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Lupo Triste
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E-book99 pagine1 ora

Lupo Triste

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Info su questo ebook

Piccolo Lupo è un indiano giovane e idealista, che le sventure della vita muteranno in un Lupo vendicativo dal futuro incerto. Un duello a distanza con il nemico Custer sfocerà nella resa dei conti finale al Little Big Horn. La Storia dei nativi americani vista attraverso alcuni momenti salienti che ne hanno segnato l’esistenza.

“Sono cresciuto con il mito dei film western americani, dove i bianchi erano i buoni e gli indiani i cattivi. Da adulto ho capito che è uno dei troppi casi in cui la storia viene riscritta a favore di chi la racconta. Ho voluto rendere omaggio a un popolo orgoglioso, che ha affrontato con dignità il proprio destino. E a tutte le persone che nella vita non si arrendono mai”.

LinguaItaliano
Data di uscita28 nov 2014
Lupo Triste
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Autore

Quelli di ZEd

Quelli di ZEd è il Gruppo composto dallo Staff, dagli Autori, dai Collaboratori e dai Lettori delle edizioni Zerounoundici. Quelli di ZEd comprende numerose iniziative, fra le quali: ZEd Lab: un laboratorio creativo mondiale per la collaborazione a progetti comuni di scrittori, traduttori e fumettisti di tutto il mondo. ZEd Mundi: un particolare Gioco di Ruolo basato sulla scrittura e sui fumetti, con interazione collettiva in qualunque lingua.

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    Anteprima del libro

    Lupo Triste - Quelli di ZEd

    Massimiliano Murgia

    Lupo Triste

    La storia dell’indiano che sconfisse

    George Armstrong Custer

    www.0111edizioni.com
    www.0111edizioni.com
    www.quellidized.it/
    www.facebook.com/groups/quellidized/

    Lupo Triste

    Copyright © 2014 Zerounoundici Edizioni
    ISBN: 978-88-6307-833-6
    Copertina: Immagine Shutterstock.com

    "Gli eventi sono in grado

    di mutare ognuno di noi"

    Un tributo al Popolo Rosso…

    Dedicato a mio figlio…

    Prefazione

    In varie occasioni mi sono posto un quesito: per quale ragione qualcuno decide di iniziare a scrivere un libro? Ovviamente mi riferisco a coloro che prendono carta e penna per la prima volta, e non a scrittori già affermati perché, in questo caso, la loro diventa semplicemente una professione come tante altre.

    Ogni volta ho fornito una spiegazione diversa, senza peraltro scartare le motivazioni date in precedenza; ne sono scaturite una serie di argomentazioni che mi hanno affascinato e sono convinto che altre se ne aggiungeranno in futuro.

    Io credo che si possa decidere di scrivere qualcosa per puro diletto, o perché si desidera raccontare la storia di un personaggio o trattare un argomento che ci interessa personalmente.

    In altre occasioni si vuole prendere spunto da fatti noti ma poco conosciuti, per condividerli con altre persone e per indirizzare nel contempo un messaggio o una filosofia di vita.

    In alcune situazioni, invece, lo scrivere ci aiuta semplicemente a scollegare la nostra mente dai problemi quotidiani, dalle ansie, dallo stress, permettendoci di sognare e liberare la nostra fantasia, qualità che in molti tengono repressa, impedendole di emergere.

    In casi più rari ci troviamo di fronte a qualcuno che scrive per raccontare in una qualche forma la propria storia, magari cambiando ambientazione, nomi o epoca, consapevole che lo scritto presenta precisi riferimenti autobiografici.

    E poi non dimentichiamoci di chi scrive perché quello era il suo sogno da bambino, del tempo in cui alla domanda Cosa farai da grande?, la risposta era la più inattesa Vorrei fare lo scrittore.

    Potrei aggiungere chi, con una certa presunzione, potrebbe sostenere di avere del talento innato e non riconosciuto, ma per fortuna non mi considero tra questi.

    Qual è allora la motivazione che mi ha spinto a pubblicare questo libro? Beh, per mia fortuna tutte e nessuna, nel senso che non ce n’è una predominante, ma tutte concorrono in modo più o meno rilevante alla mia decisione.

