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Deserto rosso: Ritorno a casa

Deserto rosso: Ritorno a casa

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Deserto rosso: Ritorno a casa

valutazioni:
5/5 (1 valutazione)
Lunghezza:
426 pagine
6 ore
Pubblicato:
Sep 27, 2013
ISBN:
9781301541867
Formato:
Libro

Descrizione

Sono riusciti a fuggire.
E stanno tornando a casa.
Ma non sono soli.
Ora che l'avventura su Marte è finita, che ne sarà della Terra?

Questo romanzo è la puntata finale della serie di fantascienza “Deserto rosso”.

La Terra.
È la loro casa, vi sono nati e cresciuti, ma allo stesso tempo non vi hanno mai messo piede. E così la commozione di Anna e Hassan nel far ritorno al proprio pianeta, dopo quasi cinque anni, si accompagna alla meraviglia dell’entità estranea, che portano con sé, nell’approdare a un nuovo mondo.
I due superstiti della missione Isis vengono accolti come degli eroi, ma non possono goderne. L’intento che perseguono ha priorità su tutto il resto.
Accanto alla lotta interiore di Anna tra la nuova e la vecchia sé, si consuma quella contro le insidie recate dalla stessa Terra, e dai suoi abitanti, e quella ben più complessa che coinvolge i suoi sentimenti, che la costringeranno a compiere un’importante scelta per il suo futuro. Sul pianeta rosso, intanto, mentre la sua comunità accoglie l’equipaggio dell’Isis 2 e si prepara a fare altrettanto con la missione successiva, Melissa si ritrova a esplorare più a fondo la natura umana, dividendosi tra timore e disprezzo nei suoi confronti, e un crescente senso di appartenenza.
Ma qualcuno, incuriosito dall’improvvisa accelerazione dell’intero programma Isis, inizia ad avere dei sospetti.
Ora che l’avventura su Marte è finita, quale sarà la scelta di Anna? Che ne sarà della Terra?

Le puntate precedenti sono:
“Deserto rosso - Punto di non ritorno” (episodio 1);
“Deserto rosso - Abitanti di Marte” (episodio 2);
“Deserto rosso - Nemico invisibile” (episodio 3).

Seguite Anna Persson (AnnaPerssonDR) su Twitter!

Pubblicato:
Sep 27, 2013
ISBN:
9781301541867
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore

