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Il Sutra del Loto

Il Sutra del Loto

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Il Sutra del Loto

valutazioni:
5/5 (1 valutazione)
Lunghezza:
175 pagine
2 ore
Pubblicato:
22 mag 2014
ISBN:
9786050305265
Formato:
Libro

Descrizione

Il Sutra del Loto rappresenta certamente la vetta dell'insegnamento del Buddha, perché comprende tutte le strade da Lui tracciate per ogni tipologia di essere umano. Le profondità degli Insegnamenti compresi in questo meraviglioso Sutra rischiano di creare fraintendimenti, incomprensioni e divisioni, quando l'intento è, al contrario, quello di unire.
Questa versione del Sutra del Loto è stata realizzata con il solo intento di portare alle persone, in un linguaggio più vicino al proprio, ciò che altrimenti sarebbe troppo distante dal comune modo di esprimersi dell'uomo contemporaneo. Nel corso degli anni ha rappresentato, e rappresenta ancora per moltissimi credenti e studiosi italiani, un punto di partenza per comprendere e praticare realmente quanto il Buddha nella sua infinita compassione ci ha donato. Si è cercato di snellire l'esposizione dei singoli capitoli, lasciando ovviamente inalterati gli insegnamenti in esso contenuti.
Presente in commercio anche in versione audiobook, questo testo può essere letto e ascoltato davvero da tutti, perché a tutti è dedicato, e non solo a coloro che hanno familiarità con questa tipologia di Testi Sacri. Rappresenta un riprendersi ciò che è proprio di diritto, senza intermediari, maestri e organizzazioni.
Pubblicato:
22 mag 2014
ISBN:
9786050305265
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

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Myoho Renge Kyo

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Indice generale

Presentazione

IL SUTRA DEL LOTO: IL RE DEI SUTRA

LA SUDDIVISIONE DEL TESTO DEL SUTRA DEL LOTO: SHAKUMON E HONMON

L’INSEGNAMENTO SUBLIME DEL SUTRA DEL LOTO

COS’È LA LINGUA CORRENTE?

Capitolo I

Preludio

Capitolo II

Stratagemmi

Capitolo III

Parabola del Castello

Capitolo IV

Fede e comprensione

Capitolo V

La grande nuvola

Capitolo VI

Profezie ai discepoli

Capitolo VII

La Città dello Spirito

Capitolo VIII

Profezie sul futuro di cinquecento discepoli

Capitolo IX

Profezie conferite ad adepti e iniziati

Capitolo X

Il Maestro del Dharma

Capitolo XI

Apparizione dello Stupa dei Sette Tesori

Capitolo XII

Devadatta

Capitolo XIII

Esortazione alla forza d’animo

Capitolo XIV

La pratica facile

Capitolo XV

I Bodhisattva della Terra

Capitolo XVI

La durata della vita del Buddha

Capitolo XVII

I Grandi benefici

Capitolo XVIII

I benefici di chi riceve questo sutra con gioia

Capitolo XIX

I meriti del maestro

Capitolo XX

Il Bodhisattva non disprezza mai

Capitolo XXI

I divini poteri del Tathagata

Capitolo XXII

Trasmissione

Capitolo XXIII

Passate vicende del Bodhisattva Yakuo

Capitolo XXIV

Il Bodhisattva Myo-on

Capitolo XXV

La Porta Universale del Bodhisattva Kannon

Capitolo XXVI

Dharani

Capitolo XXVII

Il Re Splendente

Capitolo XXVIII

Incoraggiamento del Bodhisattva Samantabhadra

Note sul curatore

Presentazione

IL SUTRA DEL LOTO: IL RE DEI SUTRA

C’erano una volta due monaci giapponesi, Hógon e Renzó. La pratica di Hógon consisteva nella recitazione dell’Avatamsaka Sutra, mentre Renzó era un devoto del Sutra del Loto. Grazie al potere conferitogli dall’Avatamsaka Sutra, Hógon era regolarmente visitato da un dio che gli portava tutto il cibo di cui aveva bisogno. Spinto dalla carità, e dall’orgoglio, Hógon chiese un giorno al dio di portargli da mangiare per due, e invitó a pranzo Renzó. Nonostante il consenso del dio, il giorno stabilito, il dio con il cibo non si vide. Quando si fece sera, Renzó, stanco di aspettare se ne tornó a casa. Non appena uscito dall’eremo, comparve il dio carico di vivande. Sulle prime, si potrebbe pensare che Renzó non fosse sufficientemente virtuoso, ma ció non corrisponderebbe alla verità. In realtà Renzó, grazie al potere del Sutra del Loto, era venuto accompagnato da così tante invisibili divinità protettrici che il povero dio dell’Avatamsaka Sutra non era nemmeno riuscito a entrare. Hógon impressionato, smise di recitare l’Avatamsaka Sutra e divenne un fervente seguace del Sutra del Loto.

