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Gli Attacchi di Panico
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E-book151 pagine2 ore

Gli Attacchi di Panico

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Info su questo ebook

L’attacco di panico si presenta con una intensa sensazione di paura che insorge improvvisamente non necessariamente causata dall’esposizione ad una situazione che è abitualmente ansiogena, e nel giro di pochi minuti si intensificano molti sintomi tipici di un attacco d’ansia, come: difficoltà a respirare, tremori, sudorazione, tachicardia, sino a portare credere di star per morire.

LinguaItaliano
Data di uscita10 apr 2012
ISBN9781476029214
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    Anteprima del libro

    Gli Attacchi di Panico - Michele Bersani

    L’attacco di panico si presenta con una intensa sensazione di paura che insorge improvvisamente non necessariamente causata dall’esposizione ad una situazione che per il soggetto è abitualmente ansiogena, più spesso ad esordio improvviso e nel giro di pochi minuti si intensificano alcuni sintomi tipici di un attacco d’ansia, come: difficoltà a respirare, tremori, sudorazione, tachicardia, che portano il soggetto a credere di stare per morire o di impazzire. Chi soffre di panico molto spesso è colto da svariate fobie che non riesce a gestire: uscire da soli da casa, ma anche stare soli in casa risulta essere un’impresa; attraversare uno spazio aperto, ma anche stare in uno spazio ristretto come un ascensore, oppure anche utilizzare mezzi di trasporto come autobus e macchina può causare un attacco di panico. Le cause che si nascondono dietro a questo modo di sentirsi non sono mai riconducibili a fatti obbiettivi o a dati concreti, bensì a motivazioni psicologiche molto profonde. Sembrerebbe che chi ha paura di tutto teme ciò che è esterno, e che è avvertito come minaccioso, ma questo è frutto di una proiezione: avviene cioè che si porti sull’esterno, al di fuori di se stessi, la causa della propria paura. L’ansia è uno stato comune a tutti, tutti noi la conosciamo, poiché ci accompagna nel quotidiano nell’affrontare gli impegni e le responsabilità di tutti i giorni, ma se si oltrepassano certi limiti di ansia subentra un malessere percepito, un disagio, più o meno intenso, detto comunemente stress. In linea di massima quando compaiono sensazioni più o meno improvvise di questo tipo, si possono sempre ricollegare a un pensiero, al nostro auto-dialogo, la cosiddetta coscienza, per capirci o a immagini mentali, che in quel momento attraversano la mente. Magari possono esser dovute al modo in cui stiamo percependo, interpretando la situazione in cui siamo calati. Di tale concomitanza pensiero-angoscia non siamo sempre consapevoli, spesso sono fenomeni che procedono in automatico, sotto soglia rispetto alla coscienza. Però questo moto improvviso che avviene a livello emotivo altro non è che un segnale, un veicolo di preziose informazioni rispetto a pericoli potenziali che cogliamo intorno a noi, ma più che altro di informazioni su di noi, su come ragioniamo, a cosa diamo importanza, cosa temiamo. I sintomi del disturbo di panico, spesso identici a patologie fisiche, portano il paziente ad essere convinto d’essere portatore di crisi cardiache o respiratorie, con la sensazione di correre gravi rischi di salute fino alla paura di una morte imminente. Vi è la percezione, dunque, di un’entità esterna alla persona stessa che appunto attacca, disturba, talvolta a ciel sereno, in altre parole senza nessuna causa apparente, attraverso i suoi sintomi: in questo senso i sintomi somatici sono dati concreti che possono essere toccati con mano. Si può dire che la persona che soffre di ansia e panico sperimenta la sofferenza attraverso la sua carne, i suoi respiri soffocati, la debolezza che talvolta porta allo svenimento dei sensi; il cuore batte all’impazzata ed i brividi e le vampate di calore attraversano il corpo ad ondate. Un attacco di panico viene definito come un periodo distinto di intensa paura o disagio, accompagnato da almeno quattro sintomi somatici o cognitivi quali, tra gli altri, palpitazioni, tremore, tachipnea, sudorazione e senso di soffocamento. Il disturbo di panico è spesso accompagnato da agorafobia, cioè paura di essere da solo in un luogo pubblico (p.es., un supermercato) soprattutto in posti dai quali sarebbe impossibile una fuga rapida se il soggetto presentasse un attacco di panico. Il primo attacco di panico è spesso del tutto spontaneo, anche se occasionalmente può far seguito a eccitazione, esercizio fisico, attività sessuale o a un trauma emotivo modesto; per soddisfare i criteri diagnostici per disturbo di panico, almeno i primi attacchi devono essere inaspettati . Gli attacchi di panico spesso iniziano con un periodo di dieci minuti di rapido aumento della gravità dei sintomi. I pazienti di solito non sono in grado di riferire la fonte della loro paura, si sentono confusi e hanno difficoltà di concentrazione. I pazienti spesso cercano di abbandonare qualunque situazione nella quale si trovano per cercare aiuto. Soffrire di Disturbo di Panico è quindi estremamente invalidante; la propria autonomia viene notevolmente ridotta e si inizia a convivere, con estrema difficoltà, con la paura della paura, evitando luoghi e contesti considerati off limits perché probabili cause scatenanti. L’evitamento è, dunque,un fattore di mantenimento dell’attacco di panico perché nel caso di situazioni critiche, limita la possibilità del soggetto di provare ansia e di scoprire che questa non porta alla catastrofe. Si entra così in un circolo vizioso in cui il soggetto più pensa alla propria condizione, più sta male e difficilmente riesce a vedere uno spiraglio di guarigione. Tuttavia si può uscire dal panico e dall’agorafobia: la terapia cognitivo comportamentale è un valido strumento, ma ve ne sono altri forse ancor più validi che illustreremo nel corso di questa trattazione, attraverso cui è possibile modificare i pensieri disfunzionali, quelli che generano paura ed evitamento. Vi sono anche varie tecniche che permettono di controllare le risposte emotive e di modificare le risposte di fuga ed evitamento. Parimenti, si possono apprendere, stili di coping più funzionali, sperimentando ed accrescendo il proprio senso di autoefficacia, in modo tale che l’esperienza degli attacchi di panico diventi una pagina superata del libro della propria vita.