Note: please scroll down for the English version.Nata a Carbonia nel 1974, Rita Carla Francesca Monticelli vive a Cagliari dal 1993, dove lavora come scrittrice, oltre che traduttrice letteraria e tecnico-scientifica. Laureata in Scienze Biologiche nel 1998, in passato ha ricoperto il ruolo di ricercatrice, tutor e assistente della docente di Ecologia presso il Dipartimento di Biologia Animale ed Ecologia dell’Università degli Studi di Cagliari.Da bambina ha scoperto la fantascienza e da allora è cresciuta con ET, Darth Vader, i replicanti, i Visitors, Johnny 5, Marty McFly, Terminator e tutti gli altri. Il suo interesse per la scienza si è sviluppato di pari passo, portandola, da una parte, a diventare biologa e, dall’altra, a seguire con curiosità l’esplorazione spaziale, in particolare quella del pianeta rosso.Ma soprattutto ama da sempre inventare storie, basate su questi interessi, e ha scoperto che scriverle è il modo più semplice per renderle reali.Tra il 2012 e il 2013 ha pubblicato la serie di fantascienza “Deserto rosso”, composta di quattro libri disponibili sia separatamente che sotto forma di raccolta. Quest’ultimo volume è stato un bestseller Amazon e Kobo in Italia, raggiungendo anche la posizione n. 1 nel Kindle Store nel novembre 2014, ed è tuttora uno dei libri di fantascienza più venduti in formato ebook.Grazie alla pubblicazione della serie, nel 2014 è stata indicata da Wired Magazine come una dei dieci migliori autori indipendenti italiani e ciò le è valso la partecipazione come relatrice al XXVII Salone Internazionale del Libro di Torino e alla Frankfurter Buchmesse 2014.“Deserto rosso” è anche la prima parte di un ciclo di opere di fantascienza denominato Aurora, che comprende inoltre “L’isola di Gaia” (2014), “Ophir. Codice vivente” (2016) e “Sirius. In caduta libera” (2018).“Nave stellare Aurora” è l’ultimo volume di questo ciclo ed è il suo quindicesimo libro.Oltre a quelli del ciclo dell’Aurora, nel 2015 ha pubblicato un altro romanzo di fantascienza, intitolato “Per caso”.La sua produzione include anche quattro thriller, vale a dire “Affinità d’intenti” (2015) e la trilogia del detective Eric Shaw: “Il mentore” (2014), che nella sua versione inglese edita da AmazonCrossing è stato nel 2015 al primo posto della classifica del Kindle Store negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Australia, raggiungendo oltre 170.000 lettori in tutto il mondo, “Sindrome” (2016) e “Oltre il limite” (2017).Dal 2016 è docente del “Laboratorio di self-publishing nei sistemi multimediali”, nell’ambito del corso di laurea triennale in Scienze della Comunicazione e del corso di laurea magistrale in Scienze e Tecniche della Comunicazione presso l’Università degli Studi dell’Insubria (Varese). Da questo laboratorio è tratto il suo saggio “Self-publishing lab. Il mestiere dell’autoeditore” (2020).Oltre che al Salone e alla Buchmesse, è stata chiamata a intervenire in qualità di autoeditrice, divulgatrice scientifica nel campo dell’esplorazione spaziale e autrice di fantascienza hard in eventi quali COM:UNI:CARE (2013) all’Università degli Studi di Salerno, Sassari Comics & Games (2015), Festival Professione Giornalista (2016) a Bologna, la fiera della media e piccola editoria Più Libri Più Liberi (2016) a Roma, Scienza & Fantascienza (2014, 2016, 2018, 2019 e 2020) all’Università degli Studi dell’Insubria (Varese) e Voci e Suoni di Altri Mondi (2018) nella sede di ALTEC a Torino.I suoi libri sono stati recensiti o segnalati da testate nazionali quali Wired Italia, Tom’s Hardware Italia, La Repubblica, Tiscali News e Global Science (rivista dell’Agenzia Spaziale Italiana).Appassionata dell’universo di Star Wars, in particolare della trilogia classica, è conosciuta nel web italiano con il nickname Anakina e di tanto in tanto presta la sua voce e la sua penna al podcast e blog FantascientifiCast. È inoltre una rappresentante italiana dell’associazione internazionale Mars Initiative e un membro dell’International Thriller Writers Organization.ENGLISH VERSIONRita Carla Francesca Monticelli is an Italian science fiction and thriller author.She has lived in Cagliari (Sardinia, Italy) since 1993, earning a degree in biology and working as independent author, scientific and literary translator, educator and science communicator. In the past she also worked as researcher, tutor and professor’s assistant in the field of ecology at “Dipartimento di Biologia Animale ed Ecologia” of the University of Cagliari.As a cinema addict, she started by writing screenplays and fan fictions inspired by the movies.She has written original fiction since 2009.Between 2012-2013 she wrote and published a hard science fiction series set on Mars and titled “Deserto rosso”.The whole “Deserto rosso” series, which includes four books, was also published as omnibus in December 2013 (ebook and paperback) and hit No. 1 on the Italian Kindle Store in November 2014.“Deserto rosso” was published in English, with the title “Red Desert”, between 2014 and 2015.The first book in the series is “Red Desert - Point of No Return”; the second is “Red Desert - People of Mars”; the third is “Red Desert - Invisible Enemy”; and the final book is “Red Desert - Back Home”.She also authored three crime thrillers in the Detective Eric Shaw trilogy - “Il mentore” (2014), “Sindrome” (2016), and “Oltre il limite” (2017) -, an action thriller titled “Affinità d’intenti” (2015), five more science fiction novels - “L’isola di Gaia” (2014), “Per caso” (2015), “Ophir. Codice vivente” (2016), “Sirius. In caduta libera” (2018), and “Nave stellare Aurora” (2020) - and a non-fiction book titled “Self-publishing lab. Il mestiere dell’autoeditore” (2020).“Il mentore” was published in English by AmazonCrossing with the title “The Mentor” in 2015.“Affinità d’intenti” was published in English with the title “Kindred Intentions” in 2016.All her books have been Amazon bestsellers in Italy so far. “The Mentor” was an Amazon bestseller in USA, UK, Australia, and Canada in 2015-2016.She is also a podcaster at FantascientifiCast, an Italian podcast about science fiction, a member of Mars Initiative and of the International Thriller Writers Organization.She is often a guest both in Italy and abroad during book fairs, including Salone Internazionale del Libro di Torino (Turin Book Fair), Frankfurter Buchmesse (Frankfurt Book Fair) and Più Libri Più Liberi (Rome Book Fair), local publishing events, university conventions as well as classes (University of Insubria), where she gives speeches or conducts workshops about self-publishing and genre fiction writing.As a science fiction and Star Wars fan, she is known in the Italian online community by her nickname, Anakina.


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Deserto rosso - Rita Carla Francesca Monticelli

Riassunto della puntata precedente:

Nemico invisibile

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Nello stesso retailer puoi anche trovare la prima puntata, "Deserto rosso – Punto di non ritorno, e la seconda puntata, Deserto rosso – Abitanti di Marte".

Nota: gli eventi della puntata precedente vengono qui riproposti nello stesso ordine in cui vengono narrati nel romanzo.

Lo scopo del riassunto è di rinfrescare la memoria ai lettori della serie, riportando solo i fatti salienti, non di sostituire la lettura della puntata precedente, essenziale per poter comprendere la storia.

Marte. Nella mattina del sol 1012 Hassan ha appena inviato il suo rapporto e si sofferma a pensare nella sala comunicazioni. Non si dà pace per la fuga di Anna.

Dopo aver perso di vista il rover della donna, il giorno prima, e aver tentato invano di ritrovare le sue tracce, ha cercato tra i suoi effetti personali, i suoi file e il laboratorio per capire cosa l’abbia spinta a un tale gesto, ma non è riuscito a darsi una spiegazione.

In realtà ha trovato qualcosa nel laboratorio, ma non vede in essa alcuna correlazione con la fuga.

Quando lascia la sala viene sorpreso da un improvviso black-out. Il supporto vitale continua a funzionare, ma tutto il resto sembra in avaria. Dopo qualche istante si accendono le luci di emergenza, attivate dal server secondario, a indicare un possibile guasto a quello principale.

Hassan sa bene che dietro tutto questo non può che esserci Robert.