    In realtà queste pagine mi hanno permesso di viaggiare, nel tempo e nello spazio, di conoscere persone e luoghi meravigliosi, pagina dopo pagina mentre prendeva forma. Mi ha aiutato anche a superare un periodo difficile della mia vita, in cui lui era, al pari di un amico, l’unico in grado di distrarmi e di farmi compagnia la sera. E da padre, lo vorrei usare come un messaggero, per insegnare alcuni principi di vita a mio figlio. E molto altro ancora rappresenta per me…

    Come poter quindi ricompensare qualcosa che mi ha dato così tanto? Beh la risposta mi è venuta naturale… è un libro? L’unico modo che hai per sdebitarti è provare a pubblicarlo, dandogli una veste, una copertina, una struttura adeguata e un minimo di visibilità.

    L'oggetto - ho scelto questo tema perché ritengo che si parli troppo poco degli Indiani d'America (soprattutto in televisione), nonostante su Internet ci siano molti siti dedicati e parecchie persone interessate (e nei mercatini non mancano mai le bancarelle che vendono articoli etnici).

    Ho voluto anche proporre la storia di queste genti in modo originale e diverso rispetto a come ci sono state descritte finora, selvagge nei film western degli anni 40'-'50 o vittime inermi del colonialismo nei testi di storia.

    Io credo invece che si possa parlare di loro come di uno dei tanti popoli che hanno combattuto con onore per difendere la propria indipendenza e libertà e che hanno finito per soccombere solo grazie alla superiorità e alla crudeltà dell'avversario.

    La forma - ho scelto quella del romanzo storico, nel senso che volevo raccontare una storia di fantasia arricchendola di riferimenti storici, per conferire una certa veridicità al tutto e contemporaneamente fornire qualche spunto di riflessione.

    Per questa ragione in alcuni momenti ho volutamente rallentato la narrazione della vicenda, per soffermarmi su alcuni episodi reali che meritano a mio parere di essere assimilati e compresi, perché si dice che la storia si ripete e in troppe occasioni abbiamo assistito a episodi di crudeltà e di ingiustizia simili a quelli descritti.

    I tre protagonisti, Pentola Nera, Piccolo Lupo e Custer, sono tutti esistiti.

    Nel complesso, i fatti narrati relativi a Pentola Nera e Custer sono reali, mentre la finzione riguarda il rapporto di parentela tra Piccolo Lupo e Pentola Nera, frutto della mia fantasia, utile per creare una continuità narrativa tra due dei protagonisti.

    Anche la morte di Custer corrisponde a quanto riportato nei testi di storia, perlomeno dal punto di vista delle modalità, mentre l'autore è ignoto.

    Per quanto riguarda invece Piccolo Lupo, in realtà lui non ha partecipato alla battaglia del Little Big Horn e non era presente alle stragi dei villaggi Cheyenne, ma la seconda parte delle sue avventure sono reali (fuga dalla riserva, reclutamento come scout ecc.).

    Per quanto riguarda i contenuti direi che sono sempre di attualità: la persecuzione delle minoranze etniche, l'ecologia, la capacità e il desiderio di vivere in armonia con la natura, il rapporto tra padre e figlio, l'onore, la vendetta, l'amore per la propria donna e soprattutto la guerra, l'unico elemento presente in ogni tempo e in ogni luogo e che caratterizza l'essere umano.

    Ovviamente non m’illudo di aver scritto qualcosa di commerciale, ma non era mia intenzione puntare a questo.

    Ho semplicemente scritto qualcosa da cui ho tratto piacere, immaginando luoghi, genti, odori e sapori che ormai non esistono più.

    E se riuscirò a far assaporare anche solo a un lettore queste sensazioni, allora avrò raggiunto il mio scopo.

    Prologo

    L’approssimarsi della stagione fredda annunciava l’ennesima dura prova per il popolo rosso. Come promesso, i viveri e le coperte erano stati consegnati in anticipo rispetto all’inverno precedente e forse Wakan Tanka, il Grande Spirito, avrebbe dovuto accogliere un minor numero di vecchi e bambini nei suoi verdi pascoli.

    Per la prima volta l’uomo bianco era stato di parola e questo era di conforto al suo animo, provato da tanti imbrogli e menzogne: forse si trattava di un segno del cambiamento, ma non s’illudeva.

    Probabilmente era dovuto

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