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Il Segreto della Magia Mentale - Come sviluppare i Poteri della nostra Mente

Il Segreto della Magia Mentale - Come sviluppare i Poteri della nostra Mente

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Il Segreto della Magia Mentale - Come sviluppare i Poteri della nostra Mente

valutazioni:
4/5 (1 valutazione)
Lunghezza:
217 pagine
5 ore
Pubblicato:
11 feb 2015
ISBN:
9786050356427
Formato:
Libro

Descrizione

INDICE DEI CONTENUTI
PREFAZIONE
CAPITOLO PRIMO
Il segreto della magia mentale
CAPITOLO SECONDO
La forza sottostante
CAPITOLO TERZO
La suggestione
CAPITOLO QUARTO
Influenza personale
CAPITOLO QUINTO
La telementazione
CAPITOLO SESTO
Terapeutica mentale
CAPITOLO SETTIMO
Architettura mentale
CONSIDERAZIONI FINALI
Pubblicato:
11 feb 2015
ISBN:
9786050356427
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

Il Segreto della Magia Mentale - Come sviluppare i Poteri della nostra Mente - William W. Atkinson

FINALI

PREFAZIONE

Si impone un chiarimento preliminare. Questo non è un manualetto di accorgimenti spiritici. Sfogliando le sue pagine, non scorgerete formule cabalistiche o misteriose invocazioni al trascendente; la sua lettura non svilupperà in voi poteri di telecinesi, né vi servirà a richiamare lo spirito di qualche simpatico avo in un’allegra seduta medianica fra amici. Chi ha sperato in tutto questo, resterà certamente sorpreso dagli argomenti che costituiscono la sostanza del volume; ciò nonostante, potrà ritrovare fiducia, se avrà la costanza di percorrere ugualmente la strada che Atkinson ci dischiude nelle sue pagine.

Esiste un principio universale di vita che impregna di sé ogni realtà esistente; esso è presente in ogni porzione di spazio, fino in quella più infima, ed è immanente ad ogni cosa; infinite sono le forme del suo manifestarsi in vita, energia, forza. La sua intima, essenziale natura è la mente, potere incomparabile, dono divino di cui ogni essere può fare uso a suo piacimento, in corrispondenza di un atto volitivo che ne costituisca il fondamento; al di là del pregiudizio, è sufficiente compiere lo sforzo necessario a metterlo in atto: dopo di ciò, nulla potrà arrestarla.

Questo è il credo di Atkinson, compendiato in poche righe. Semplice ed immediato, coerente e concreto. Non c’è posto per il compromesso nella sua fede.

La mente o il nulla; lo spirito o il non-essere. Il binomio si presenta in tutta la sua gravità, come nodo che l’uomo si trova a dover risolvere, giunto ad una fase critica del suo sviluppo evolutivo.

Non c’è tempo per le mediazioni, ci fa comprendere l’Autore: prendere o lasciare. Il potere della mente, la dedizione ad una più alta spiritualità universale, la luce del trascendentale, o la negatività della materia (che è anch’essa mente, in ultima analisi) ma che si presenta come demolitrice della verità più alta dell’uomo, almeno fino a quando non la si sia compresa nella sua essenza. Concretizzando, il discorso di Atkinson volge a questo duplice insegnamento.

Da una parte una vita attiva, vigorosa, consapevolmente piena di realizzazioni cercate e volute attraverso una attività instancabile che fa capo ad una personalità fermamente decisa a svelare al mondo se stessa come individualità conclusa.

Dall’altra l’esistenza incognita del debole, mai corretto dallo stimolo al miglioramento, privo di carattere e di decisione; in altri termini, di colui che, lungi dall’opporre resistenza alla suggestione imperiosa del più forte, sembra quasi lieto di potersi mostrare servile ed ossequioso.

L’invito di Atkinson, dunque, è volto ad una scelta consapevole fra queste due alternative che, come ci è dato notare, non sono altro, in fondo, che due oggettive manifestazioni del modo di presentarsi dell’assoluto: luce e tenebre.