Questa storia contenuta nell’Hokke Genki, una raccolta di narrazioni miracolose riguardante il Sutra del Loto, ci introduce all’importanza di questo antico e mistico testo. La versione che conquistò l’Asia orientale, fu quella eseguita da Kumàrajiva e dalla sua squadra di traduttori nel 406 d.C. Le più antiche parti del testo, i Capitoli 1-9 e il Capitolo 17, è opinione comune che siano stati composti tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.; la maggior parte del testo è invece comparsa pressappoco verso la fine del II secolo.

Una parte molto emozionante sono le numerose parabole contenute nel testo, che rappresentano per certi versi la chiave di comprensione dei profondi Insegnamenti contenuti. Per molti Buddhisti dell’Asia orientale il Sutra del Loto rappresenta, sin dai tempi più antichi, il testo buddhista più simile alla bibbia, ossia, un’opera rivelata, contenente la verità ultima, bastevole per il raggiungimento dell’Illuminazione. Il Sutra del Loto invocato da milioni di seguaci nel mondo è anche considerato il re dei Sutra o la più alta vetta degli insegnamenti buddhisti, proclamato dal Buddha Shakyamuni alla fine della sua vita. Sono molte le scuole che fanno riferimento a questo mistico insegnamento, come la scuola Zen e quella Tendai.

Nichiren identificò nel testo la verità attualizzata, lo spirito stesso del Buddha Shakyamuni, nell’invocazione del suo titolo giapponese, Myoho Renge Kyo, preceduto da Namu. Questa pratica è conosciuta universalmente come Daimoku o meglio Odaimoku, dove la O che precede rappresenta una sorta di prefisso onorifico, un po’ come pronunciare la parola Daimoku, con la D maiuscola. Purtroppo questa meravigliosa e potentissima pratica è spesso associata a organizzazioni o scuole che nulla o poco hanno a che vedere con il Buddhismo o con il corretto e autentico insegnamento rivelato da Nichiren Daishonin. Davvero uno spiacevole destino per un uomo che ha saputo cogliere l’essenza di questo meraviglioso testo e concretarla nell’invocazione di un Mantra o Dharani, che nulla ha a che vedere con quella sorta di grido di battaglia o formula magica come è spesso - e a torto - considerata o vissuta questa pratica meditativa profonda e mistica dagli adepti di queste scuole.

Il Sutra del Loto ci propone un Buddha Shakyamuni differente dalla figura storica alla quale la maggior parte di scuole buddhiste fa riferimento. Un Buddha che trascende lo spazio e il tempo e che dichiara di aver raggiunto l’Illuminazione in un remoto passato, asserendo di aver fatto diverse volte il suo avvento in epoche passate, proclamando una grande moltitudine d’insegnamenti a seconda del periodo e delle capacità delle persone alle quali si rivolgeva. Un Buddha che dichiara di aver solo apparentemente lasciato il mondo proclamando il suo Nirvana (morte), ma che in realtà è soltanto scomparso dalla vista degli uomini per fare in modo che essi maturino in sé il desiderio della suprema saggezza. I ricercatori possono trovare all’interno della narrazione del Loto la ragione delle diverse dottrine o addirittura religioni. Questo fà del Sutra del Loto un testo che trascende, per certi versi, la concezione tipica e conosciuta del Buddhismo.

LA SUDDIVISIONE DEL TESTO DEL SUTRA DEL LOTO: SHAKUMON E HONMON

Shakumon e Honmon sono due parole che indicano due sezioni del Sutra del Loto.

Shakumon significa Porta del Riflesso e comprende il testo dal capitolo primo fino al quattordicesimo. Gli insegnamenti contenuti nello Shakumon hanno l’uomo come punto di riferimento e parlano di fede e di sapienza. La prima parte del Sutra del Loto è predicata dal Buddha Gautama, l'incarnazione e l'emanazione plenaria del Buddha eterno Shakyamuni, rivelatoSi nel sedicesimo capitolo La durata della vita del Buddha. Per quasi tutta la durata della predicazione del Buddha nella sezione Shakumon, gli interlocutori sono i suoi discepoli diretti. In questa sezione nonostante s’intuisca la vera entità del Buddha, questa non viene chiaramente enunciata.

