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La colpa professionale

La colpa professionale

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La colpa professionale

Lunghezza:
60 pagine
44 minuti
Pubblicato:
3 dic 2014
ISBN:
9786050340488
Formato:
Libro

Descrizione

Il libro svolge una dismanina della colpa riferita alle professioni intellettuali alla luce della interpretazione dottrinale e giurisprudenziale
Pubblicato:
3 dic 2014
ISBN:
9786050340488
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Libro

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La colpa professionale - Studium Legis

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La colpa professionale

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Indice

1. Il contratto d’opera intellettuale

2. Contratto d’opera intellettuale e contratto d’opera. Distinzione

3. L’obbligazione del professionista quale obbligazione di mezzi

4. Obbligazione di mezzi e obbligazioni di risultato

4.1. Critiche alla distinzione tra obbligazioni di mezzi e di risultato

5. L'obbligazione del professionista quale obbligazione di mezzi

6. La colpa professionale

7. La negligenza

7.1. Negligenza del medico. Casistica

8. L’imperizia

9. L’imprudenza

10. L’errore professionale.

10.1. L' error scientiae

11. L’attenuazione della responsabilità del professionista ai sensi dell’art. 2236 cod. civ.

11.1. La norma di cui all’art. 2236 c.c. quale espressione di tutela della sfera di libertà del professionista intellettuale

11.2. La speciale difficoltà e la straordinarietà ed eccezionalità del caso considerato

11.3. L'ambito di applicazione dell'art. 2236 c.c. nella giurisprudenza

11.4. La limitazione dell'art. 2236 c.c. all'imperizia

12. La responsabilità del professionista e l’ipotesi di vizi e difformità dell’opus professionale secondo l’art. 2226 cod. civ.

13. L'applicabilità dell'art. 2236 c.c. riferita alle singole professioni: il notaio

13.1. L’avvocato

13.2. Il medico

1. Il contratto d’opera intellettuale

La disciplina del contratto d’opera intellettuale trova la propria sedes materiae negli artt. 2222 e ss. cod. civ. e, quindi, nelle stesse norme che regolamentano il lavoro autonomo nella sua generalità.

Ciò è confermato dal collegamento normativo attuato dall’art. 2230 cod. civ. il quale, nel dettare la disciplina relativa al contratto in esame, rinvia, per quanto non espressamente indicato, alle medesime norme disciplinanti il contratto d’opera in generale.

Facendo riferimento alla disposizione di cui all’art. 2222 cod. civ., che individua nei suoi elementi essenziali il contratto d’opera, si può, in prima approssimazione, definire il contratto d’opera intellettuale come un contratto in forza del quale un soggetto (il professionista intellettuale) assume l’obbligo, nei confronti di un altro soggetto (il cliente), di eseguire, dietro compenso od onorario liberamente pattuito ovvero stabilito in base alla tariffa professionale, quando sia mancata una convenzione in merito, una determinata prestazione il cui contenuto è, per l’appunto, intellettuale.

Fondamentalmente il contratto d’opera intellettuale si presenta dunque, al pari del contratto d’opera in generale, quale un contratto a prestazioni corrispettive, dove si assiste allo scambio tra il compimento di un’opera, caratterizzata dalla natura tipicamente professionale della stessa, e il compenso.

Il contratto d’opera intellettuale non presenta dunque sostanziali differenze strutturali rispetto al contratto d’opera.

Come questo, anche il contratto d’opera intellettuale si caratterizza infatti per la natura prettamente sinallagmatica del rapporto da esso nascente.

E ciò, del resto, trova una precisa conferma nella stessa collocazione che, a tale contratto, ha riservato il legislatore.

Come si è già in precedenza osservato, il contratto d’opera intellettuale si trova inserito nel Titolo III, Libro V, del codice civile e, quindi, nello stesso Titolo dedicato al lavoro autonomo.

2. Contratto d’opera intellettuale e contratto d’opera. Distinzione

Quello che invece contraddistingue il contratto in esame dal tipo del contratto d’opera, e che si traduce in una diversa determinazione degli obblighi che da tale contratto sorgono a carico del prestatore d’opera intellettuale, è la natura della prestazione.

La quale, ultima, assume un carattere strettamente intellettuale, il quale sottende un contenuto prettamente discrezionale nella sua attuazione che, in ultima istanza, si traduce in una libertà del professionista nella scelta dei modi di attuazione dell’incarico ricevuto più consoni alle esigenze del cliente.

Il che, detto altrimenti, equivale dunque ad affermare che detta discrezionalità scaturisce dalla natura dell’attività che, per essere definita in rapporto all’ampia scelta che il professionista esercita nell’adempimento della sua prestazione, comporta, come connotato peculiare, la libertà di attuazioe.

Tale

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