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Deserto rosso: Abitanti di Marte

Deserto rosso: Abitanti di Marte

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Deserto rosso: Abitanti di Marte

valutazioni:
5/5 (1 valutazione)
Lunghezza:
208 pagine
2 ore
Pubblicato:
Nov 27, 2012
ISBN:
9781301420551
Formato:
Libro

Descrizione

Stazione Alfa: 1000 giorni, 5 persone.
Misteriose scoperte.
Amicizie, gelosie, odio, tradimento.
Morte.
Dov’è Anna?
Cosa si nasconde in Valles Marineris?

Questo romanzo è la seconda puntata della serie di fantascienza “Deserto rosso”.

Dopo 995 giorni su Marte l’entusiasmo dell’equipaggio dell’Isis si è trasformato in frustrazione e insofferenza. Le loro ricerche non danno i risultati sperati, i loro mezzi sono insufficienti e già una volta la NASA ha annullato il lancio di una seconda missione, che avrebbe dovuto portare nuovi colonizzatori e attrezzature sul pianeta.
Nel frattempo i rapporti tra i cinque membri della spedizione si sono fatti molto difficili. La Stazione Alfa è diventata teatro di una serie di conflitti, segreti, alleanze e rivalità.
Adesso una nuova finestra di lancio si sta per aprire, ma le notizie da Houston sono tutt’altro che confortanti. Mentre da un parte il ritrovamento di una possibile sacca di ghiaccio potrebbe dare una svolta positiva agli eventi, Anna, esasperata dai comportamenti insoliti di Robert e dalla guerra fredda con Hassan, si trova a meditare sulla possibilità di tornare sulla Terra.
Quando anche la morte si abbatte sui cinque abitanti di Marte, Anna trova nella fuga solitaria l’unica scelta possibile.
Marte avrà però in serbo per lei un’incredibile scoperta, chiave di un mistero nascosto nelle profondità di Valles Marineris.

“Deserto rosso – Abitanti di Marte” è un romanzo breve (circa 45.000 parole).

La puntata precedente è “Deserto rosso – Punto di non ritorno”.
La puntata successiva è “Deserto rosso - Nemico invisibile”.
L’ultima puntata è “Deserto rosso - Ritorno a casa”.

Pubblicato:
Nov 27, 2012
ISBN:
9781301420551
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore

Note: please scroll down for the English version.Nata a Carbonia nel 1974, Rita Carla Francesca Monticelli vive a Cagliari dal 1993, dove lavora come scrittrice, oltre che traduttrice letteraria e tecnico-scientifica. Laureata in Scienze Biologiche nel 1998, in passato ha ricoperto il ruolo di ricercatrice, tutor e assistente della docente di Ecologia presso il Dipartimento di Biologia Animale ed Ecologia dell’Università degli Studi di Cagliari.Da bambina ha scoperto la fantascienza e da allora è cresciuta con ET, Darth Vader, i replicanti, i Visitors, Johnny 5, Marty McFly, Terminator e tutti gli altri. Il suo interesse per la scienza si è sviluppato di pari passo, portandola, da una parte, a diventare biologa e, dall’altra, a seguire con curiosità l’esplorazione spaziale, in particolare quella del pianeta rosso.Ma soprattutto ama da sempre inventare storie, basate su questi interessi, e ha scoperto che scriverle è il modo più semplice per renderle reali.Tra il 2012 e il 2013 ha pubblicato la serie di fantascienza “Deserto rosso”, composta di quattro libri disponibili sia separatamente che sotto forma di raccolta. Quest’ultimo volume è stato un bestseller Amazon e Kobo in Italia, raggiungendo anche la posizione n. 1 nel Kindle Store nel novembre 2014, ed è tuttora uno dei libri di fantascienza più venduti in formato ebook.Grazie alla pubblicazione della serie, nel 2014 è stata indicata da Wired Magazine come una dei dieci migliori autori indipendenti italiani e ciò le è valso la partecipazione come relatrice al XXVII Salone Internazionale del Libro di Torino e alla Frankfurter Buchmesse 2014.“Deserto rosso” è anche la prima parte di un ciclo di opere di fantascienza denominato Aurora, che comprende inoltre “L’isola di Gaia” (2014), “Ophir. Codice vivente” (2016) e “Sirius. In caduta libera” (2018).“Nave stellare Aurora” è l’ultimo volume di questo ciclo ed è il suo quindicesimo libro.Oltre a quelli del ciclo dell’Aurora, nel 2015 ha pubblicato un altro romanzo di fantascienza, intitolato “Per caso”.La sua produzione include anche quattro thriller, vale a dire “Affinità d’intenti” (2015) e la trilogia del detective Eric Shaw: “Il mentore” (2014), che nella sua versione inglese edita da AmazonCrossing è stato nel 2015 al primo posto della classifica del Kindle Store negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Australia, raggiungendo oltre 170.000 lettori in tutto il mondo, “Sindrome” (2016) e “Oltre il limite” (2017).Dal 2016 è docente del “Laboratorio di self-publishing nei sistemi multimediali”, nell’ambito del corso di laurea triennale in Scienze della Comunicazione e del corso di laurea magistrale in Scienze e Tecniche della Comunicazione presso l’Università degli Studi dell’Insubria (Varese). Da questo laboratorio è tratto il suo saggio “Self-publishing lab. Il mestiere dell’autoeditore” (2020).Oltre che al Salone e alla Buchmesse, è stata chiamata a intervenire in qualità di autoeditrice, divulgatrice scientifica nel campo dell’esplorazione spaziale e autrice di fantascienza hard in eventi quali COM:UNI:CARE (2013) all’Università degli Studi di Salerno, Sassari Comics & Games (2015), Festival Professione Giornalista (2016) a Bologna, la fiera della media e piccola editoria Più Libri Più Liberi (2016) a Roma, Scienza & Fantascienza (2014, 2016, 2018, 2019 e 2020) all’Università degli Studi dell’Insubria (Varese) e Voci e Suoni di Altri Mondi (2018) nella sede di ALTEC a Torino.I suoi libri sono stati recensiti o segnalati da testate nazionali quali Wired Italia, Tom’s Hardware Italia, La Repubblica, Tiscali News e Global Science (rivista dell’Agenzia Spaziale Italiana).Appassionata dell’universo di Star Wars, in particolare della trilogia classica, è conosciuta nel web italiano con il nickname Anakina e di tanto in tanto presta la sua voce e la sua penna al podcast e blog FantascientifiCast. È inoltre una rappresentante italiana dell’associazione internazionale Mars Initiative e un membro dell’International Thriller Writers Organization.ENGLISH VERSIONRita Carla Francesca Monticelli is an Italian science fiction and thriller author.She has lived in Cagliari (Sardinia, Italy) since 1993, earning a degree in biology and working as independent author, scientific and literary translator, educator and science communicator. In the past she also worked as researcher, tutor and professor’s assistant in the field of ecology at “Dipartimento di Biologia Animale ed Ecologia” of the University of Cagliari.As a cinema addict, she started by writing screenplays and fan fictions inspired by the movies.She has written original fiction since 2009.Between 2012-2013 she wrote and published a hard science fiction series set on Mars and titled “Deserto rosso”.The whole “Deserto rosso” series, which includes four books, was also published as omnibus in December 2013 (ebook and paperback) and hit No. 1 on the Italian Kindle Store in November 2014.“Deserto rosso” was published in English, with the title “Red Desert”, between 2014 and 2015.The first book in the series is “Red Desert - Point of No Return”; the second is “Red Desert - People of Mars”; the third is “Red Desert - Invisible Enemy”; and the final book is “Red Desert - Back Home”.She also authored three crime thrillers in the Detective Eric Shaw trilogy - “Il mentore” (2014), “Sindrome” (2016), and “Oltre il limite” (2017) -, an action thriller titled “Affinità d’intenti” (2015), five more science fiction novels - “L’isola di Gaia” (2014), “Per caso” (2015), “Ophir. Codice vivente” (2016), “Sirius. In caduta libera” (2018), and “Nave stellare Aurora” (2020) - and a non-fiction book titled “Self-publishing lab. Il mestiere dell’autoeditore” (2020).“Il mentore” was published in English by AmazonCrossing with the title “The Mentor” in 2015.“Affinità d’intenti” was published in English with the title “Kindred Intentions” in 2016.All her books have been Amazon bestsellers in Italy so far. “The Mentor” was an Amazon bestseller in USA, UK, Australia, and Canada in 2015-2016.She is also a podcaster at FantascientifiCast, an Italian podcast about science fiction, a member of Mars Initiative and of the International Thriller Writers Organization.She is often a guest both in Italy and abroad during book fairs, including Salone Internazionale del Libro di Torino (Turin Book Fair), Frankfurter Buchmesse (Frankfurt Book Fair) and Più Libri Più Liberi (Rome Book Fair), local publishing events, university conventions as well as classes (University of Insubria), where she gives speeches or conducts workshops about self-publishing and genre fiction writing.As a science fiction and Star Wars fan, she is known in the Italian online community by her nickname, Anakina.