Lo cerca prima nel suo alloggio, che però è vuoto e in preda al disordine. Poco dopo lo scopre nel laboratorio, intento a distruggere tutto quello che trova a tiro. La conversazione tra i due degenera rapidamente in una rissa. Hassan, frustrato dalla situazione, lo aggredisce per primo, ma con sua grande sorpresa Robert pare essere diventato molto più forte di lui.

A un certo punto Robert ha la meglio e sembra intenzionato a uccidere Hassan, ma quest’ultimo riesce ad afferrare uno sgabello e a colpirlo più volte in testa, finché non si muove più.

Da principio teme che sia morto, ma poi ne sente ancora il polso. È solo svenuto.

Un attimo dopo, però, con la coda dell’occhio nota un movimento.

Circa ventiquattro ore dopo, a Houston, il controllo missione si attiva con l’inizio di una nuova giornata marziana.

Quando Jan entra nella sala controllo, arriva un messaggio da parte di Anna, inviato dal suo rover, che scatena l’esultanza dei presenti e la felicità dello stesso Jan. Nel video appare la donna in compagnia di quattro persone sconosciute, che si rivelano essere i superstiti dell’Hera.

Anna informa il controllo missione che ha intenzione di tornare alla Stazione Alfa con Jack Diaz, per recuperare il materiale necessario a ripristinare le comunicazioni satellitari tra la base di Ophir e la Terra.

Nel sentire ciò, Nichols fa interrompere il video, affinché possa inviarle subito un messaggio per avvertirla dei problemi alla Stazione Alfa.

Poco dopo a Ophir, Melissa e Alexandre osservano da una finestra Anna e altri membri della comunità che preparano il rover per il viaggio. Julian è insieme ai bambini ed esprime ancora una volta il suo desiderio di vedere la Terra e l’ammirazione per quella donna, così diversa dalla sua famiglia, suscitando la disapprovazione dei figli.

Anna e Jack sono già in viaggio, quando ricevono il messaggio da Nichols. Nel sapere che non si rileva più alcuna attività respiratoria nella Stazione Alfa da almeno ventiquattro ore, Anna teme subito per la sorte di Hassan. Nonostante tutti i dubbi che continua a serbare nei suoi confronti, non riesce ad accettare l’idea che possa essere morto. Non le importa affatto che sia responsabile o meno della morte di Michelle. Senza volerlo si ritrova a pregare che sia vivo.

Jan nel frattempo, dopo aver visto che Anna sta bene, si concede qualche ora di sonno in hotel. Nell’uscire dalla doccia scopre che sua sorella Kirsten ha cercato di contattarlo. Quando la richiama, Kirsten gli dice che lo stava cercando perché ha sentito al notiziario che Anna ha trovato i superstiti della missione Hera. Ciò stupisce Jan, che non si aspettava che la notizia trapelasse così in fretta.

Kirsten si accorge subito che il fratello non è a casa e, quando lui le racconta di essere a Houston, trascinato lì dalla NASA per aiutarli a dissuadere Anna da eventuali propositi suicida, lei intuisce che tra i due deve esserci stata una sorta di riconciliazione a distanza. Insiste per sapere di più, ma Jan non può entrare nei dettagli al telefono. Al che Kirsten prenota subito un volo per raggiungerlo.

Jan scende nella hall dell’hotel Hilton per attendere l’auto che lo riporterà al Johnson Space Center. Qui incontra una donna che inizialmente si finge una sua fan, ma poco dopo si rivela essere Renee Anders, una reporter d’assalto della CNN che da lungo tempo si occupa delle faccende della NASA.

La giornalista cerca di indurlo a parlare di ciò che sa degli avvenimenti su Marte. È interessata in particolare alla sorte di Michelle e Dennis Francis. Fino a due settimane prima dalla NASA TV veniva trasmesso uno show in cui i coniugi Francis raccontavano la vita nella Stazione Alfa, ma di colpo la trasmissione è stata cancellata.

Jan capisce che la donna non sa della loro morte e sta cercando di ottenere da lui uno scoop. Per fortuna viene tratto d’impiccio dall’arrivo dell’agente di sicurezza Miller, che lo porta via dell’hotel.

All’arrivo al Johnson una folla di giornalisti è accampata presso l’ingresso. È evidente che c’è stata una qualche fuga di notizie, ma Miller afferma che è avvenuta a livelli di segretezza molto bassi.

A quel punto Jan gli chiede come mai l’opinione pubblica non è stata informata della morte dei Francis. Che cosa c’è sotto? Miller si limita a dirgli che non è la persona giusta alla quale porre quel tipo di domande.

Anna e Jack continuano il lungo viaggio attraverso il deserto marziano per tornare alla Stazione Alfa. Ormai il sole sta tramontando. L’inquietudine di Anna di quella mattina sembra essersi placata.

Con Jack parla del progetto di terraformazione di Marte. Questi non reagisce bene all’argomento, sostenendo di non capire l’esigenza di modificare un intero pianeta per adattarlo all’Uomo. Dovrebbe essere l’Uomo a adattarsi a esso.

D’un tratto Anna viene colta da una strana commozione. Non capisce a cosa sia dovuta finché Jack non le menziona Hassan.

Durante il viaggio, Anna gli ha raccontato cosa è accaduto a Dennis e Michelle, omettendo però i dettagli sul proprio rapporto con Hassan. Ma a quanto pare Jack ha intuito qualcosa dall’eccessiva preoccupazione della donna. Cerca quindi di rassicurarla, posando una mano sulla sua. Anna, che si accorge di vedere in lui una figura paterna e di provare un innato senso di sicurezza in sua compagnia, si sente subito meglio.

