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L'Antipolitica della Crisi
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E-book220 pagine2 ore

L'Antipolitica della Crisi

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Info su questo ebook

La crisi economica, venuta dall'America, ha trascinato l' Europa e l'Italia in una crisi della democrazia rappresentativa. Le istituzioni nate nell'età Moderna e perfezionate nel corso del XX Secolo, dopo il Secondo Conflitto mondiale, non sembrano più sufficienti a gestire la complessità di un mondo che cambia velocemente. Dal 2012 al 2014 l'Italia ha rischiato il collasso economico e politico e oggi il Paese sta cambiando pelle: nuovi protagonisti sono entrati, con forza, sulla scena politica traghettando il Bel Paese verso la Terza Repubblica.

Dove approderà, infine, l'eterna transizione italiana? Quali sono le strade da intraprendere per arrivare a destinazione e quali le false piste seguite in questi anni?
LinguaItaliano
Data di uscita7 ago 2014
ISBN9786050316612
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    Anteprima del libro

    L'Antipolitica della Crisi - Nicola Castaldo

    Note

    Introduzione

    Come è cambiata la geografia del potere in Italia negli anni della crisi? Se i vecchi partiti sono ormai avviati all’estinzione, altri protagonisti si affermano, dal 2012 ad oggi, sulla scena politica italiana. Le nuove forze in campo hanno poco in comune con le vecchie formazioni politiche e non è facile orientarsi in una situazione radicalmente mutata rispetto a soli due anni fa.

    Cos’è il Movimento 5 Stelle? Un partito, un’ideologia, un movimento di cittadini o un’invenzione calata dall’alto per approfittare del malcontento diffuso nell’Italia flagellata dalla crisi? Tutte le pagine scritte, in questi anni, per tentare di spiegare il fenomeno creato dal comico Beppe Grillo e dal suo socio Gianroberto Casaleggio, non sono riuscite a chiarire, fino in fondo, la natura di questo Movimento capace di attrarre consensi e sottrarre voti sia alle forze di destra sia a quelle di sinistra e soprattutto alle praterie, sempre più vaste, dell’astensione. Proprio come accade con le macchie di Rorschach, ognuno in questi anni ha visto nel Movimento quello che ha voluto vederci: gli ex comunisti orfani del Partito di Gramsci e Togliatti hanno creduto che quello di Grillo fosse un nuovo Pc; gli ecologisti lo hanno scambiato per un movimento per la difesa del territorio e dell’ambiente; mentre gli elettori di destra hanno trovato in Grillo l’uomo forte, in grado di difenderli dall’immigrazione incontrollata e dai burocrati di Bruxelles. Un proposta politica capace di sedurre non solo i comuni cittadini ma anche molti intellettuali che spesso hanno frainteso il Movimento, scambiandolo per un ritorno di quella sinistra radicale recentemente scomparsa dal Parlamento dopo la stagione politica degli anni Novanta.

    L’altro nuovo protagonista indiscusso della nuova era postideologica italica è, strano ma vero, il Partito Democratico. Non quello di Prodi e Bersani, ma il nuovo Pd di Matteo Renzi, che poco o nulla ha a che fare con le versioni precedenti del partitone di centrosinistra che unificò i popolari e gli ex comunisti. Renzi riesce, in pochi mesi, a trasformarsi da sindaco di Firenze, città importante ma certo non come Roma e Strasburgo, in asso pigliatutto della politica italiana ed europea, riuscendo a presiedere il Consiglio dei Ministri in Italia