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Deserto rosso - Rita Carla Francesca Monticelli

Riassunto della puntata precedente:

Punto di non ritorno

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Nota: gli eventi della puntata precedente vengono qui riproposti in ordine cronologico, quindi non corrispondente a quello in cui vengono narrati nella novella.

Lo scopo del riassunto è di rinfrescare la memoria ai lettori della serie, non di sostituire la lettura della puntata precedente, essenziale per poter comprendere la storia.

La missione Hera è stato il primo tentativo della NASA di portare l’Uomo su Marte. Il progetto prevedeva di inviare sul pianeta due moduli abitativi, rispettivamente sul versante nord e sud di Valles Marineris, il più grande canyon del sistema solare, che sarebbero poi stati riutilizzati in futuro nella continuazione del programma, e di permettere agli astronauti di muoversi tra di essi e la stazione orbitante Mars Space Station (MSS) tramite l’uso di due navette.

Da subito, però, la missione è sembrata nascere sotto una cattiva stella, allorché uno dei due moduli abitativi ha mancato l’area di atterraggio e si è perso nel fondo del canyon Ophir Chasma, a oltre duemila metri di profondità. Ciononostante, cinque astronauti, con a capo il comandante Jack Diaz, sono partiti dalla Terra a bordo dell’Hera e hanno raggiunto senza problemi la MSS. Da qui quattro di loro hanno preso una navetta per scendere sulla superficie, ma, una volta che questa è penetrata nell’atmosfera, se ne sono perse le tracce. L’ultimo membro dell’equipaggio rimasto a bordo ha atteso invano fino alla fine della finestra di lancio per il viaggio di ritorno, nella speranza di vedere i suoi compagni tornare o almeno mettersi in contatto, ma, quando niente di tutto questo è avvenuto, ha inviato un video di addio alla sua famiglia e ha chiuso per sempre le comunicazioni col controllo missione.

Ventisei anni dopo il fallimento di Hera, un nuovo programma di esplorazione marziana, che preveda l’uso di equipaggio umano, sembra essere a un passo dal divenire realtà. Capeggiato dal vice-direttore del Johnson Space Center di Houston, Dennis Francis, famoso astronauta protagonista di importanti missioni relative alla costruzione della base lunare, e da sua moglie, Michelle Francis, geologa e astronauta, inizia il reclutamento da parte dell’agenzia spaziale degli altri tre membri dell’equipaggio necessari per la missione: un esobiologo, un tecnico aerospaziale e un medico.

Nasce così il programma Isis, il cui scopo non è più una serie di brevi visite di pochi mesi sulla superficie di Marte, ma l’inizio di un vero e proprio processo di colonizzazione che intende portare sul pianeta, dopo un viaggio di oltre 400 milioni di chilometri, degli uomini e delle donne, destinati a rimanerci per il resto della vita.

Anna Persson è un’esobiologa svedese, che lavora per l’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Durante un convegno a Parigi viene avvicinata da Maggie Moore, assistente del vice-direttore Francis del Johnson Space Center della NASA, e invitata a partecipare a breve termine a un colloquio per parlare di un suo possibile coinvolgimento in una missione marziana.

