole con sguardo distratto

liberi in gocce la tenacia del tocco più alto.

Claudio Alciator

- Finalista Sezione Poesia -

Il dissenso

Cerchi dissidenti

tra fari ormai spenti

sguardi celati

da occhiali da sole

stati d’anima

…c’è un po’ di confusione

guardarsi allo specchio

riconoscere un altro… diverso da sé.

Qual è la speranza

per questo povero essere che

non riesce altro a pensare

se non alla sua attuale

triste esistenza?

Barbara Barone

- Finalista Sezione Poesia -

7 dicembre 2012

Questa neve

sembra lavare via le nostre colpe

e il mio passato,

come un velo glaciale di purezza

che scende dentro al cuore e

gli chiede di rinascere.

Chissà se anche tu vedi

questa coltre lucente sul cammino

e come me ora pensi

a rendere più puro il tuo giardino

e se nei tuoi pensieri

io ci sono

come la neve bianca,

oppure come cosa da mondare… 

Francesco Buccafusca

- Finalista Sezione Poesia -

Mio padre

Mi guardava.

Mi guardava

e non diceva niente.

Non c’era niente da dire.

Le parole

non sanno raccontare il cuore.

Mi guardava

oltre il vetro scuro delle porte scure

e stringeva gli occhi per trovarmi.

Occhi stretti

che a inumidirli non è la pressione

sono i ricordi

e sono il modo di abbracciare

di conservare

per sempre

un satellite

che è diventato cielo.

Alessandro Caparesi

- Finalista Sezione Poesia -

Delitto irrisolto

Apprendiamo dall’ANSA una notizia dell’ultim’ora:

trovato il corpo senza vita dello Stupore.

Un ignoto passante col suo cagnolino,

uscito per bisogni non procrastinabili di primo mattino

manifestati da uno dei due senza ulteriore dettaglio,

ne ha segnalato il cadavere disteso sull’asfalto bagnato.

Sembrava dormisse, ha dichiarato il cane, senza null’altro aggiungere.

Il predetto non presenta, ma forse li presenterà,

segni di violenza pubblica o privata;

gli inquirenti, in attesa di passare al participio passato,

non escludono ipotesi alcuna, compreso il suicidio,

benché improbabile a quell’ora, col cielo turchese e poche nubi.

A causa della scomparsa del predetto Sentimento,

per quanto, come noto, nel recente non godesse di buona salute,

le Autorità si attendono, nel breve termine,

un’ulteriore diminuzione della luce interiore

con possibile degrado della bilancia dei pagamenti.

Della qual cosa non si è stupito nessuno,

per ovvi motivi,

solo qualche formica si è chiesta -uh-

in riunione con le lumache del quartiere, se l’evento delittuoso,

che riecheggia tristezza e bande nere,

sia collegabile o riferibile o altro

alle pregresse scomparse delle sorelle del defunto,

le signore Meraviglia e Sorpresa, anch’esse sorprese,

scusate il bisticcio, nel fior fiore degli anni e di cui nessuno,

tranne i quattrenni, conserva memoria.

Le esequie si annunciano sobrie, con fiori e striscioni

nelle gradazioni cromatiche previste per legge.

Ulteriori approfondimenti dopo la pubblicità.

Giulia Cordelli

- 1a classificata Sezione Poesia -

Violenza - Microcosmo

Come lumaca attaccata a lumaca

-ermetica chiusura d’un amore di campagna-

conto i fili d’erba che m’infilzano la vita,

distesa su un prato o terra d’una vigna,

rubato l’attimo alla notte di minore custodia

del posto, di me.

Conto le stelle e i culi di lucciole

cattive a ricordarmi ch’è ben altro, quello che volevo.

Silenziose formiche insonni innocue passeggiano

sul fianco del mostro che sopra di me preme

le budella, il ventre, il cuore,

geme svegliandomi di nuovo.

Ch’ero altrove in quella tana di talpa

tutta intenta a vagheggiare il ventre della terra,

tunnel infiniti scavati per la fuga,

veloce senza la vista scava,

fugge la zappa sua rivale d’una vita

-la mia è l’uncino come un pesce all’amo, oppure irretita-.

Son tanti i rumori del mondo tra l’ansare sconosciuto:

un grillo che canta -maledetto- il fresco felice d’una notte di mezza estate.

Vorrei cantare anch’io il mio divenir donna

ma delusa taccio la sventura dell’inganno

mentre penso alle crudeli coincidenze coi miei sogni:

è pur un prato, un cielo stellato, ma è tutto sbagliato.

Un cuculo chiama la sua amata: che ritorni presto al nido.

Ritorno anch’io col pensiero all’innocenza,

alla seppur minima parvenza di realtà in questa mostruosa visione.

