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Fuga dall'Euro

Fuga dall'Euro

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Fuga dall'Euro

Lunghezza:
144 pagine
2 ore
Pubblicato:
Aug 14, 2014
ISBN:
9781311240255
Formato:
Libro

Descrizione

L’uscita dalla moneta unica sarà il problema dei prossimi anni. Sarà un problema talmente cogente che la gente vorrà capire fino in fondo i pro e i contro di questa “uscita, in quanto i mass media non spiegano davvero nulla a proposito. L’Euro, in sostanza, è la moneta della finanza internazionale, una moneta privata che nasce come debito e che, essendo “straniera” in quanto emessa da una Banca Centrale sita in un Paese che non è il nostro, è limitata nei flussi e quindi nelle erogazioni, e ciò sta creando una carestia monetaria che è il vero e unico motivo di questa infinita crisi. Come è possibile una reale crescita senza immettere denaro in circolazione? Il progetto della moneta unica serve, dunque, al contingentamento delle economie sotto l’egida di questo istituto privato in mano ad un élite economica transnazionale, in modo da creare un unico blocco manipolabile sia dal punto di vista economico che politico, blocco che – ufficialmente – possa fare poca concorrenza agli Stati Uniti – tant’è vero che l’Euro è da molto tempo più forte del dollaro – e che permetta alla Cina e all’India (e non solo) il giusto sviluppo sotto il know how americano, ovvero lo sfruttamento da parte delle multinazionali della finanza transnazionale di milioni di individui... i cui diritti al lavoro sono semplicemente assenti. Insomma, l’Euro è uno dei tasselli del puzzle per creare un perfetto “nuovo ordine mondiale” fatto di schiavitù derivante dal finto denaro – e quindi dal finto credito – di queste banche. Il libro dunque offre l’opportunità non solo di farsi un’idea semplice e chiara su come stanno veramente le cose, ma va contro
ogni propaganda economica – soprattutto contro tutti coloro che non spiegano il signoraggio e quindi come nasce il denaro – e ha il solo e unico scopo di creare un cittadino informato... visto che il denaro è parte integrante delle nostre vite e della nostra abituale quotidianità.

Pubblicato:
Aug 14, 2014
ISBN:
9781311240255
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Fuga dall'Euro - Gabriele Sannino

Prefazione

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Ho conosciuto Gabriele Sannino nel 2013 in occasione di un convegno che avevo organizzato nel mio Comune trattante la tematica de I segreti del debito pubblico. Da subito ho compreso che Sannino, ragazzo dallo spiccato senso intuitivo, aveva capito e mi stava facendo vedere l’altra faccia del sistema economico.

Per anni il mio Comune (Resana, in provincia di Treviso) è stato un’eccellenza sotto molti punti di vista: economico, sociale, imprenditoriale e via dicendo. La crisi degli ultimi anni, però, si è dimostrata e si sta ancora dimostrando una vera e propria emorragia inarrestabile: quasi il 20% della popolazione attiva non riesce più a trovare lavoro, alcune delle maggiori aziende del territorio sono state acquisite da grandi gruppi stranieri e/o hanno delocalizzato, mentre i piccoli artigiani sono stritolati dalla stretta del credito e così via.

Ho voluto organizzare incontri informativi con la popolazione per dar modo a tutti i miei concittadini di comprendere le vere cause di questa crisi creata ad arte, anziché credere nelle verità di Stato e nella falsa realtà economica dettata dai media tradizionali.

Noi pubblici amministratori, infatti, a questo punto, siamo dei boia – o come qualcuno più delicatamente preferisce chiamarci… degli esattori – solo ed esclusivamente per conto dei poteri forti. Ovvero quelli che creano la moneta all’origine.

Se ricordate, anni fa un gelato costava 100 lire, oggi invece costa 1 euro, il che equivale a circa venti volte di più! Se la moneta è quella di allora, vuol dire che la massa monetaria circolante è insufficiente. Da qui la necessità di emettere nuova moneta per far ripartire realmente l’economia: fare diversamente vuol dire essere soggetti a fortissime restrizioni e a ricatti economici di vario genere.

Ma se la moneta nasce come un debito a monte, ecco che diventa un problema anche a valle, dove ci troviamo esattamente noi amministratori di piccoli e grandi realtà territoriali. In pratica siamo come degli equilibristi che cercano di camminare su una fune sopra un burrone… di cui non si vede il fondo.