Nelle intenzioni dell’autore, questo libro avrebbe dovuto essere contenuto in poco più di un centinaio di pagine.

Di tale ampiezza, infatti, constava quando fu mandato in stampa. Successivamente, però, Atkinson ritenne essenziale apportare alcune modifiche e fare alcune precisazioni. In breve, editore e tipografo si trovarono a dover lavorare per parecchi mesi ad un manoscritto dall’ampiezza raddoppiata, che periodicamente veniva esteso e rinnovato.

Questa breve notizia aneddotica, chiarirà al lettore il perché del limite maggiore di questo libro: la frammentarietà e la mancanza di rifiniture stilistico-strutturali.

Il nuovo materiale fu inserito compiendo una operazione di chirurgia letteraria che non poteva restare senza esiti.

Ne risultò qualche discontinuità nella trattazione ed inevitabili squilibri di legatura e rifinitura nelle singole parti. Ben poca cosa, comunque, in rapporto al fascino concettuale che l’opera ci offre. Ci troviamo di fronte al più grosso tentativo, compiuto da Atkinson, di sistemazione organica delle sue teorie, frutto di numerosi anni di attenta ricerca e studi approfonditi.

In sette lezioni troviamo compendiati i fondamenti della Magia ed i principi essenziali su cui basare una seria pratica occultistica (il che, lo ripeto, non significa - o almeno lo significa solo in parte e come conseguenza marginale - possedere facoltà di levitazione e altri poteri consimili).

È altresì vero che l’Autore non pretende di avere esaurito l’argomento con questa pubblicazione; tuttavia, resta il fatto che essa è senz’altro una tappa d’obbligo per ogni studioso di dottrine legate ai problemi dello spirito.

Qual è, in breve, il segreto della Magia mentale?

L’argomentazione di Atkinson si svolge lucida e coerente attraverso l’analisi dei concetti basilari. Il presupposto teorico del Maestro si sviluppa lungo due filoni concettuali complementari.

Da una parte viene affermata l’esistenza di una energia che sottende ogni fenomeno mentale; una forza occulta che permette il manifestarsi ed il propagarsi di stati mentali attraverso lo spazio, tramite induzione, fino a giungere alle altrui menti.

In questo ambito teorico, il cervello, come realtà corporea dell’uomo, viene presentato come il trasformatore naturale dell’energia in questione. Atkinson, parla qui di convertitore dell’energia in pensiero, portando come termine di paragone la pila che produce elettricità dalla combustione dei suoi elementi costitutivi interni, allo stesso modo che la materia cerebrale funge da comburente per la formazione degli infiniti stati mentali possibili in un uomo.

L’altro polo della teoria di Atkinson si individua nella affermazione dell’io personale, come realizzazione completa di sé.

Ribadire personalità e carattere; esprimere nei rapporti sociali ed umani una autonomia di scelta inequivocabile; agire con decisione, sorretti da una ferrea forza di volontà; desiderare con fermezza tutto ciò di cui si ha necessità. In breve, questi sono, a giudizio dell’Autore, i canoni di una giusta esistenza, sicuramente tesa al benessere ed allo sviluppo dell’umanità.

Equivocare non ci è concesso: il debole, mediocre, privo di carattere, vinto dalla sua inettitudine prima ancora che dal potere dell’avversario, conduce alla dissoluzione dei tratti migliori della specie.

Nostro primo dovere diventa, così, la ricerca del miglioramento nelle prestazioni del carattere e della volontà. Lo sviluppo delle qualità primarie dell’uomo si impone, dunque, in particolar modo oggi, che rischiamo più che nel passato, dato il corso intrapreso dalla civiltà, di perdere i nostri attributi più validi.

Il discorso di Atkinson si rivela a questo punto estremamente chiaro, alieno da equivoci e senza possibilità di dubbie interpretazioni.