Anna, che sogna da tempo di diventare una vera astronauta e di avere la possibilità di mettere in pratica sul campo le proprie competenze, va a Bruxelles per rivedere la Moore. Nel recarsi alla colazione di lavoro, ha un incontro fortuito con Jan De Wit, uno scrittore del posto, dal quale rimane affascinata. Una volta giunta nel luogo del colloquio, scopre con piacere che al posto della Moore si trova invece a incontrare il suo capo, lo stesso Dennis Francis. Questi la mette al corrente del fatto che la missione in questione non è di esplorazione, bensì di colonizzazione del pianeta. Poco dopo riceve una telefonata da Jan, che, venuto casualmente in possesso della sua agenda, la invita a vedersi la sera stessa.

Quel primo appuntamento si trasformerà ben presto in qualcosa di più serio, finché quattro settimane dopo Jan infine confida ad Anna di essere ancora sposato, ma di aver chiesto proprio in seguito al loro incontro il divorzio a sua moglie Milja, con la quale era già in crisi da tempo. La donna decide di perdonarlo per non averle detto tutto dall’inizio, anche perché lei non ha ancora avuto il coraggio di raccontargli che il reclutamento a cui parteciperà di lì a qualche mese, se darà esito positivo, la porterà per sempre lontano dalla Terra.

La coppia si trasferisce a Houston, dove Jan continua a dedicarsi al suo lavoro, mentre Anna partecipa alla selezione e addestramento del possibile equipaggio della missione Isis. Passano mesi e poi anni, più di tre, e la donna non ha ancora detto tutta la verità al compagno, nell’attesa di sapere se farà veramente parte della missione, cosa della quale non è affatto sicura, per via delle difficoltà sia fisiche che psicologiche che sta riscontrando durante il reclutamento, nonostante l’appoggio costante di Michelle, che ben presto la prende sotto la sua ala protettiva.

Arriva finalmente il gran giorno e Anna scopre di essere stata selezionata, quando mancano appena otto mesi al lancio. Dopo varie esitazioni, racconta tutta la verità a Jan, prospettandogli addirittura la possibilità di seguirla a distanza di due o quattro anni. Quest’ultimo, però, ne rimane sconvolto e, sentendosi ferito per essere stato messo al secondo posto rispetto al desiderio della sua compagna di lasciare un segno nella storia, decide di lasciarla e tornare in Belgio.

Gli otto mesi passano in fretta, ma, prima di abbandonare definitivamente la Terra, Anna vuole incontrare per la prima e ultima volta suo padre, Omar Jibril.

Sua madre Birgit e Omar avevano avuto una relazione ai tempi dell’università, ma, quando la donna era rimasta incinta, lui l’aveva lasciata ed era tornato nel suo paese (in Medio Oriente) dove aveva poi sposato la sua fidanzata ufficiale. Da allora la donna aveva covato un odio profondo verso il Medio Oriente e l’aveva poi inculcato nella figlia Anna, che aveva finito per sviluppare una vera e propria intolleranza nei confronti non solo delle persone provenienti da quella parte del mondo, ma anche dei discendenti mediorientali, ovunque vivessero, che professassero la religione musulmana. In questo modo Anna aveva finito col rinnegare completamente le sue origini. Ciononostante aveva continuato a provare una curiosità quasi morbosa verso qualunque cosa che le riguardasse, che aveva represso per tutta la vita, anche dopo la morte della madre, avvenuta qualche anno prima.

Così ha assoldato un investigatore per cercare il padre e ha scoperto, a pochi giorni dal lancio, che ora vive con la sua famiglia, che comprende la moglie Leila e tre figli (una ragazza e due ragazzi), a Milano, ma proprio in quel periodo si trova in vacanza in Baviera. Raggiunto l’hotel del padre, riesce a scoprire la sua camera e bussa alla sua porta, quando sa che è solo.