Ore dopo si risveglia nel retro del rover. Ha guidato per parte della notte, poi Jack ha preso il suo posto, permettendole di dormire. Ma un segnale acustico proveniente dal suo folio l’ha ridestata. Si tratta di un messaggio video da parte di Jan.

Anna è davvero felice di vederlo e di nuovo si rende conto quanto i suoi sentimenti per lui non siano del tutto scomparsi col passare degli anni.

Jan le racconta che la NASA ha confermato il lancio dell’Isis 2 nel giro di sei settimane, quindi lei potrà tornare a casa col modulo di ritorno. Il fatto che in meno di due anni si rivedranno sembra però non rendere felice Jan, al quale pare ancora un tempo troppo lungo. E così le confessa che si pente di non aver accettato la sua proposta di sposarla, in tal modo sarebbe lui a raggiungerla e si vedrebbero prima. Sull’onda dell’emozione aggiunge che vorrebbe chiedere a Nichols di permettergli comunque di partire con la missione.

Questa idea folle manda nel panico Anna, che non riesce a conciliare il pensiero di avere sia Hassan che Jan su Marte, ammesso che Hassan sia ancora vivo. Poi si rende conto che Nichols non permetterà mai che accada, dato che manca troppo poco tempo al lancio e Jan non è addestrato.

Subito dopo lo stesso Jan si scusa per quell’uscita stupida e le dice di non pensarci più.

Anna cede nuovamente al sonno e, quando si risveglia, è già giorno, ma fuori c’è una luce molto strana. Ha la bocca impastata e un sottile strato di pulviscolo avvolge ogni oggetto intorno a lei. Nel tirarsi su e guardare fuori, scopre che stanno viaggiando dentro una tempesta di polvere che riduce quasi a zero la visibilità.

Jack la informa che sono alcune ore che va avanti e che ha raggiunto anche la Stazione Alfa. Le immagini del satellite lo confermano. La polvere impalpabile in qualche modo è riuscita a penetrare in parte anche dentro il rover pressurizzato. Non manca, però, molto all’arrivo alla Stazione Alfa.

Jack suggerisce ad Anna di provare a utilizzare la radio per contattare i suoi colleghi. Crede che potrebbero indossare la tuta per le attività esterne, ma all’interno della stazione, dove possono rifornirla di ossigeno di continuo. Questo spiegherebbe l’assenza di attività respiratoria. Perché dovrebbero fare una cosa del genere? Jack pensa che i motivi potrebbero essere due: nell’aria c’è qualcosa che non va, oppure non vogliono far sapere che sono vivi. O entrambe le cose.

Prima di poter continuare la discussione, davanti a loro emerge dalla tempesta la sagoma della Stazione Alfa.

Poco dopo hanno indossato le tute e sono pronti ad avventurarsi fuori del rover. Prima di farlo, Anna segue il consiglio di Jack e prova a contattare Hassan e Robert con la radio. Per tutta risposta riceve negli auricolari del casco un fischio fortissimo. Secondo Jack questa è la prova che c’è qualcuno in ascolto.

Quando entrano nella stazione, Anna ha l’impressione di sentire qualcosa. Si toglie quindi il casco e si accorge che si tratta di una musica. Nonostante le proteste di Jack, che non riesce a sentire poiché lui indossa ancora il casco, Anna va in cerca dell’origine di quella melodia. Sembra proprio la musica che Robert è solito ascoltare.

Colta da una strana ebbrezza, raggiunge l’alloggio del collega, ma lo trova vuoto, anche se completamente a soqquadro.

Una voce la chiama. Le sembra la voce di Hassan.

Nel voltarsi vede una figura che indossa una tuta per le attività esterne. Ma Anna non si sente tanto bene. È confusa.

Cerca di inseguire quella figura, che continua a chiamarla per nome, ma poi sparisce dietro ogni angolo prima che lei possa raggiungerla. Alla fine la vede infilarsi nella camera di equilibrio e uscire all’esterno.

A quel punto Jack le arriva da dietro, spaventandola, e la obbliga a rimettere il casco. Lei obbedisce e dopo un po’ si sente meglio.

Jack le spiega che i valori di ossigeno nell’aria della stazione sono troppo elevati, fino a essere tossici, e che ha rischiato di perdere conoscenza se non addirittura di morire.

Qualcuno sta cercando di ucciderli.

Anna gli riferisce di aver visto qualcuno uscire dalla stazione e che dalla voce le sembrava potesse essere Hassan, ma poi si rende conto che non avrebbe mai potuto udirlo senza casco. Era un’allucinazione acustica.

Ma ha visto davvero qualcuno?

Jack crede che sia possibile, perché lui stesso ha sentito l’attivazione della pompa di evacuazione della camera di equilibrio.

Ma se c’è qualcuno, chi è dei due? E soprattutto dove è andato?

Solo allora Anna si rende conto che c’è un altro luogo lì vicino, diverso dalla stazione, in cui Hassan e Robert possono essersi rifugiati: il lander dell’Isis.

Nel frattempo a Houston si accorgono dell’anomalia nella concentrazione dell’ossigeno della Stazione Alfa e la correggono immediatamente. Non sanno però cosa stia succedendo, perché non sentono Anna e Jack da prima che entrassero nell’edificio.

Jan, nell’apprendere della strana anomalia, inveisce contro Nichols, accusandolo di nascondergli qualcosa e facendogli notare che ben presto anche la stampa potrebbe scoprirlo.