Un presupposto essenziale dell’energia mentale è che essa possa venire adoperata senza distinzioni da chiunque, purché fornito di personalità prestante, di carattere deciso e di ferrea forza di volontà. Un individuo fornito di tali requisiti (che l’Autore chiama uomo magnetico), può acquistare illimitato potere, convertibile sia in attività giusta e positiva, volta al miglioramento del genere umano, sia in azioni moralmente inaccettabili.

L’impossibilità di condizionare una legge di natura è qui ribadita con chiara determinazione. In sé e per sé, essa è neutra, al di sopra di ogni giudizio di valore circa le sue manifestazioni concretamente realizzate.

L’uomo può farne uso a sua edificazione o per la sua rovina; per raggiungere il bene o il male, indifferentemente. Una simile teorizzazione rischia di fare insorgere le velleità moralistiche di un bigottismo non ancora spento. Ad una analisi superficiale e mediocre delle posizioni di Atkinson sarebbe molto facile una accusa di agnosticismo morale e, addirittura, di immoralità. L’Autore ne è perfettamente consapevole, ma non evita di portare il suo discorso fino in fondo.

Ribadisce la neutralità morale della legge di natura, ma simultaneamente prospetta la possibilità di un antidoto ad ogni uso riprovevole dell’energia mentale.

E, bisogna sottolinearlo, la sua soluzione ci convince in modo particolare per chiarezza e linearità. In breve, l’Autore ci indica il modo di annullare le speranze di chi adopera indegnamente la forza magnetica, attraverso il rafforzamento dei propri caratteri di io.

È possibile e in un certo senso etico, resistere alla Magia nera; basterà, conducendo una vita attiva e non vegetativa, coltivare con decisione un carattere fermo ed un saldo volere. Un io, fino in fondo consapevole di sé, teso alla sua realizzazione, chiaro nelle idee, sorretto da una tempra indomabile è la migliore protezione contro ogni tipo di influenza negativa.

Il messaggio di Atkinson si risolve in una affermazione di vitalità e felicità. Per questo ci sentiamo di accettarlo e di proporlo a voi nella sua ampiezza morale.

Rigidi schemi e norme carenti non gli sono congeniali, né, d’altro canto, si adattano alla evoluzione dei tempi.

Un’ultima considerazione ci sembra utile annotare; o meglio, un chiarimento. Molti di voi troveranno limitato il capitolo sulla Terapeutica mentale, limitato in ampiezza e profondità concettuale. Due, al fondo, ne sono le ragioni. C’è da considerare infatti che l’argomento si prestava solo marginalmente agli scopi teorici della trattazione nel suo complesso; ed inoltre che l’Autore si era già soffermato in altre pubblicazioni sul problema della guarigione mentale. E il lettore assiduo, del resto, potrà approfondire le sue conoscenze in merito, consultando le altre opere della stessa collana Guarire con i mezzi psichici e Suggestione e autosuggestione.

"Queste lezioni - ci avverte l’Autore - sono sostanziose e costituiscono un cibo adatto a forti stomaci; esso non ha nulla a che spartire con la Charlotte russa o la Méringue. Preso in quantità opportuna vi nutrirà e rafforzerà l’organismo. Ma se ingoiato in un sol boccone potrà procurarvi qualche fastidiosa indigestione. Ingerite le informazioni che vi forniamo a piccoli bocconi; meditate profondamente su ogni lezione ed abbiatela chiara in mente prima di passare alla successiva. Non peccate di presunzione, ma agite".

