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Il Buongoverno Taoista: Meditazione politica attraverso semplici dialoghi tra maestri taoisti
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Il Buongoverno Taoista: Meditazione politica attraverso semplici dialoghi tra maestri taoisti
E-book198 pagine1 ora

Il Buongoverno Taoista: Meditazione politica attraverso semplici dialoghi tra maestri taoisti

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Info su questo ebook

Usando il più antico libro sulla medicina cinese, il Nei Ching su Wen, dove per ogni organo e il suo canale energetico viene abbinato un personaggio politico, l'autrice lo applica alla politica, raccontandoci ciò che viene detto sul modo di regnare in sintonia con il Tao, le stagioni e le ere politiche e quale istanza sia meglio consultare prima di dare un ordine.

LinguaItaliano
Data di uscita3 ott 2015
ISBN9781310660696
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    Il Buongoverno Taoista - Patricia Müller

    Collana ShenBooks di Patricia Müller

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    pensare Yin – essere Yang, ovvero come avere uno spirito dolce e un corpo forte (Manuale del TaoYoga, del TaoFit e della Respirazione)

    Il Buongoverno Taoista: Meditazione politica attraverso semplici dialoghi tra maestri taoisti

    Patricia Müller

    Il Buongoverno Taoista

    Meditazione politica attraverso semplici dialoghi tra maestri taoisti

    © copyright 2009

    All rights reserved

    Second edition by Massetti Publishing

    ISBN: 978-1-329-59578-1

    Patricia Müller

    Il Buongoverno

    Taoista

    Meditazione politica attraverso

    semplici dialoghi tra maestri taoisti

    ShenBooks

    libri per il corpo, lo spirito e l’anima, la sottile linea che li divide e li unisce

    Il termine insegnare deriva dal verbo latino insignare, cioè segnare, tracciare dei segni, delle indicazioni, quasi un mettere dei contrassegni nella mente degli allievi. Questo è quello che fa Patricia: lascia una traccia, un segno della via del Tao e delle tecniche per ritrovarla e identificarla nella vita di tutti i giorni.

    Un insegnamento attraverso il dialogo che si ritrova non solo nella cultura antica cinese, ma anche in quella occidentale, creando un sottile legame tra tutte le diverse culture.

    Ed è proprio attraverso il dialogo che si sviluppa il suo metodo di insegnamento.

    Il dialogo che vive di pazienza e attesa. Una temporalità che non si risolve nella programmabilità e costruttività, ma lascia uno spazio alla fragilità e all'incertezza.

    Quel dialogo che ha bisogno di soggetti che si fanno domande e si rispondono. Quel dialogo denso di ritmo, intervallo, avvicendamento.

    Il dialogo che mette in relazione soggettività diverse, in cui ciascuno sperimenta di essere soggetto ma anche oggetto possibile di conoscenza, rivelandosi attraverso la percezione che l'uno ha dell'altro. Creando così questa duplice certezza come un'apertura attraverso la quale passa l'approccio empatico.

    Se dialogo riconosco l'altro, avendo potuto scorgere il volto della persona fra la massa anonima.

    Laura Berni, dott.ssa conservazione materiale librario

    Tutti i disegni o fotos, non altrimenti indicati, sono di Patricia Müller

    Lo schema mi sembra lineare e prevede l'interazione di due attori (popolo e politici). Letto in una direzione, la situazione del popolo determina l'agire del politico che mira a mutarne la condizione: la figura del politico è sempre interventista (eccetto forse in inverno) e tende a sostituirsi al popolo nel determinarne la direzione di sviluppo.

    Il politico anticipa e dirige il popolo.

    Al contempo l'azione del politico è determinata dallo stato raggiunto dal popolo che nell'esemplificazione riportata appare come inconsapevole del mutamento.

    Letto nell'altra direzione è quindi il popolo che determina, ma in modo inconsapevole, l'operato del politico.

    Lo schema in quattro caselle dove si confrontano le scelte di due attori con finalità diverse, genera interazioni che portano a passare da una casella all'altra secondo uno schema circolare. Si tratta di uno schema che può essere adattato a descrivere molti e diversi fenomeni, e in tal modo permette almeno in parte di approfondirne la conoscenza.

    Tuttavia la circolarità delle sequenze è determinata dal modo in cui lo schema è costruito. Si potrebbero benissimo individuare situazioni in cui la circolarità si rompe e iniziano movimenti ‘a pendolo’ fra due o più caselle. Tutto dipende dalle regole di comportamento ipotizzate.

    Lorenzo Bacci

    Introduzione

    Scrivere questo testo è stato facile: è bastato applicare alla politica il sapere sui canali energetici della Medicina Cinese. Volerlo pubblicare è risultato tutt’altra cosa: mi sentivo inadeguata, non ho studiato Scienze Politiche, né sono particolarmente impegnata in politica.

    Questo però non mi ha impedito di farmi un’idea su come vorrei guidare il vertice del paese e vorrei con questo libro far riflettere sulle connessioni ‘fisiche’ dei politici e del popolo. Vorrei che ci si rendesse conto che l’uno non può esistere senza l’altro, che ci sono stagioni politiche in cui dobbiamo comportarci in un certo modo, per non lasciare un’eredità poco buona alle generazioni future. Perciò, vi prego, abbiate pazienza con me e il mio scritto! Comincerò a raccontarvi più approfonditamente l’inizio di tutto…

    Nel 1978, mi(1) trovavo a San Francisco/USA e comprai Il Canone di Medicina Interna dell’Imperatore Giallo, ovvero Huang Ti, Nei Ching Su Wên, libro tradotto da Ilza Veith nel lontano ‘49. È un’opera importante per chi si interessa di materie cinesi e taoiste(2), ma lo misi da parte per un bel po’ di tempo, riscoprendo solo dopo dieci anni quali tesori nascondesse.