Nichols, infuriato, lo invita a raggiungerlo nel suo ufficio. Lì cerca di calmarlo, ma Jan non è disposto ad andarsene prima di aver ottenuto delle risposte. A quel punto Nichols gli dice che c’è la possibilità che l’equipaggio dell’Isis sia stato colto da una sorta di psicosi collettiva, che potrebbe essere la causa degli incidenti avvenuti nelle settimane precedenti e dell’attuale situazione. Era qualcosa che si aspettavano potesse succedere, per quanto si augurassero di non dover mai gestire niente del genere.

La notizia sconvolge ancora di più Jan, che lo accusa di aver mandato su Marte delle persone a fare da cavie. Nichols si difende, affermando che la sua è solo una teoria. Potrebbe anche sbagliarsi.

A quel punto Jan gli domanda se ha altre teorie e Nichols menziona la possibilità di una causa esterna e sconosciuta. Aliena? Poi si mette a ridere, facendogli capire che lo stava prendendo in giro.

In quel momento suona il cellulare di Jan. È Kirsten. È già a New York e nel pomeriggio sarà a Houston.

Jack e Anna affrontano di nuovo la tempesta per raggiungere il lander. Toccando la fusoliera, Anna si accorge che vibra, segno che il supporto vitale è attivato. Attraverso il parabrezza vede anche dei LED accesi nella cabina di comando. Si dirigono quindi verso la camera di equilibrio, che collega il lander con l’esterno. Il terreno davanti a essa è smosso e la tempesta non ha coperto ancora le tracce. Qualcuno è passato di lì da poco.

Decidono di entrare. Una volta dentro, si tolgono le tute e iniziano a perlustrare il veicolo, che contiene i sei locali della stiva e, all’estremità opposta a quella in cui si trovano, la cabina di comando. Ma, già quando entrano nel primo locale, individuano qualcosa.

Legato con delle bande di fissaggio c’è un corpo.

Anna si avvicina timorosa e lo gira. È Robert!

È vivo e vigile, ma è coperto di sangue rappreso. Sembra avere anche una commozione cerebrale.

Capisce che solo Hassan può averlo ridotto così e poi legato.

Allora è stato lui a cercare di ucciderli poco prima nella Stazione Alfa?

Anna manda Jack a prendere il kit di pronto soccorso e nel frattempo parla con Robert, che si esprime con frasi sconnesse. Il nome di Hassan sembra terrorizzarlo. Dice che è uscito, ma non è più ritornato.

D’un tratto si sente un forte colpo alla parete. Il colpo si ripete più volte.

Anna, incosciente come sempre, vuole scoprirne l’origine. Apre la porta che separa il locale in cui si trova da quello adiacente.

I colpi cessano.

Nel superare la porta, trova Hassan legato con le mani a un supporto della stiva e imbavagliato. Era lui a provocare quel rumore.

Ma se Hassan ha legato Robert, chi ha legato Hassan?

È troppo felice che sia vivo per preoccuparsene. Corre da lui e gli toglie il nastro adesivo dalla bocca.

Però, prima che Hassan possa dirle qualcosa, arriva Robert che le intima di stare attenta. Le dice che Hassan sta fingendo, che è stato lui ad aggredirlo e adesso le sta facendo credere di essere stato aggredito a sua volta. Solo che lui non ha ferite.

Hassan cerca di difendersi, ma Robert insiste.

Anna non sa a chi credere tra i due. È combattuta. Tira fuori il coltello che Jack le ha dato. La cosa intimorisce Hassan, memore del fatto che lei ha accoltellato il padre con un tagliacarte. Anna però gli chiede perché abbia paura di lei, usando le stesse parole che Hassan aveva pronunciato tempo prima.

Anna si avvicina a lui, accosta la lama alla banda che lo lega, ma, prima che riesca a tagliarla, Robert la aggredisce.

Di colpo non sembra affatto stare male. Tenendola per il collo con una forza inaudita, la preme contro la parete e la solleva da terra. Hassan inveisce contro di lui, ma è ancora legato, non può fare nulla per intervenire. Robert minaccia di ucciderli entrambi, poi inizia a comportarsi in maniera strana come se qualcuno gli stesse parlando. Dice che una certa lei non vuole che li uccida, non voleva neppure che lui uccidesse Michelle, ma non può fermarlo adesso.

Si sente un rumore sordo e Robert molla la presa su Anna, accasciandosi a terra. Jack è tornato nella stiva e l’ha colpito in testa con un estintore.

Ora Anna sa che è stato Robert a uccidere Michelle.

Jack libera Hassan, che non crede ai suoi occhi, quando viene a sapere che si tratta di un superstite dell’Hera. Se la prende un po’ con Anna per non avergli detto nulla della trasmissione che aveva captato, ma soprattutto è felice che sia viva.

Parlano di cosa è accaduto il giorno prima, quando Robert l’ha aggredito e di come sembri molto più forte del solito.

D’un tratto si accorgono che non c’è più. È fuggito.

Si sente l’attivazione della camera di equilibrio. Fanno giusto in tempo a vederlo lasciare il lander. Le loro tute però sono ancora lì. È chiaro che lui vuole essere seguito.

Nell’attraversare la distanza tra il lander e la stazione, sentono sopraggiungere un rover. È Robert che cerca di investire Anna e Hassan. Questi la trascina via dalla traiettoria del mezzo, che inchioda davanti a Jack. Robert si dà dei colpi alla testa, poi scarta Jack e si allontana.

