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"La clemenza di Tito" di Wolfgang Amadeus Mozart al Teatro romano di Fiesole: Estate Fiesolana 2014. Programma di sala

"La clemenza di Tito" di Wolfgang Amadeus Mozart al Teatro romano di Fiesole: Estate Fiesolana 2014. Programma di sala

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"La clemenza di Tito" di Wolfgang Amadeus Mozart al Teatro romano di Fiesole: Estate Fiesolana 2014. Programma di sala

Lunghezza:
223 pagine
1 ora
Pubblicato:
6 ago 2014
ISBN:
9783990121580
Formato:
Libro

Descrizione

Da una coproduzione fra il Mozart Opern Institut , l'Università Mozarteum di Salisburgo e la Scuola di Musica di Fiesole Fondazione O.N.L.U.S. è nata la rappresentazione fiesolana de La clemenza di Tito , dramma serio per musica in due atti di Caterino Mazzolà, con musica di Wolfgang Amadeus Mozart. Questo lavoro, l'ultimo infatti nella produzione operistica di Mozart, se si esclude il Flauto Magico, propriamente un Singspiel, tratta dell'Imperatore romano Tito Flavio Vespasiano (39-81 d.C.) e del suo esemplare governo, ed è appunto adattissima per un allestimento in un teatro romano come quello di Fiesole, la cui costruzione risale più o meno a quell'epoca. Ma questa collaborazione, che non nasce solo per un fine interculturale coinvolgendo diverse istituzioni insieme a giovani studenti e musicisti di moltissime nazioni, ha anche un ulteriore scopo, cioè quello di ravvivare il legame storico-culturale che già da molti secoli unisce la Toscana e l'Austria. Infatti Leopoldo II, Sacro Imperatore Romano e Re Apostolico d'Ungheria (1747-1792), per la cui incoronazione come Re di Boemia nell'anno 1791 fu scritta La clemenza di Tito, fu per ben 25 anni Granduca di Toscana, facendo di questa regione, tramite le sue riforme illuministiche, un paese esemplare nella compagine europea.
Pubblicato:
6 ago 2014
ISBN:
9783990121580
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

"La clemenza di Tito" di Wolfgang Amadeus Mozart al Teatro romano di Fiesole - Hollitzer Wissenschaftsverlag

La clemenza di Tito

di Wolfgang Amadeus Mozart

al

Teatro romano di Fiesole

Prima assoluta per l’Estate Fiesolana

Programma di sala

Pubblicazione promossa dalla Scuola di Musica di Fiesole

in collaborazione con l’Università Mozarteum di Salisburgo ed il

Centro Ricerche STVDIVM FÆSVLANVM di Vienna.

La clemenza di Tito di Wolfgang Amadeus Mozart al Teatro romano di Fiesole.

Estate Fiesolana 2014. Programma di sala.

Vienna: HOLLITZER Wissenschaftsverlag 2014.

Copertina: Elaborazione grafica di Francesco Cipriani

Curatori: Stefania Gitto, Giovanni Weidinger

Redazione e traduzioni: Stefano Cavallerin, Kuno Trientbacher

Impaginazione: Johann Lehner

Stampato presso: Prime Rate (Budapest)

© HOLLITZER Wissenschaftsverlag, Vienna 2014

Tutti i diritti riservati.