Torno con l’orgoglio al bianco grembiule e ai giochi spensierati,

con la nonna le passeggiate in questa campagna -oh, nonna!-

quando i tramonti erano solo l’annuncio dell’alba.

Un gorgoglio di saliva -è la mia gola- sboccato da viscerali lamenti.

Un muto grido d’insolenza e di vergogna sgorgato più tardi:

un’ora intera sola a cercare di fermare le ginocchia

sotto un cielo crudele di tradite aspettative,

speranze assassinate dal destino, dalla colpa

d’un bambino menato e incattivito che cercava una vendetta.

Alessandro Corsi

- Finalista Sezione Poesia -

Angoli dolci

Ci sono degli angoli

così dolci e perfetti

da essere dei mondi

conclusi in loro stessi.

In quegli angoli

così dolci e perfetti

si perdono i miei passi,

che seguono le mani:

le quali tutto toccano,

dopo che gli occhi

lo hanno contemplato.

Viandante d’ogni angolo,

cosa potrò mai fare

dopo che l’ultimo passo

mi avrà condotto

al di là del tempo?

Leonardo D’Amico

- Finalista Sezione Poesia -

Toglietemi tutto

Come fratello di Ulisse

metto cera nei timpani

non per paura delle sirene

ma per annullare lo scandire del campanile.

Al bando lancette e clessidre

mentre butto via la radiosveglia

che mi hai regalato tre anni fa

per il mio aumento di salario.

Un ticchettio mi innervosisce.

L’orologio nascosto ricorda l’ora

e mi rammenta che il tempo si è stancato di me.

Ho chiesto che andasse veloce

che rallentasse

si fermasse.

Rette sfere insistono

implacabili parlano

ferme all’arrivo

di un viaggio nel tempo.

Ogni uomo quando muore è solo.

Luciano De Fortuna

- Finalista Sezione Poesia -

Il nostro secondo momento

Se vedessi te

ti raccoglierei

come rugiada radiosa,

ti porterei

in un sogno eterno…

ma questo cielo

è così terso

e la finestra è troppo stretta.

Non ha margine

il mio desiderio

è un filo ispessito

dai fiori di maggio,

è un umido segreto

evocato dai ricordi:

il sole, l’acqua, il vento,

la danza del fango

la maschera del tempo.

Se vedessi te

rivivrei tutto questo

fissando le tue mani

che m’arrivano al volto,

il nostro secondo momento

un passo breve nell’infinito. 

Filomena Del Vecchio

- Finalista Sezione Poesia -

Appartiene la notte

Appartiene all’amore la notte

fasciata di ansiti

respiri

mugolii

di corpi abbracciati

all’unisono.

Arricchita di pensieri

e contro pensieri

si fa introspezione e follia

desiderio di gettarsi a capofitto

fra le onde del mare

per rinascere

nel breve intermezzo

a nova vita.

Punteggiata di stelle tremule

fa da ponte

agli amanti

erranti

alla ricerca di quiete.

Manto nero

oscuro

attraversato da lampi e tuoni

presagio arcano

fido compagno

delle ore di solitudine.

Mondata dalla pioggia

abbracciata dalla neve

sferzata dai venti

imperterrita

persegue

il cammino

impervio e dolce

forte e rassicurante

rivestendosi di sogno

e di fantasia.

Da sempre

amica fidata

silente confidente

grembo in cui chetarsi

immoto ristare

prima che l’attesa giungendo

trasli e passi

ogni cosa si porti via

in un battito d’occhio.

Mielata

luminosa

appagante

ristoratrice

pausa e rintocco

di campane a distanza

i cui echi si spandono

come braccia filiformi

verso l’eterno.

Chiara Fortunati

- Finalista Sezione Poesia -

Nostalgia

Mostri,

mostri mai morti

che mi divorano dentro:

che voglio conoscere la vita

ma della vita non sono partecipe;

che voglio essere una roccia

ma solida non sono…

senso di nostalgia;

maledetto ardore,

maledetta vita che ancora gridi

che ancora ardi le viscere buie.

Io volevo così tanto riposare!

volevo tanto godere di questi giorni,

ma tu ancora inumidisci i miei occhi di pianto

e ancora animi desideri privi di patria.

Louis Glacier

- Finalista Sezione Poesia -

Notturno 13.77

Dove gli alberi all’imbrunire

sono torri di carbone,

il tuo profilo si confonde

tra la luna e l’ultimo frammento

di luce che si spegne senza fretta.

Nel punto esatto in cui tutto

dentro di me

si accende

del tuo sorriso.

Elio Lunghi

- Finalista Sezione Poesia -

Moby Dick

Vagavo nel cielo senza precauzioni

sopra gocce di vino santo e olio di

balena; nuotavo tranquillo privo di

affanni, felice di contemplare cose

che non avevo mai visto.