Hassan, che non ha una buona sensazione riguardo a Jack, trova sospetto il comportamento di Robert nei suoi confronti.

Rientrano nella Stazione Alfa, dove nel frattempo sono stati ripristinati i valori corretti di ossigeno.

Per prima cosa vogliono raggiungere il server principale per riattivarlo.

Si incamminano lungo la stazione, ma, quando arrivano nei pressi del laboratorio devastato da Robert, Anna si ricorda di Moln, il coniglio, e insiste per andare nella serra a vedere come sta.

Anche se di controvoglia, Hassan la asseconda, ma ordina a Jack di restare lì a controllare il corridoio. In realtà vuole solo parlare con lei da solo. I suoi modi bruschi infastidiscono la donna, ma lui ignora le lamentele di lei e le chiede spiegazioni sui superstiti dell’Hera.

Anna gli riassume brevemente i fatti, ma Hassan pensa che siano troppo assurdi per essere veri. Quelle persone hanno avuto fin troppa fortuna. È convinto che ci sia qualcosa sotto, e si preoccupa del fatto che Anna invece paia fidarsi ciecamente di Jack. Le chiede di tenere gli occhi aperti.

Lei è combattuta, perché si sente al sicuro con Jack, ma allo stesso tempo Hassan ha un forte ascendente su di lei. Vorrebbe in qualche modo sistemare le cose tra loro, o magari solo abbracciarlo, ma non ha il coraggio di farlo.

La comparsa del coniglio ai suoi piedi allenta la tensione fra i due e Anna promette di stare attenta.

Subito dopo si attiva il sistema antincendio.

È sicuramente stato Robert. Li vede sul circuito video di emergenza, che trasmette ancora le immagini della sala comunicazione e della serra. Ciò significa che si trova nella sala del server secondario, dalla parte opposta dell’edificio.

Anna e Hassan raggiungono Jack, mentre il sistema antincendio ha attivato tutti gli erogatori di acqua, polveri e anidride carbonica del laboratorio e della parte del corridoio antistante. Superano una porta tagliafuoco, oltre la quale il sistema è disattivato.

Adesso Robert non può vedere dove si trovano, ma loro sanno dove è lui. Potrebbero andare a prenderlo, ma Hassan insiste per riattivare prima di tutto il server principale.

Jack si offre di cercare Robert. Anna d’istinto dice di voler andare con lui, ma Hassan reagisce in malo modo. Non le permetterà di allontanarsi da lui. Dà a Jack il folio di Anna, con quello potrà orientarsi nella stazione.

Jack si allontana, nonostante le proteste di Anna, la quale poi se la prende con Hassan per averlo mandato a rischiare la vita. Ma Hassan è convinto che Robert ce l’abbia solo con loro e non farà nulla a Jack. E poi voleva toglierselo dai piedi, perché non si fida di lui.

Anna cerca di litigare, ma Hassan non si fa coinvolgere.

Quando raggiungono la stanza del server, scoprono che è ancora attivo, seppur scollegato dalla rete della stazione. I cavi di collegamento a fibre ottiche sono stati strappati.

Hassan ne sostituisce uno e riavvia il server. Torna la luce e la videosorveglianza, ma il server di emergenza non dà più la priorità a quello principale, poiché, non trovandolo più online per lungo tempo, si è riprogrammato come master. Inoltre le telecamere della sala del server secondario, dell’infermeria e di altri locali adiacenti sembrano spente. L’immagine trasmessa è buia.

Prima che possano decidere sul da farsi, scatta di nuovo l’allarme antincendio. Hassan si accorge che qualcosa non va. Le porte tagliafuoco si stanno chiudendo, minacciando di imprigionarli.

Anna e Hassan corrono nel corridoio, superano un paio di porte, ma poi ne raggiungono una che è quasi chiusa. Tentano di bloccarla, in modo tale da poter passare. Hassan dice ad Anna di infilarsi nello spiraglio rimasto aperto, ma lei si rifiuta di lasciarlo indietro. Corre a prendere un’ascia da una vetrinetta di emergenza per incastrarla tra il pannello e lo stipite. Nel frattempo Hassan si è messo di fronte al battente per bloccarlo. Con notevole sforzo riescono a incastrare l’ascia per il tempo necessario a passare entrambi dall’altra parte, prima che la porta si serri definitivamente.

Subito dopo vedono che la porta successiva si sta chiudendo. Corrono, ma arrivano quando è già troppo tardi.

Intrappolati in un tratto del corridoio senza altre uscite, si arrendono e si lasciano cadere seduti a terra. Subito dopo l’IA dell’unità centrale annuncia che il supporto vitale è stato disattivato.

Anna è terrorizzata e scoppia in lacrime, si chiede cosa ci faccia su Marte. Adesso potrebbe essere sposata e felice sulla Terra.

Hassan aggiunge che potrebbe avere dei figli.

Ma Anna reagisce in maniera esagerata a questa sua affermazione. L’idea di avere figli la terrorizza. Lo accusa di pensare che lei avrebbe fatto meglio a restare sulla Terra a fare figli.

Hassan cerca di trattenersi e le fa notare che è lei a pensarlo, è lei che vuole vedere sempre il peggio in lui.

Ma Anna si rimette a piangere, al che Hassan, sebbene infastidito, cerca di rassicurarla. Ci vorrà molto tempo prima che l’ossigeno finisca e la temperatura si abbassi. Nel frattempo a Houston si saranno accorti di quanto successo e avranno riattivato il supporto vitale. Anzi, decide di inviare lui stesso un messaggio col suo folio.

