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La ghiandola pineale: splendida connessione tra cervello ed anima

La ghiandola pineale: splendida connessione tra cervello ed anima

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La ghiandola pineale: splendida connessione tra cervello ed anima

valutazioni:
3.5/5 (3 valutazioni)
Lunghezza:
66 pagine
27 minuti
Pubblicato:
29 lug 2014
ISBN:
9786050310177
Formato:
Libro

Descrizione

Ogni giorno vengono fatte nuove ed importanti scoperte nei vari settori della tecnologia e della scienza. Tuttavia l’uomo non ha perso l’interesse per la ricerca su quello che è considerato uno dei più grandi misteri dell’universo: il cervello umano. In tale contesto la ghiandola pineale sta assumendo un ruolo sempre più importante. Essa è il fulcro della conoscenza presso varie culture: dai Sumeri ai Greci,dagli Indiani ai Tibetani,ecc. Iconograficamente rappresentata come una pigna, localizzata centralmente tra i due emisferi cerebrali,la pineale racchiude il segreto di antiche alchimie mentali, la cui apertura consentirà all’essere umano di compiere un ulteriore salto evolutivo nella nostra era, non a caso denominata << secolo del cervello >>.
Pubblicato:
29 lug 2014
ISBN:
9786050310177
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

La ghiandola pineale - Fulvio D'avino

D’Avino

LA GHIANDOLA PINEALE

ANATOMIA. FILOGENESI. ONTOGENESI.

La ghiandola pineale o epifisi (dal greco epi-fysin, che significa al di sopra della natura ) è una ghiandola endocrina situata nello epitalamo, tra diencefalo e terzo ventricolo, attraverso il quale comunica con il liquor cerebro-spinale (o cefalo-rachidiano). 

Circondata dal sistema limbico, con la base collegata al talamo ottico, l’epifisi si trova tra i due emisferi, al centro del cervello. 

Figura 1

ANATOMIA DELLA PINEALE

Grande piu’ o meno come una nocciola (diametro circa 10 mm, peso 150-200 mg), la pineale ha un colore rosso bruno ed una forma simile ad una pigna, da cui deriva la sua denominazione. 

E’ riccamente vascolarizzata, in quanto riceve il piu’ abbondante flusso sanguigno di qualsiasi altra ghiandola del corpo.   

Istologicamente è costituita da cellule principali o pinealociti, derivati dalla nevroglia, di forma rotondeggiante, poligonale o stellata, aggregate in cordoni detti nidi, e da cellule interstiziali.

Nella parte interiore sono presenti fotorecettori ( bastoncelli ) simili a quelli presenti nella retina.   

Figura 2

EPIFISI AL MICROSCOPIO ELETTRONICO

La produzione ormonale epifisaria è massima nei primi mesi di vita, per poi scemare gradualmente dopo i dodici anni fino a dimezzarsi verso il quarantacinquesimo anno di eta’. Nell’infanzia, dopo i sette anni, in seguito ad un processo di calcificazione, spesso si depositano nella ghiandola dei minerali che la rendono visibile ai raggi X. Si tratta di concrezioni calcaree di fosfati e carbonati di calcio costituenti i cristalli di idrossiapatite o microcalcite ( sabbia pineale). L’idrossiapatite ha proprietà piezoelettriche, essendo in grado di trasformare le vibrazioni in impulsi elettrici. 

La ghiandola pineale è visibile nel feto al 49°giorno ( settima settimana ) di gestazione, quando si formano i caratteri sessuali differenziati. Tale data  coincide, secondo la tradizione tibetana, con la migrazione dell’anima nel corpo. 

Dal punto di vista evolutivo l’epifisi, nelle antiche specie animali, era sollevata e raggiungeva la parte superiore del cranio. Ancora oggi vive, in alcune isole della Nuova Zelanda, un rettile primitivo provvisto di occhio pineale: il

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