HOLLITZER Wissenschaftsverlag

Trautsongasse 6/6, A-1080 Wien

Un dipartimento della

HOLLITZER Baustoffwerke Graz GmbH

Stadiongasse 6–8, A-1010 Wien

www.hollitzer.at

ISBN 978-3-99012-156-6 pbk

ISBN 978-3-99012-157-3 pdf

ISBN 978-3-99012-158-0 epub

SOMMARIO

INDIRIZZI DI SALUTO

Regione Toscana

Bundesland Salzburg

Accademia Europea di Scienze e Cultura

Comune di Fiesole

Scuola di Musica di Fiesole

Università Mozarteum di Salisburgo

STVDIVM FÆSVLANVM

UN PONTE FRA LA TOSCANA E L’AUSTRIA: IL SIGNIFICATO STORICO DELLA RAPPRESENTAZIONE DE LA CLEMENZA DI TITO A FIESOLE

LA CLEMENZA DI TITO DI WOLFGANG AMADEUS MOZART

Tra Salisburgo e Fiesole: Riflessioni sulla produzione de La clemenza di Tito

La clemenza di Tito al Teatro romano di Fiesole

Tito fra Metastasio e Mozart. Genesi dell’opera

Note biografiche

Sinossi

Libretto originale

GLI ENTI PROMOTORI

Il Teatro romano e l’Estate fiesolana

Scuola di Musica di Fiesole

L’Università Mozarteum di Salisburgo

STVDIVM FÆSVLANVM

PROGRAMMA DI SALA

Dramatis personæ e Cast

Leading Team

Solisti

Coro

Basso continuo

Orchestra

Elenco delle illustrazioni

INDIRIZZI DI SALUTO

REGIONE TOSCANA

Le cronache ci ricordano che Wolfgang Amadeus Mozart incontrò Pietro Leopoldo di Asburgo-Lorena a Firenze il 2 aprile 1770 e, appena quattordicenne (l’età di alcuni dei ragazzi della Scuola di Musica di Fiesole), suonò per lui alla villa medicea del Poggio Imperiale. Alcune sonate al cembalo, accompagnato dal violinista livornese Pietro Nardini, furono sufficienti per incantare Pietro Leopoldo e, soprattutto, il marchese Pierre-Eugène-François de Ligniville, ministro delle poste, sovrintendente musicale del granducato e grande contrappuntista. Il padre del giovane, Leopold Mozart, scrive il 3 aprile 1770 alla moglie un resoconto del concerto e conclude: «Vorrei che tu potessi vedere Firenze, i suoi dintorni e la posizione di questa città, diresti che è qui che si deve vivere e morire». Ventun’anni dopo Wolfgang scrive e dedica La clemenza di Tito a Pietro Leopoldo, divenuto imperatore del Sacro Romano Impero con il nome di Leopoldo II. Ed è proprio quest’opera che oggi allievi di due grandi istituzioni musicali – dell’Università Mozarteum di Salisburgo e della Scuola di Musica di Fiesole – offrono nella splendida cornice del Teatro romano di Fiesole.

È troppo forte la suggestione di questo collegamento spazio-temporale per sfuggirci: questi giovani musicisti, fra austriaci, italiani ed internazionali rinnovano dopo quasi 250 anni un sodalizio fra due paesi, fra due culture grazie alla magia della musica mozartiana. La cultura, come la vita delle persone, è un continuo nel quale anche le opere di genio non emergono dal nulla né si disperdono nel vuoto; tutto viene trasformato, elaborato, riprodotto, sviluppato, che è poi precipuamente l’opera della cultura. E così oggi possiamo leggere questo evento – parte di un programma strutturato di collaborazione fra le due grandi istituzioni musicali – in cui i giovani musicisti suonano insieme La clemenza di Tito del compositore salisburghese quale continuazione dell’incontro fiorentino di due secoli e mezzo fa.

È importante avere consapevolezza dell’importanza di dare continuità, sostegno e diffusione alla formazione musicale, all’accesso di tutti alla musica, impresa a cui ha dedicato tutta la sua vita Piero Farulli, fondatore della Scuola di Musica di Fiesole nel 1974. La Toscana e l’Austria sono chiamate a rinnovare questo impegno verso i giovani e tutti i cittadini anche in occasione de La clemenza di Tito al Teatro romano di Fiesole.

ENRICO ROSSI

Presidente

BUNDESLAND SALZBURG

L’arte italiana era fin dal tardo rinascimento e primo barocco fonte d’ispirazione per gli arcivescovi salisburghesi. Anche il legame tra l’Austria e la Toscana risale a quell’epoca – almeno all’anno 1452, quando il grande umanista Enea Silvio Piccolomini, il futuro Papa Pio II, presentò a Federico III imperatore del Sacro Romano Impero la sua sposa Eleonora del Portogallo alla Porta Camollia di Siena. Molto più stretta divenne questa relazione a partire dalla metà del XVIII secolo con il governo dei Granduchi del casato Asburgo-Lorena, soprattutto sotto il Granduca Pietro Leopoldo, poi Imperatore col nome di Leopoldo II, che con le sue riforme illuministiche fece della Toscana un paese esemplare nella compagine europea.