Non è un caso che ormai, sempre più spesso, si è concordi nel dire che siamo nel pieno della terza guerra mondiale, non più fatta di bombe e fucili, ma di economia, di finanza e moneta.

Quello che sta succedendo oggi è ben spiegato da Gabriele, che ringrazio di cuore per avermi fatto capire che è responsabilità di ognuno di noi impegnarci per far cambiare le cose.

Non deleghiamo ad altri le nostre responsabilità. Noi in fondo siamo il nostro problema, ma anche la nostra soluzione.

Loris Mazzorato

Imprenditore e attualmente sindaco di Resana (Tv). Un sindaco che si è paragonato a un boia, costretto a eseguire ordini. Questo suo modo di vedere e denunciare questo sistema fallito gli è costato la sedia. I suoi cittadini lo hanno voluto nuovamente a capo del suo comune e ora come non mai sta lottando per difendere il popolo della sua comunità. Speriamo altri sindaci lo seguano.

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INTRODUZIONE

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Il mondo è sull’orlo dell’abisso per via della nostra avidità e stupidità, in sostanza per la nostra ignoranza.

Nel presente crediamo di essere uomini e donne evoluti, istruiti, intelligenti, ma mentalmente siamo ancora primitivi e gretti, egoisti e tremendamente superficiali, e i risultati si riflettono da ogni punto di vista: economico, sociale, ambientale, civile e culturale. Manchiamo proprio della saggezza che deriva dalla vera cultura; inoltre, siamo ancora convinti che tutto si possa risolvere automaticamente affidandoci a questo o a quel capo politico, o peggio ancora grazie ai freddi e cinici numeri della matematica economica, impostati su delle lancette… che stanno per darci una sonora e ripetuta levata.

L’attuale crisi è psicologica prima che economica: è proprio la nostra apatia, la nostra indifferenza a permettere a pochi uomini di manipolarci ogni giorno attraverso informazioni distorte e di parte; è la nostra rassegnazione che permette un sistema occulto di potere dove un banchiere crea denaro dal nulla, ce lo addebita, mentre il politico di turno – a libro paga, probabilmente, proprio del primo – si arrabatta in sempre più nuove tasse e manovre per restare nei conti. Finché tutti noi rimarremo passivi e accetteremo questi soprusi – in primis la mancata proprietà popolare della moneta – non potremo che subire un processo graduale quanto inarrestabile di schiavitù, che un giorno arriverà in tutta la sua possanza senza che ce ne saremo neanche accorti, tanto ne saremo assuefatti.

L’economia attuale, artificiale e artificiosa, sta portando al collasso la nostra società, e la ricompensa dei pochi sarà una terribile sciocchezza se paragonata alle crisi civili, culturali e ambientali che da qui a poco si mostreranno nella loro interezza.

Quando arriverà il momento in cui ci saranno bancarotte dappertutto – e si griderà al si salvi chi può – sarà già pronto dietro l’angolo un vero e proprio modello di dittatura globale, e ciò per contenere gli stessi popoli insorti, i quali saranno, con tutta probabilità, bollati dai media come terroristi o simili, permettendo a chi ci ha portati fino a quel punto, allo stesso sistema in pratica, di usare tutte le armi convenzionali e non per reprimere il dissenso. Se tutto questo può sembrare apocalittico, guardatevi intorno: la nostra economia mondiale si basa non su una vera ricchezza, ma sul DEBITO contratto dai cittadini, che dalle banche ricevono soldi promettendo in cambio interessi che semplicemente non esistono, più della moneta stessa. Si calcola che il 35-40% dei prezzi delle merci che acquistiamo è costituito da interessi. Più questi aumentano, più trasferiamo ricchezze – le nostre ricchezze – verso il sistema finanziario tout court.

È attraverso gli interessi che dinastie finanziarie come i Rothschild sono diventate padroni del Pianeta! Quanto potrà durare questa giostra infernale?

Dato che basiamo le nostre vite e tutto ciò che realmente conta – i nostri affetti, la nostra evoluzione personale – su un castello di carte, ne deriva che il nostro modello di pensiero e di vita ne sarà inevitabilmente sconvolto, in un modo che attualmente neanche immaginiamo (almeno non tutti).