Anna però teme che, durante l’attesa, Robert decida di ucciderli. Suggerisce un modo per stanarlo e si avvicina ad Hassan per baciarlo. Lui inizialmente la respinge, perché sa che lei è solo in cerca di conforto, ma Anna insiste. E alla fine anche lui cede. Lei si siede a cavalcioni sulle gambe di lui e si baciano, in quella che sembra una sorta di riconciliazione, poi restano l’uno nelle braccia dell’altra, facendo scivolare via l’angoscia.

L’unità centrale annuncia che il supporto vitale è stato riattivato. Anna e Hassan sono stupiti. È passato troppo poco tempo perché un eventuale comando da Houston possa essere arrivato fino a Marte. Le porte tagliafuoco si aprono e sono liberi.

Mano nella mano raggiungono il centro della stazione. Poi sentono un urlo.

Si dirigono nella direzione da cui è giunto, nell’ala ovest. Mentre si avvicinano all’infermeria, notano una microcamera sul soffitto con l’obiettivo coperto da uno strato annerito, sebbene sia ancora accesa.

Si affacciano in infermeria. La sala antistante a quella delle visite mostra i segni di una colluttazione. Nella saletta visite la situazione è anche peggiore. Il dispositivo di scansione è rovesciato ed emette scintille.

Una voce chiede aiuto. Anna vede Jack seduto per terra con un bisturi piantato nella spalla sinistra, ma subito dopo Hassan trova Robert riverso a terra, travolto dal dispositivo di scansione.

È morto.

Nel frattempo, al controllo missione, Jan segue l’attività dei tecnici. Ha capito da quello che è stato detto che sono state rilevato tre o forse quattro persone all’interno della Stazione Alfa, quindi sono tutti vivi. Poi, però, c’è stata tutta una serie di strani allarmi antincendio e il supporto vitale è stato disattivato.

Gray l’ha riattivato da remoto, ma ci vorranno sedici minuti prima che il comando giunga a Marte.

In quel momento Kirsten fa il suo ingresso nella sala di controllo, accompagnata dalla guardia di sicurezza Martin Logan. Il suo arrivo, e soprattutto il suo strano abbigliamento, crea un po’ di scompiglio tra i presenti. Jan è felicissimo di vederla, mentre Nichols cerca di essere cortese e dissimulare il suo divertimento.

Mentre Jan e Kirsten parlano, arrivano delle nuove informazioni da Marte. Sono delle immagini buie registrate dell’infermeria, della stanza del server secondario e di altri locali vicini. Jan è in parte distratto dalla presenza della sorella, mentre Gray recupera dei filmati ripresi da altre microcamere, che seguono con difficoltà la fuga di Anna e Hassan durante l’attivazione dell’allarme. Infine li riprendono quando restano intrappolati.

Delle reazioni scomposte emergono nella sala quando sullo schermo si vedono Anna e Hassan che si baciano. Nichols ordina di interrompere subito il video, ma non riesce a farlo prima che Jan lo veda. Questi, sconvolto, esce dalla sala seguito dalla sorella. Si sente uno stupido a essersi illuso che tra lui e Anna sarebbe tornato tutto come prima. Kirsten cerca di fargli capire che sono passati degli anni, nei quali anche lui ha avuto altre storie e che quello che ha visto potrebbe non significare nulla.

In quel momento arriva una chiamata da un numero sconosciuto. Il database telefonico lo riconosce come il recapito di Renee Anders. Jan la aggredisce verbalmente e poi chiude la chiamata. Renee gli manda subito un messaggio. Jan è tentato di cancellarlo, ma poi lo legge.

La NASA sta facendo di tutto per sviare l’attenzione dell’opinione pubblica, parlando del ritrovamento dell’equipaggio dell’Hera e della nuova missione. Ma è solo per nascondere cosa è accaduto nella Stazione Alfa. Ho avuto notizia da una fonte interna di una scoperta importante, di cui però non si conoscono i dettagli.’

Dopo che Hassan gli ha suturato la ferita, Jack racconta che, quando è andato a cercare Robert, ha atteso che questi lasciasse la stanza del server di emergenza per poi riattivare il supporto vitale e disattivare la chiusura delle porte tagliafuoco. Subito dopo, però, Robert l’ha trascinato nell’infermeria e l’ha colpito con un bisturi. Jack è riuscito a spingere Robert contro il dispositivo di scansione, che gli è caduto addosso, uccidendolo.

Hassan non sembra molto convinto del suo racconto, ma evita di commentare.

Quando lui e Anna restano soli, decidono di portare il corpo di Robert all’obitorio, ma prima di farlo si accorgono che la microcamera dell’infermeria è annerita proprio come quella del corridoio. La staccano dal supporto per osservarla da vicino. Il dispositivo funziona, ma la parte ottica è coperta da uno strato scuro, come se la plastica fosse bruciata, senza intaccare i circuiti.

Una volta trasferito il corpo in obitorio, Hassan se ne disinteressa per mostrare ad Anna cosa ha trovato in quelli di Dennis e Michelle, motivo per cui aveva cercato di parlare con lei prima che fuggisse.

Si tratta di un virus, uguale a quello che la stessa Anna aveva individuato nel campione preso dalla crepa nel deserto, e di cui, con tutto ciò che era accaduto nel frattempo, si era quasi dimenticata.