Omar però è tutt’altro che felice di conoscerla. Sebbene paia colpito dall’apprendere della morte di Birgit, le chiede di andarsene, nonostante Anna arrivi addirittura a pregarlo di parlare con lei. Questo rifiuto categorico sconvolge la donna a tal punto che, mentre se ne sta andando, nel vedere una foto del padre con i tre figli, viene colta da un raptus d’ira e lo colpisce con un tagliacarte, abbandonandolo poi riverso sul suo sangue. Subito dopo scappa via, senza il minimo rimorso, contando sul fatto che in meno di una settimana sarà in viaggio verso Marte, dove nessuna giurisdizione potrà mai raggiungerla.

Una volta tornata a Houston, galvanizzata da quel gesto estremo, che sembra aver cancellato tutti i suoi fantasmi, Anna scopre con suo enorme disappunto che il medico selezionato per la missione, Liang, ha dato forfait per motivi personali e al suo posto è subentrato il pilota e medico Hassan Qabbani, di chiare origini mediorientali, che diventerà il secondo in comando dopo Dennis. Tra i due non vi era di certo un buon rapporto già durante il reclutamento, per via del comportamento sfacciatamente razzista della donna, che aveva scatenato tra di loro una sorta di guerra fredda. La scoperta che Hassan, che adesso le ricorda suo padre, sarà una delle altre quattro persone, con le quali dovrà passare il resto della sua vita, è davvero un brutto colpo, che fa insorgere una discussione tra lei e Dennis, durante la quale viene a sapere che in realtà è ancora in tempo per ritirarsi.

Così, da un momento all’altro, Anna, che è sempre stata una donna profondamente indecisa e portata a oscillare tra convinzioni spesso opposte, decide di ricontattare Jan. Se lui la vorrà ancora, lascerà la missione. Ma questo suo nuovo intento s’infrange quando a rispondere al telefono di Jan è invece Milja.

E allora Anna parte con la missione Isis. Insieme a lei, oltre a Dennis, Michelle e Hassan, c’è il tecnico aerospaziale Robert Green, col quale diventa presto ottima amica. Durante il lungo viaggio, passano spesso del tempo insieme a guardare la Terra trasformarsi in una stella azzurra in lontananza. Robert è una persona simpatica, talvolta sopra le righe, ma proprio l’amico del quale Anna ha bisogno, nonostante le sue inconsuete proposte: come, per esempio, piantare nella serra, che avranno su Marte, dei semi di marijuana.

Il viaggio giunge al termine. La manovra di discesa avviene senza grandi difficoltà e alla fine l’equipaggio raggiunge la Stazione Alfa, situata nel Lunae Planum, sull’emisfero nord marziano, che da oggi in poi diventerà la loro casa.

Grazie al successo della missione Isis finalmente l’Uomo riesce ad arrivare su Marte trenta anni dopo il suo primo tentativo.

Passano circa mille sol (giorni marziani) nella Stazione Alfa e l’entusiasmo dell’arrivo è del tutto scemato. In quasi un anno e mezzo marziano (circa tre anni terrestri) le ricerche dei coloni non hanno dato i frutti sperati, il lancio dell’Isis 2, che sarebbe dovuta giungere sul pianeta un anno marziano dopo il loro arrivo, non c’è mai stato e adesso si parla di un nuovo lancio, ma anche questa volta non ci sono certezze.

La situazione precipita ulteriormente trasformandosi in un vero incubo quando Dennis muore di cancro, Michelle si suicida e Robert si abbandona alla sua dipendenza dalle droghe. Anna, che in tutto questo tempo sembra non aver mai perso la sua diffidenza nei confronti di Hassan, arriva a sospettare che quest’ultimo sia in qualche modo responsabile delle due morti e, per paura nei riguardi della sua incolumità, finisce per isolarsi, cadendo in uno stato di depressione sempre più profondo, finché un giorno fa qualcosa che sembra del tutto folle.

All’alba, di nascosto e mossa da una motivazione misteriosa, lascia la Stazione Alfa a bordo di un rover, con aria e provviste per poco più di due giorni e si addentra verso sud nel deserto marziano.

Il suo ha tutta l’aria di essere un gesto suicida.

Hassan cerca di fermarla, ma lei, complice una provvidenziale tempesta di polvere, riesce a far perdere le sue tracce. Disattiva il transponder del suo rover e la comunicazione col satellite, per evitare qualsiasi contatto anche con la Terra.