Con rapide e infaticabili bracciate

un giardino di luce ho circumnavigato.

Gli angeli sciavano con i piedi piumati

su piste coperte di ambra e panna montata

lanciando palle multicolori, e mangiavano

crine di cometa e fiordalisi, polpa di stelle

e fiori della Passione.

Bevvi il vino santo e con l’olio le mani

mi profumai; per rimanere fermo nel cielo,

alla barba di S. Pietro mi aggrappai, ma le

mie mani scivolavano e da quel momento

l’ascesa si trasformò in una discesa.

L’apostolo rideva sotto il latteo pelo,

mentre io scendevo rapido senza freni.

Non mi arrabbiai, al contrario lo ringraziai,

poiché, senza l’ausilio della sua barba sarei

entrato in una traiettoria cosmica.

Caddi nel mare, lontano dalla riva, nel mezzo

di una moltitudine di cetacei in festa.

Era da poco tornato Moby Dick, e le balene

in circolo con soffi d’acqua formavano una

fontana e mi offrirono pesci dorati, rose di

madreperla e oceani illimitati. Poi, cambiando

il tono della voce, a Moby Dick chiesero perdono

per averlo abbandonato nel potere del genere umano.

Ora, pensavano di essere salvi, era ricomparsa

la balena bianca a vendicarli.

Per un certo tempo, vissi nell’oceano, però anche lì,

i pesci grossi mangiano quelli piccoli.

Stanco di mangiare pesce, in una rete piena di pesci

mi gettai, e con mio rammarico tra i cacciatori di balene

ritornai.

Simona Maggiore

- Finalista Sezione Poesia -

Poeta

Poeta,

ascolta il mio silenzio,

leggi il mio sguardo,

parla alla mia anima,

non m’abbandonare

a me stessa,

potrei perdermi.

Poeta,

accarezzami il cuore,

svelami il segreto

di sentire i pensieri,

di vedere l’ignoto,

di toccare l’immenso.

Poeta,

figura sì astratta,

fatata, magica…

non t’abbandonare

all’umano sentire,

potresti perderti.

Paola Marinelli

- Finalista Sezione Poesia -

Il drogato

Le mie braccia

fori sanguinanti.

La mia mente

un fuoco di follia.

Giocai ad

un giuoco oscuro

e non fui più

me stesso.

Ogni foro porta la mia

mente lontana dalla vita

dall’amore, da te, da me.

Tutto danza

in un gorgo

di risa beffarde

di spiriti maligni

che mi artigliano

strappandomi

alla vita.

Chi sono?

Chi siete?

Fantasmi

che scorrono nelle vene

e fluiscono verso

il mio cervello svuotato

di emozioni.

Quando ritorno

e la paura della paura

mi confina in un angolo

tremante di solitudine,

mi buco ancora e

quel giuoco oscuro

riprende a giocare

tra vita e morte.

Non sono più

l’uomo che sognava,

l’uomo che amava,

l’uomo che lottava per vincere.

Sono un drogato

che ha barattato

la sua vita col niente.

Rosamaria Nicassio

- Finalista Sezione Poesia -

Eco

Ti ho vista disegnare le mura della casa

con alito vivo, o lontano virgulto-

commemoro i tristi selciati

sui quali giace l’eterno sussulto.

Abbraccio nudo ogni mattino,

il mio ventre è gravido di voci lontane-

nobile memoria, ravvivi il tormento,

componi melodie di agitato silenzio.

Odoro d’eco,

ho una sete adolescente.

Elena Nutini

- Finalista Sezione Poesia -

Notte sulla Francigena

(pellegrinaggio nel terzo millennio)

Silenzio e lucciole

e aroma di foraggio

seduti sotto gli argini del cielo

sotto la cappa scura

traforata di stelle

denominata notte.

Dischiusi i sensi

ai brividi del buio

avanzano le effimere

libellule dell’anima.

Sensibili memorie

d’agguati e commozioni

che dicono di noi

novelli pellegrini

trai campi e i tabernacoli del cuore.

Socchiusi gli occhi

scendiamo la collina

su strade di emozioni

che predano il presente

briganti del duemila

tra sassi e traumi del passato.

Scortati da nottambule falene

tracciamo sul tepore dell’asfalto

ad uno ad uno

gli indefiniti passi dell’amore

su un filo di atmosfere

di voglia, di timore.

Sentore d’ombra

preghiere e fieno.

Sul sacro del sentiero

dal tetto delle pievi

cantilenanti fragili sirene

attestano

l’ennesimo passaggio

ai loro piedi.

In bilico da sempre

salutano dall’alto

testimoni

piene di grazia

benedicenti

lievi.

Paola Orsini

- Finalista Sezione Poesia -

Consapevole illusione

La luce è muta in questo groviglio.

Vaghiamo incerti con le mani protese,

infermi ed insicuri,

urtando tra i tronchi aguzzi della vita.