CAPITOLO PRIMO

IL SEGRETO DELLA MAGIA MENTALE

Facciamo uso dell’espressione magia mentale per designare tutti quegli strabilianti casi in cui una mente esercita influenza su un’altra mente; ciò può accadere in numerose e differenti forme, gradi, fasi. Essa può verificarsi sotto forma di magnetismo personale, cioè come irresistibile fascino e influenza oppure come attrazione; può anche trattarsi di fascinazione, attraverso cui una persona può influenzare un’altra in maniera del tutto incontrollabile, esercitando un impulso irresistibile sulle sue emozioni, sui suoi pensieri, sui suoi affetti. Nel novero dei casi di magia mentale inseriamo ancora i fenomeni di ipnotismo, mesmerismo, psicologismo ecc. di cui ognuno di voi più o meno è a conoscenza. Il nostro secolo ha visto il risorgere di forme antiche di occultismo, presentato sotto diversi nomi, il cui principio fondamentale è dato dalle varie specie di trattamenti mentali fatti in presenza o in assenza del soggetto che deve essere trattato; non a caso negli ambienti scientifici si presta oggi un’attenzione di gran lunga superiore a questi argomenti che non nel secolo scorso.

Sappiamo ancora che varie forme di cura mentale vengono eseguite in numerosi ospedali, in case di cura ecc. e grandi passi in avanti sono stati fatti nel campo dei trattamenti psichici. Da ogni parte scorgiamo uomini che esercitano una misteriosa influenza mentale su altri uomini. I capi popolo salgono al potere per la loro capacità d’influenzare le volontà degli altri. C’è chi consegue onore e alte cariche, chi ottiene ricchezze e posizioni sociali importanti in conseguenza delle sue capacità di potere mentale. A volte capita di imbatterci in certi individui che ci danno subito l’impressione che qualcosa di misterioso aleggi attorno a loro, in modo tale da farci sentire il loro influsso e la loro capacità di dominarci. Sembra quasi che emanino una forza del tutto particolare che rende la nostra volontà incapace di agire liberamente, così che noi siamo costretti a subire i loro comandi. Sappiamo bene che quando una persona entra in una stanza porta con sé un influsso indefinibile che, positivamente o negativamente, influenza chiunque si trovi al suo cospetto. Certe case, certi negozi, hanno atmosfere particolari, percepibili a chi vi accede. Alcuni luoghi sono deprimenti per chi lavora e vive in essi, altri invece risultano graditi.

Ma, se è vero che ognuno di noi possiede questo alone indefinibile, è altrettanto vero che solo alcuni posseggono la capacità di controllarne gli influssi, in modo tale da influenzare ed agire, in rapporto ai comandi che la loro volontà impone. Quindi ci spieghiamo fino a che punto e in che modo un condottiero dotato di forte carica magnetica, per esempio, possa trascinare i suoi seguaci. Accade, in questi casi, che grandi masse di gente seguano l’individuo come un branco di pecore. Sorgono i culti, le religioni, gli ismi. Tutto ciò cui abbiamo finora accennato, appartiene al campo dei fenomeni della magia mentale. Da queste brevi iniziali note, avrete certamente avuto modo di rendervi conto dell’interesse dell’argomento che esamineremo in modo più approfondito.

Interesse attuale della magia mentale

Mai come oggi il problema delle forze mistiche della mente ha attratto l’attenzione dei pensatori e degli scienziati. Nei tempi trascorsi tutto questo era conosciuto solo da pochi eletti, che tenevano l’argomento gelosamente nascosto alle masse, le quali, in tal modo, avevano la possibilità di conoscere soltanto una minima parte, per di più adulterata dalle più grossolane superstizioni, della scienza occulta. Oggi, l’interesse popolare per questa materia è cresciuto enormemente, parallelamente alla divulgazione che si è fatto di essa; ciò nonostante, solo pochissimi sono giunti ad una comprensione scientifica del soggetto, mentre la grande maggioranza apprende la lezione di questa nuova psicologia nell’ambito di dogmi e teorie espressi gratuitamente da qualche culto o setta particolare. Sin dai tempi preistorici in un modo o in un altro la magia mentale è nota alla specie umana. Vediamo tracce di essa nella storia primordiale di ogni popolo. Ed anche oggi essa è conosciuta e praticata in un modo più o meno grossolano da tutte le razze: dai popoli più civili e di cultura più vasta e profonda fino a coloro che vivono ancora con costumi e tradizioni primitive. Molta gente si è spesso astenuta dal considerare seriamente questo argomento, per il fatto che parecchie forme di scienza occulta sono in genere accompagnate dalle più assurde superstizioni e cerimonie. A questa gente ha fatto difetto una comprensione della radice delle idee espresse in questa materia; i metodi più stravaganti e le applicazioni più assurde non possono nascondere che una legge fondamentale della natura, reale e costante come ogni altra legge naturale, è al centro di queste teorie. Abbiamo intrapreso questa serie di lezioni per chiarire un argomento, spesso lasciato nel buio, che è dovere di ogni persona intelligente di prendere in considerazione, affinché possa trarne tutti i benefici possibili, per proteggersi contro l’abuso che di essa potrebbe farsi.