Quando l’importanza dell’uomo prevarrà su quella del finto denaro e del fatuo potere che esso comporta, allora potremmo assistere a ciò cui tutti noi dovremmo essere testimoni, ovvero un giubileo mondiale in cui ogni debito venga cancellato.

Un nuovo assetto economico mondiale è ancora possibile, ma deve avere come sottostante psicologico solo ed esclusivamente il benessere dell’uomo, prendendo le distanze una volta e per tutte da disvalori legati alla materialità che portano l’essere umano ovunque, tranne che verso una felicità autentica e duratura.

È lecito immaginare, dunque, un mondo dove il lavoro non schiavizzi più l’uomo come adesso, il quale a fine giornata ha esaurito tutte le sue energie fisiche e mentali per dei quattrini che i banchieri creano in un battibaleno con un clic di computer. Un mondo dove il lavoro sia commisurato a una sorta di spirito di servizio nei confronti del prossimo, dato che la tecnologia farà presto capolino in tutte le nostre professioni, operando al posto nostro. Ma non solo, spero anche in un mondo dove ognuno di noi, oltre a sentirsi utile nei confronti degli altri con la propria attività, abbia un reddito di cittadinanza da parte dello Stato, dato che la moneta sarà solo ed esclusivamente di nostra proprietà (quindi non nascerà come un debito comprensivo di interessi come accade oggi). Ciò ci permetterà di vivere in un modo davvero dignitoso, coltivando i nostri talenti e i nostri affetti, al fine di esplorare il nostro lato umano, oggi del tutto alienato e confinato dagli attuali e stupidi meccanismi socio-finanziari. La vita che viviamo non è l’unica possibile: è solo quella che sperimentiamo, credendo che sia l’unica reale perché è sempre stato così. Un antico adagio indiano afferma in modo perentorio sbrighiamoci a rallentare: niente di più attuale, se ci pensate bene.

In un contesto culturale, umano, ed economico simile, non può esserci spazio per la globalizzazione e l’appiattimento dell’uomo. Piuttosto, ci sarà spazio per ogni forma di diversità pronta a integrarsi, pur mostrando le sue caratteristiche e le sue specifiche peculiarità, dato che la natura umana e del creato si basa proprio su questi principi. Ecco perché l’attuale moneta unica europea – l’Euro – non è più sostenibile: in un mondo dove le diversità economiche devono diventare ricchezza per tutti, essa rimane una moneta calata dall’alto, dai poteri bancari – quelli che ancora si definiscono forti – una moneta cioè che non tiene conto delle specifiche economie delle nazioni che l’hanno adottata, e che – dato che è una moneta-debito – non potrà mai essere ripagata verso chi l’ha emessa.

Ogni Paese, in base alle sue potenzialità economiche, ha diritto a gestire una propria moneta – che sia più o meno rilevante – che gli permetta di gestire i vari cicli economici che via via si possono presentare. Se una moneta però è privata ed emessa col contagocce, allora le crisi e i cicli economici diventano posticci – come accade adesso con la BCE – visto che si possono creare cortocircuiti come quelli attuali che servono solo a depredare i popoli. L’Euro è una moneta che fa gli interessi esclusivamente dell’alta finanza, niente di meno niente di più.

La differenza tra espansione economica e crisi o depressione sta proprio nella quantità di denaro che viene messa in circolazione. E anche se gli strapagati economisti vi diranno il contrario, e cioè che il tutto fa parte di una sorta di ciclo naturale, le cose non stanno affatto così: trattasi solo di un modo per conquistare il mondo piano piano per tenerlo in pugno. L’uscita da questi meccanismi infernali sta non solo nella fatidica sovranità monetaria, ma anche nel ripudio del debito, come vedremo nelle pagine che seguono.

Attualmente l’Argentina, checché giornalisti ed economisti ne dicano male – ovviamente, la maggior parte di loro o sono ignoranti dei processi di creazione della moneta o sono intellettuali organici al sistema – sta combattendo come una leonessa per questi due obiettivi (sovranità monetaria e ripudio del debito), nel primo caso nazionalizzando la propria banca centrale e stampando moneta, nel secondo adendo alla giustizia internazionale che però l’ha obbligata a pagare in parte il suo debito. Il punto è che sta gestendo male proprio la cosa più importante, la sovranità della moneta, in quanto sta stampando troppo denaro che sta gonfiando

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