Ci bagniamo le mani,

illusi di aver trovato una fonte tra fresche rocce,

ed invece è solo il sangue delle nostre ferite:

i segni di dolorosi desideri,

nascosti sotto le unghie delle dita.

Mariangela Padovani

- Finalista Sezione Poesia -

Avvolta da una nube opaca

Avvolta da una nube opaca

mi sento avvizzire

come un fiore, ormai putrido di morte

consumata dal mio stesso pensiero.

Violentata dal silenzio dei giorni

mi dibatto in tacite grida atroci

cercando di uscire

dalla cella angusta e buia

che mi avvolge, legata in catene

di cui ho perso la chiave.

Piena di un immenso nulla

denso e bianco, viscido,

che soffoca il petto,

le viscere dolenti e stanche

gli arti ormai spezzati.

Annegata dentro me

assordata dal rantolo continuo

del mio essere gemente

che chiede e non sa cosa

e distrugge e odia

odiando il suo stesso odio.

Annegata

dentro la rancida stagnante

putrida essenza

avvizzita del mio io sanguinante

di sangue ormai rappreso.

Decomposta e deforme

ormai non ha più forza la mia lotta

non so più trovare una strada

fuori dal labirinto

soffocante

della mia psiche distorta.

Donatella Pardini

- Premio Speciale Sezione Poesia -

Sola…

Delusa

denudata

disarmata

dea del nulla

vago alla ricerca di me.

Imbruttisco le mie forme

le denigro

le nascondo.

Ma ho solo me stessa

le mie radici affondano nella sabbia…

che si frantuma ad ogni passo falso.

Sento un dolore nel cuore

sento che ha smesso di battere forte!

Edoardo Penoncini

- 2o classificato Sezione Poesia -

Mi piacerebbe

Mi piacerebbe che tutti sapessero

e da ogni libero peregrinare

tracimasse l’amore per la terra,

che ogni nostra canzone ci portasse

dove crescono tra i sentieri rose

canine e rosse bacche selvatiche,

dove il grano s’imbionda e si dà un tono

di rosso coi papaveri che gli coprono la schiena

mi piacerebbe che tutti sapessero

che quando un uomo si ferma e si guarda

le mani, mani scure di terriccio,

vede specchiarsi un cielo di sorrisi

e il peso delle stagioni si fa buono

sfumando dolce la sfera del volto

con la strada bianca che porta a casa

mi piacerebbe che tutti sapessero

e che ogni uomo amasse la sua patria.

Milena Perico

- Finalista Sezione Poesia -

Fratello minore

Pensavo fosse possibile

leggere nei tuoi occhi l’amore,

l’odore delle tue carezze

all’imbrunire del giorno,

il silenzio nel salotto

e quel fuoco che ardeva incessantemente.

Sognavo la tua mano sul mio manto

morbida e calda come seta,

ma l’antico proverbio canta ancora

la stessa melodia di allora-

le nuvole non muoiono

quando il vento le disperde lontane-.

Mentre legavi attorno al mio collo

la tua viltà celata di paura,

e trascinavi in macabra danza

il mio corpo impotente e dolorante

ti divertivi a guardarmi

con la gola strozzata dal tuo inganno,

e il freddo sempre più caldo

ogni volta che m’indossavi disinvolto.

Ora guardami, fratello maggiore,

al tuo fianco sarei morto contento

e la vita ci avrebbe abbracciato

con suoni e colori brillanti.

Povero fratello e amico del tempo

ancora credi alle parole del vento

quando sussurra nelle sere d’inverno

quanta gioia porta il dolore

la morte di un fratello minore… 

Francesco Salvini

- Finalista Sezione Poesia -

Equinozio

Muterà l’alba in bellezza

o forse è solo pecca del mio animo

malato di dolore e di speranza.

Ci sono tutti i presupposti

che questa sera migri altrove

-la rondine a primavera

trova altri tetti prima di tornare.

Già si apre il petalo

vermiglio del tuo spirito ferito,

in te luce e vita

danzano travolte dalle tenebre,

sopra un palco abbandonato

in un sobborgo vuoto di città.

Sarà allora il momento,

sarà tempo di sbocciare

e mostrare il tuo sorriso

senza speranza al silenzio del sole,

perché così è la vita

-ed è sempre più dura.

Donatella Sarchini

- Finalista Sezione Poesia -

Pazienza

Seguire

con lo sguardo

un fil di fumo

in fondo a un orizzonte

ignoto,

finché ogni molecola

di gas

sarà dispersa.

Immaginare

il numero infinito

di attimi

che ci separano

dall’ultimo respiro.

Ricomporre

frammenti casuali

di conversazioni

in una rapsodia armonica

della comunicazione.

Attendere

per tutta la notte

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