Il fondamento degli ismi moderni

Per spiegare i fenomeni della magia mentale molte elaborate teorie sono state poste sul tappeto da moderni scrittori. Ma ogni serio studioso di questo argomento, è perfettamente a conoscenza che ogni teoria, per quanto abilmente elaborata, è, più o meno intrinsecamente, contraddittoria con un’altra; e molti lettori si sono così progressivamente allontanati da una ricerca condotta seriamente, dopo aver costatato l’impossibilità di una conciliazione fra le divergenti opinioni. Peggio ancora, sono sorti numerosi culti e sette i cui divulgatori hanno fatto uso della fenomenologia mentale per edificarvi sopra le loro pseudo costruzioni religiose, filosofiche e metafisiche. Molti di questi culti hanno preteso addirittura il monopolio di questa grande forza mentale, nonché il diritto di essere gli unici guardiani dei suoi segreti; le affermazioni di essere gli unici autentici custodi mentre tutti gli altri sarebbero dei bassi imitatori sono comparse dappertutto; per quanto tutti dimostrino di essere giunti a ottenere risultati statisticamente vicini alla media, ciascuno nega all’altro il possesso di sufficienti nozioni attorno alla potenza della mente, contrastandogli così il diritto di usarla.

Risulta evidente ad un osservatore acuto che tutti si servono della grande forza naturale, identica in ogni caso, a dispetto delle teorie contrastanti. I risultati che se ne conseguono sono, in definitiva, non conseguenze delle teorie, ma soltanto dei dati oggettivi cui le teorie possono far riferimento nell’atto di esser formulate.

Il miglior modo di iniziare il nostro esame della materia, può essere quello di rivolgere l’attenzione alle definizioni etimologiche che costituiscono il titolo di questa lezione: magia mentale.

È sempre opportuno ricorrere al dizionario, quando si intraprende l’esame di un qualsiasi argomento, perché in questo modo si giunge a farsi un’idea, seppure sommaria, dello spirito con cui la grande massa della gente usò al principio questi termini, in modo tale da offrire al proprio pensiero una base di una certa sicurezza e solidità. In questo modo ci troviamo nella posizione di colui che per la prima volta rivolse il suo pensiero all’argomento. Ne deriva il vantaggio che sgorga sempre dai più intimi recessi della mente quando si giunge ad un nuovo pensiero. In altri termini liberiamo l’idea dalle escrescenze che spesso, posteriormente, si attaccano ad essa. L’aggettivo mentale deriva dal termine latino mens e significa quindi della mente, o appartenente alla mente. Le definizioni del vocabolo mente sono troppo spesso vaghe e imperfette; questo è facilmente comprensibile poiché gli uomini non ne conoscono la vera natura e possono quindi definirla soltanto in funzione dei suoi stati. Una delle definizioni più chiare, forse, può essere considerata questa che ora riportiamo: Per mente si intende solo ciò che percepiamo, pensiamo, sentiamo, desideriamo e vediamo.

I magi persiani

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