Hassan la rimprovera per non avergli detto nulla neppure a proposito di questa scoperta, vista la sua rilevanza. Il virus si trovava nelle masse tumorali di Dennis e nei linfonodi di Michelle. Nel primo caso sembrava responsabile dell’improvviso peggioramento del tumore, nel secondo invece non aveva dato nessuna sintomatologia.

Il virus aveva sintetizzato una proteina di colore blu, la cui struttura non è riconosciuta dall’analizzatore del laboratorio.

Ciò che differenzia il ceppo trovato nei due corpi e quello proveniente dal campione è che quest’ultimo è rivestito di una struttura cristallina a base di berillio, dovuta probabilmente alla composizione del terreno circostante. Hassan aveva scoperto il campione nel microscopio elettronico durante il periodo in cui Anna si nascondeva nel suo alloggio, dopo la morte di Michelle, e aveva collegato le due cose.

I due parlano della scoperta e arrivano ad alcune conclusioni. La struttura cristallina protegge il virus, ma si dissolve in presenza d’acqua. Il campione prelevato dalla crepa era praticamente privo d’acqua, essendo esposto all’atmosfera, ma quello sul fondo della carota di terreno di certo ne conteneva, spiegando così la presenza di frammenti di cristallo e l’assenza del virus stesso, che senza protezione si era denaturato.

Se il virus è ancora attivo, significa che il supposto batterio fossile all’interno del quale è stato rinvenuto non fosse affatto fossile, ma solo morto di recente. Ciò implica che non si trovasse da lungo tempo a contatto con la superficie, sottoposto a un costante bagno di radiazioni ionizzanti. Infatti Hassan ha scoperto che, poco tempo prima del campionamento svolto da Anna e Robert, c’era stato un terremoto nei pressi del sito, il quale probabilmente ha creato la crepa, portando in superficie il virus. Una successiva tempesta di polvere ha nascosto le altre tracce del sisma.

A quel punto il virus è stato portato alla Stazione Alfa. Se Dennis e Michelle erano infetti, c’era un’unica persona da cui potevano aver preso l’infezione: Robert, che si era procurato un taglio a una mano, maneggiando i campioni. Michelle l’aveva aiutato dopo l’incidente e forse si era infettata, per poi trasmettere l’infezione al marito.

Anna per un attimo teme che anche Hassan possa aver contratto in qualche modo l’infezione da Michelle, visto che sospetta fossero amanti, e poi averla trasmessa a lei. Ma Hassan, dopo averla tenuta per un attimo sulle spine, la rassicura, affermando di non aver avuto contatti sessuali con Michelle dopo quel giorno, anche perché in quello stesso periodo c’era stato un riavvicinamento tra lui e Anna.

Subito dopo decidono di praticare l’autopsia al corpo di Robert per trovare conferma della presenza del virus, ma non ce n’è bisogno. Appena tolgono il lenzuolo che lo copre, si accorgono che la sua pelle è ricoperta da una miriade di venature blu, che seguono i suoi percorsi nervosi. Esse sono dovute alla presenza di grandi quantità della proteina prodotta dal virus, che in qualche modo è diventata visibile dopo circa mezz’ora dalla sua morte.

Anna vuole prelevare un campione.

Si tratta di una grandissima scoperta, la prova che la vita esiste già su Marte. Non solo esiste un virus, ma anche almeno una specie di batteri che lo ospitano, e questo virus è in grado di passare con facilità a organismi molto più complessi come gli esseri umani.

L’entusiasmo della scoperta rianima Anna, che vuole a tutti i costi saperne di più, mentre Hassan è molto meno propenso a maneggiare questa entità biologica senza conoscere esattamente la natura del pericolo che rappresenta.

Infatti, a quanto pare, ha fatto impazzire Robert e ha peggiorato la malattia di Dennis. Forse Michelle stava bene solo perché il suo sistema immunitario non era sotto stress, a differenza di quello degli altri due.

Hassan preferisce consultare Nichols prima di procedere, ma Anna riesce a convincerlo a prelevare un solo campione da Robert, prima che il tessuto nervoso si deteriori. Quando però Hassan fa un’incisione nel collo del cadavere, da esso parte una scarica elettrica che fa saltare la lampada sopra il tavolo autoptico e gli provoca una scossa.

A Houston, Nichols ha ricevuto da Hassan le informazioni sul virus. In realtà lui ne è già a conoscenza da giorni, vale a dire da quando Hassan l’ha scoperto, ma ha preferito riferire a lui personalmente piuttosto che citarlo nel rapporto ufficiale, poiché sapeva che ciò avrebbe potuto compromettere la missione.

Adesso Nichols è combattuto. Sa che deve gestire la situazione nella maniera più adeguata, affinché non rappresenti un rischio sia per gli astronauti su Marte che per quelli dell’Isis 2, che li raggiungeranno.

Poco dopo Anna e Hassan ricevono un video di Nichols nel quale ordina loro di sigillare i corpi delle vittime, i loro alloggi, e di distruggere tutti i campioni per evitare il rischio di contagio. Quindi dovranno tornare a Ophir e far sottoporre a disinfezione tutta la Stazione Alfa dall’unità centrale. Gli scienziati dell’Isis 2 si occuperanno poi di analizzare i corpi e portare avanti la ricerca sul virus. Devono però sperare di non essersi infettati, altrimenti non potrà permettere loro di tornare sulla Terra.

Anna reagisce molto male al messaggio. Lei vorrebbe studiare il virus. Si tratta della sua scoperta e

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