    Si dice che l’autore fosse il Terzo Imperatore della Cina Huang Ti(3), chiamato anche l’Imperatore Giallo. Egli risulta un personaggio mitico, a cui vengono attribuite importanti scoperte, quali l’arte della scrittura, l’invenzione delle armature, delle navi, della ceramica e della ruota.

    Inoltre studiò la misurazione del tempo mediante il ciclo del pianeta Giove e l’applicazione di YinYang nei rapporti amorosi(4) e nei metodi di governo (questo ci riporta al Nei Ching Su Wên). Nei vuol dire ‘interno’ e, in questo contesto, medicina interna, Ching ‘libro’, Su ‘semplice’ e Wên ‘domande’ e quindi il titolo si traduce come ‘Il Libro di Semplici Domande sulla Medicina Interna’.

    La struttura del libro consiste in una conversazione tra l’Imperatore Giallo e il suo ministro e medico Ch’i Po(5), che risponde alle sue domande. Le questioni di medicina vengono proposte come facenti parte della filosofia taoista, che vede l’essere umano come parte della natura e dell’universo.

    Sarà possibile applicare le regole del microcosmo del corpo a quelle di un governo ideale e viceversa. Infatti, nel terzo capitolo, l’Imperatore Giallo associa a ogni organo la figura di un ministro o di un funzionario politico(6).

    Interpretare le altre parti anatomiche come funzioni politiche, popolari ed economiche è stato solo un altro passo di logica taoista: si tratta di mettere a confronto questo metodo con quello dato da Confucio(7).

    I metodi di Confucio per governare e combattere si basano sul bene e sul male: gli stratagemmi per vincere la guerra ne rappresentano il lato oscuro e negativo perché, inganno dopo inganno, essi preparano la disfatta del nemico.

    Per i seguaci del Tao i concetti di governo, di benessere dello Stato e del popolo si basano invece sull’insieme armonico, sul naturale susseguirsi di ere politiche ed economiche, senza dare su ciò un giudizio morale. L’unica meta è quella di preservare la salute, sia che si parli di una coppia di amanti, sia come, nel nostro caso, di un paese. Quindi, non occorre né ingannare né vincere, ma solo mantenersi in salute. Ciò significa considerare solo se stessi, il proprio paese, senza interferire sugli altri.

    I comportamenti errati sono da sradicare o da correggere, e solo il proprio benessere è la misura del successo.

    Il Nei Ching Su Wên sarà quindi il nostro testo chiave.

    Solo nell’ultimo capitolo vi proporrò una poesia, usando Tao per la parola ‘strada’, perché è questa una delle sue consuete traduzioni. Ma non corriamo troppo.

    Vi presento ora i quattro famosi protagonisti taoisti di questo libro: troveremo Ch’i Po, medico, consigliere e ministro dell’Imperatore Huang Ti. Quindi incontreremo Hua T’o(8), medico chirurgo ed eccellente anestesista, vissuto durante la dinastia Han(9). La sua prima biografia la troviamo negli Annali della Tarda Dinastia Han.

    Il terzo saggio è Han Shan, che prende il nome dal luogo dove abitava: ‘la Cima Fredda’. Possiamo leggere i suoi versi nel libro ‘Le 150 Poesie della Montagna Fredda’. Non si sa da dove venisse, sappiamo solo che viveva come un povero eremita sulla montagna T’ien T’ai a circa 70 miglia ad ovest di T’ang Hsing. Sembra che qualche volta si facesse vedere al monastero Kuo Ch’ing per raccogliere gli avanzi di cucina, fingendosi pazzo.

    Han Shan fu fonte di ispirazione per alcuni personaggio della Beatgeneration come Jack Kerouac(10), Alan Ginsberg(11) ed altri.

    Infine troviamo l’unica donna, Hsüan Nü, ovvero la ‘Ragazza Misteriosa’ e con essa ritorniamo all’Imperatore Giallo, Huang Ti: fu una delle sue consigliere per questioni amorose e si caratterizzò per il suo misticismo.

    Per questi personaggi mi sono ispirata anche ad alcune caratteristiche di altri da me conosciuti, tra cui: senz’altro il mio maestro taoista, Gia Fu Feng(12), amico di Alan Watts(13) e collaboratore dell’Istituto Esalen a Big Sur in California. Ma ho anche cercato di descrivere lo spirito di Stillpoint, il ‘Punto Fermo’, della sua comunità taoista in Colorado/USA.

    Mentre vivevo lì, si respirava un’aria di grande fermento e cambiamento. Da Manitou Springs, ai piedi di un’alta montagna, il Pikes Peak, ci trasferimmo più a sud vicino alla città Florence. In questa terra, appena strappata al National Park, la foresta nazionale, tutto era da rifare: tagliare i pini per costruire capanne stile ‘western’, lavorare la terra per creare un orto e così via. La mattina cominciava tra

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