La parola Honmon significa Porta dell'Origine. La porta dell’origine comincia nel capitolo quindici e finisce con la conclusione del Sutra del Loto nel capitolo 28 (nella versione di Kumarajiva). Mentre la Porta del Riflesso parla di sapienza e fede, la Porta dell’Origine ha come tema centrale la compassione e l’amore e contiene la rivelazione del Buddha sull’eternità della Sua vita e della sua relazione con noi comuni mortali, che siamo suoi figli sin dal tempo senza inizio.

Attraverso la nostra azione come suoi figli, il Buddha si rende manifesto nel mondo, così come ha già fatto nella persona di Siddharta Gautama e Nichiren Daishonin e tutti i grandi maestri illuminati del passato, come ci conferma proclamando: "In verità io non muoio mai e sono sempre qui accanto a voi a predicare il Dharma".

L’insegnamento della Porta dell’Origine viene anche detto insegnamento Zuiji, ovvero in accordo con la mente del Buddha. L’insegnamento contenuto nello Shakumon viene definito Zuitai, in accordo con la mente di chi ascolta.

Nella Porta dell’Origine il Buddha rivela, in definitiva, il Supremo Dharma, senza tenere conto delle capacità di comprensione delle persone che ascoltano, per il bene di tutti gli esseri viventi e principalmente per le generazioni future dopo la sua scomparsa dal mondo fenomenico. I capitoli essenziali del Sutra del Loto sono otto e vanno dal quindicesimo al ventiduesimo. Fra questi otto, i capitoli quindici, sedici e diciassette rivestono un’importanza capitale per la Rivelazione, parte del capitolo diciassette e i capitoli diciotto, diciannove e venti sono inerenti alla pratica, mentre i capitoli ventuno e ventidue compongono la trasmissione del Sutra.

L’INSEGNAMENTO SUBLIME DEL SUTRA DEL LOTO

Da un punto di vista Buddhista l’Insegnamento sublime del Sutra del Loto è:

Tutti gli esseri possono raggiungere l’illuminazione e solo questa è la grande meta a cui devono anelare i praticanti.

Il Buddha è Eterno, è sempre esistito fin dal passato senza inizio ed è apparso varie volte in molte forme per guidare gli esseri viventi attraverso l’insegnamento del Dharma.

La pratica più appropriata per i discepoli del Buddha è la via del Bodhisattva.

Da un punto di vista non buddhista i tre punti possono essere così interpretati:

Tutti possono conseguire la salvezza.

Dio è apparso in molte forme e con vari nomi, per guidare gli uomini alla salvezza.

La pratica più appropriata per conseguire la salvezza è la via dell'Amore per tutti gli esseri viventi. Amore che non si limita al sentimento, ma si trasforma in azione.

Il Buddhismo detto Hokke (del Sutra del Loto) si differenzia dagli altri tipi di Buddhismo proprio per questi insegnamenti fondamentali, che sconvolgono la concezione comune del Buddhismo così come è comunemente conosciuto e considerato, una filosofia incentrata sull’uomo e non una religione. Ciò che distingue una filosofia da una religione è la presenza di un oggetto di culto. L'oggetto di culto dei Buddhisti Hokke è il Buddha eterno del sedicesimo capitolo che, come abbiamo visto, in altre culture è chiamato Dio, anche se non si può certamente considerare il Buddhismo Hokke monoteismo. La differenza risiede nell’assenza di distinzione fra creatore e creato.

COS’È LA LINGUA CORRENTE?

Per la stesura di questa pubblicazione si è scelto di usare un linguaggio semplice, più comprensibile e immediato, pur mantenendo inalterata l’originalità degli insegnamenti: le versioni del Sutra del Loto presenti attualmente in commercio risultano di difficile comprensione per noi lettori occidentali, per via di un linguaggio, tipico di questo genere di pubblicazioni, ricco di ripetizioni e ridondanze. La presente versione più fresca e attuale aiuta anche il lettore meno esperto ad entrare nel profondo della narrazione. La presente versione del Sutra del Loto è dedicata a tutti i credenti e studiosi di questo meraviglioso Sutra.

Massimo Claus, marzo

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