Ma anche gli interessi culturali e in particolar modo musicali hanno inizio in quell’epoca, dato che sia Pietro Leopoldo che il figlio e suo successore, il Granduca Ferdinando III, effettuavano intensi scambi musicali tra Firenze e Vienna, così come poi anche con Salisburgo – non dimentichiamo che Ferdinando III, durante il suo esilio a causa dell’occupazione napoleonica della Toscana, fu il primo regnante non ecclesiastico di Salisburgo (lo Stato di Salisburgo, facente parte del Sacro Romano Impero per tutta la sua esistenza, era un Principato arcivescovile, governato fino al 1803 da Principi-Arcivescovi) – il nome «Toskana-Trakt» ovvero ‹Ala Toscana› nell’ex residenza arcivescovile salisburghese ricorda tale presenza.

Mi rallegro molto del fatto che questa tradizione fiorentino-salisburghese venga continuata artisticamente tuttora attraverso un progetto straordinario che poggia sulle seguenti componenti: l’Università Mozarteum di Salisburgo, un’istituzione di fama internazionale, la rinomata Scuola di Musica di Fiesole con la sua Orchestra Giovanile Italiana, e soprattutto i giovani musicisti e cantanti provenienti da ben 19 paesi – tutti questi tre organismi collaborano alla realizzazione dell’ultima opera di Mozart La clemenza di Tito in un ambiente storico quale il Teatro romano di Fiesole e contribuiscono ad un fruttuoso scambio culturale a livello europeo.

A tutti i partecipanti, chi davanti e chi dietro le quinte, auguro un buon esito e un gran successo e ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo importante progetto.

WILFRIED HASLAUER

Landeshauptmann

ACCADEMIA EUROPEA DI SCIENZE E CULTURA

La sera della Prima de La clemenza di Tito, la moglie dell’imperatore Leopoldo II, Maria Ludovica di Spagna, cresciuta a Napoli, accolse quella musica come «una porcheria tedesca». Mozart scrisse quest’opera in occasione dell’incoronazione di Leopoldo II a re di Boemia. I committenti erano gli Stati Boemi che, attraverso questo lavoro, intendevano invitare l’imperatore ad un sistema di governo all’insegna dell’Illuminismo. Leopoldo II avrebbe dovuto guadagnarsi l’amore del popolo esercitando clemenza. Clemenza e tolleranza erano virtù fondamentali per l’Illuminismo e per Giuseppe II, fratello maggiore di Leopoldo e suo predecessore al trono del Sacro Romano Impero e quindi anche re di Boemia. In questo modo i committenti vollero coscientemente rammentare a Leopoldo II il carattere del precedente governo di Giuseppe II.

Il libretto dell’opera, in realtà, racconta poco dello storico imperatore romano. Il brevissimo regno di Tito fu però connotato realmente dalla virtù della clementia, soprattutto se pensiamo che prima di diventare imperatore Tito fu un vero e proprio uomo di spada. Come imperatore, invece, egli effettivamente si riconobbe nella clemenza che nell’opera mozartiana è rappresentata da un gesto di perdono. Ma il messaggio universale dell’opera è che tutti i governi devono obbedire al principio fondamentale della clemenza. La clemenza di Tito è dunque sempre attuale.

Noi ci congratuliamo con il Mozart-Opern-Institut del Mozarteum – che è un Istituto dell’Accademia Europea di Scienze e Arti – per aver proposto questo tema, e siamo ancora più lieti perché, grazie alla Scuola di Musica di Fiesole, quest’opera dopo Salisburgo viene rappresentata al Teatro romano di Fiesole.

Roma era l’avanguardia della nostra Europa, e Fiesole gode la fama di esser stata «maestra della stessa Roma». Quindi possiamo sperare che con La clemenza di Tito, nata nel Centro Europa, getti le basi per un nuovo ponte al di là delle Alpi.

Auguriamoci che il progetto portato avanti tra Salisburgo e Fiesole tocchi tutti nel profondo in modo che si possa diventare, nel vivere comune, coscienti del senso della clemenza, rispecchiando pienamente lo spirito dell’Accademia nostra: stabilire contatti e scambi europei transnazionali.

FELIX UNGER

Presidente

COMUNE DI FIESOLE

È con grande orgoglio che saluto la produzione mozartiana curata dalla Scuola di Musica di Fiesole de La clemenza di Tito, fiore all’occhiello della 67esima Estate Fiesolana, l’ultima che ho il piacere di annoverare sotto la mia amministrazione.

Frutto della collaborazione con una delle più prestigiose istituzioni formative europee, l’Università Mozarteum di Salisburgo,

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