Durante i due giorni di viaggio nel deserto, la donna ripercorre gran parte degli eventi accaduti, che l’hanno portata su Marte (quelli narrati fin qui nel riassunto). Nel secondo giorno giunge al cosiddetto punto di non ritorno, oltre al quale non avrà abbastanza aria nel rover per tornare alla Stazione Alfa, anche se in realtà le otto ore di aria rimanenti nella sua tuta le danno un’autonomia superiore.

Finalmente giunge nei pressi del sistema di canyon di Valles Marineris, in corrispondenza di Ophir Chasma. Qui si sofferma a scattare delle foto, che poi invia al controllo missione. Nel farlo si collega al satellite e così scarica un messaggio inviatole da Houston qualche ora prima. Con sua enorme sorpresa esso contiene un video di Jan, registrato al controllo missione, in cui lui le chiede di tornare indietro, le conferma che la NASA sta veramente cercando di riportarli a casa e le dice che l’ama ancora e che l’aspetta.

Le sue parole sembrano colpire la donna, che piange nell’ascoltarle, ma questa volta decide che non fuggirà, come ha sempre fatto nel passato, e porterà a termine il compito che si è prefissata. Perciò Anna risponde con un breve messaggio di testo e chiude la comunicazione col satellite, per poi riprendere il suo viaggio.

In cerca della sua meta misteriosa, qualche ora dopo si imbatte in un modulo abitativo abbandonato. Si tratta dell’edificio che avrebbe dovuto ospitare l’equipaggio dell’Hera, ma che non era mai stato raggiunto da anima viva e già da molti anni aveva smesso di trasmettere dati alla Terra.

Con delusione la donna si rende conto che quella non può essere la destinazione finale del suo viaggio. Tenta comunque di entrare, nella speranza di trovare dei nuovi filtri ai carboni attivi, per sostituire quelli del rover e aumentare la sua autonomia d’aria, ma nessuno dei comandi esterni all’edificio sembra funzionare. Sale allora sul tetto per vedere se riesce a interfacciarsi col ricevitore dell’antenna, che ha trovato spezzata nei pressi della stazione. Qui però scopre che l’intero sistema di alimentazione, basato su pannelli fotovoltaici, è completamente fuori uso. Il modulo è del tutto privo di energia e non c’è per lei alcun modo di penetrare all’interno.

Da sopra il tetto, però, vede in lontananza il riflesso generato da una lastra metallica in mezzo alla pianura, in direzione del canyon. La realtà aumentata della sua tuta le suggerisce che si tratta del pezzo della fusoliera di una navetta.

Anna riparte col rover e ben presto si ritrova di nuovo ai margini del canyon. È però molto tardi. Sotto di lei c’è un dislivello di duemila metri e il tempo a disposizione prima del tramonto è di sole tre ore. Durante la notte le temperature scendono ben oltre la soglia di tolleranza della tuta, che si indossa per muoversi sulla superficie marziana, e, se si trovasse all’aperto, morirebbe di certo assiderata. D’altra parte passare le ore che mancano alla prossima alba nel rover significherebbe comunque ritrovarsi con la poca aria della tuta ad attendere la propria morte.

Dopo averci riflettuto un po’, la donna, all’improvviso, decide di tornare indietro. Non ha senso morire senza aver trovato quello che cerca. Può sempre riferire ciò che sa. Forse potrebbe essere sufficiente per raggiungere il suo scopo. Si rende conto che se viaggiasse per gran parte delle diciassette ore di autonomia, che le sono rimaste, potrebbe avvicinarsi abbastanza alla Stazione Alfa da permettere ad Hassan di venirle incontro con l’altro rover.

Ma, mentre si affretta a tornare al mezzo, per verificare se abbia abbastanza carburante per viaggiare anche al buio, la roccia sotto di lei cede e Anna rotola giù nel canyon, finché si ferma in un ripiano posto a circa cinquanta metri di profondità.

Quando riprende conoscenza, scopre che la realtà aumentata funziona in maniera irregolare. La sua tuta pare integra, ma ha una caviglia slogata e non riuscirà mai a risalire. Inoltre il sole sta tramontando.

A

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