    ANSIA E ATTACCHI DI PANICO

    Ansia e attacchi di panico vengono definiti dai medici una paura senza il suo oggetto, proprio perché molto spesso compare senza un perché: si vive come stato ansioso e può presentarsi anche quando non vi è un reale ed imminente pericolo. Spesso si manifesta con una palpitazione, una forte sudorazione oppure una sensazione di fiato corto. Aumenta improvvisamente, portandoci a pensieri di eccessiva preoccupazione per il futuro, paura di non poter o non saper fronteggiare i problemi e la vita di tutti i giorni, come le responsabilità sul lavoro e nella famiglia. Alcune volte mandiamo dei segnali alle persone che ci stanno attorno, comportandoci in modo diverso ed insolito: muovendoci più in fretta, rosicchiandoci le unghie, fumando eccessivamente. Non dimentichiamoci che il nostro corpo registra tutto, ricorda tutto. Quando è il momento, fa lampeggiare un segnale sotto forma di dolore, di un disturbo, di una contrazione muscolare. Non basta correre in palestra sfinendosi di esercizi per scaricare la tensione, oppure prendere qualche pillola sperando che tutto passi. Prima o poi il corpo rimanderà nuovamente il segnale, costringendoci ad ascoltarlo. Ansia e attacchi di panico sono la risposta corporea a un disagio della mente, è un’emozione, una sensazione di apprensione molto spiacevole, di paura, di minaccia alla nostra integrità psico-fisica, spesso accompagnata da modificazioni somatiche. Esiste anche un grado d’ ansia e attacchi di panico normale, ovvero una risposta naturale dell’organismo a situazioni di stress o pericolo. E’ quando questa risposta diventa eccessiva che l’ansia e attacchi di panico possono divenire un grave problema, da non sottovalutare. Un minimo di stato ansioso è incentivante per le nostre attività, ci permette di rendere di più, per esempio ci stimola a studiare di più in vista di un esame. Ansia e attacchi di panico normali sono lieve e durano poco e sono proporzionati rispetto alla difficoltà che abbiamo di fronte: non diventa mai un ostacolo all’attività ma ci rende più pronti, attenti, efficienti. Ansia e attacchi di panico diventano un problema quando sono molto intensi e sgradevoli, si presentano costantemente e continuativamente, per periodi sempre più lunghi, iniziando a compromettere le nostre attività di tutti i giorni, come quelle lavorative ed i rapporti con colleghi e familiari. Quando l’ ansia e attacchi di panico smettono di essere uno stimolo e divengono un vero e proprio disturbo, si parla di ansia patologica .

    Schematicamente, le due tipologie di ansia e attacchi di panico (normale e patologica), si manifestano così

    Ansia e attacchi di panico normale

    •intensità normale e proporzionata rispetto alla difficoltà da fronteggiare

    •durata breve e limitata nel tempo

    •assenza di sensazione di sgradevolezza o di sofferenza

    •aumenta l’efficacia ed il rendimento delle nostre attività, non compromette quelle lavorative, né il rapporto con le altre persone.

    Ansia e attacchi di panico patologica

    •intensità eccessiva rispetto alla difficoltà da fronteggiare

    •durata costante, ripetitiva e protratta nel tempo

    •sensazione di disagio e di sofferenza

    •ridotte capacità di concentrazione, memoria, efficienza personale

    •difficoltà nei rapporti sociali.

    L’ansia e attacchi di panico per loro natura sono intensi e crescono rapidamente. Causa una diminuzione dei pensieri, della concentrazione e dell’attenzione, generando dei blocchi, impedendoci di pensare a come risolvere efficacemente le situazioni. In realtà, non è un vero proprio blocco: quando siamo in uno stato ansioso, così come respiriamo più velocemente, pensiamo anche più velocemente; il fatto negativo è che ci focalizziamo solo sul problema, rivedendolo, rivisitandolo, cosicché l’unica via d’uscita che troviamo è la fuga. Le persone ansiose sopravvalutano il potenziale dannoso e pericoloso degli eventi e sottovalutano la loro capacità di poterli fronteggiare e risolvere. Dato che la persona ansiosa è portata a cercare una vita d’uscita, ogni volta che in futuro sorgerà un nuovo attacco ansioso, la ricerca di quel comportamento di fuga che ha funzionato in passato sarà sempre più forte. Non bisogna fare l’errore di sottovalutare i pensieri altamente distruttivi di una persona ansiosa. Tali pensieri possono aggravarsi e divenire disastrosi: pensieri di questo tipo accompagnano sempre una crisi d’ansia e attacchi di panico, fino a generare veri e propri attacchi di panico, avvertendo un presagio di conseguenze drammatiche, come un infarto, un ictus, addirittura la morte.

    L’ansia e attacchi di panico può essere:

    •Acuta e quando si manifesta attraverso attacchi di panico, ovvero vere e proprie crisi d’ansia, estreme, sconvolgenti, con riflessi sia fisici che psichici.

    Può provocare paure estreme, come quella di morire, di ammalarsi gravemente, di impazzire, di perdere il controllo. Il disturbo da attacchi di panico è caratterizzato da una serie continua di crisi, del tutto imprevedibili, nelle situazioni più diverse.

    Gli attacchi di panico intervengono improvvisamente, senza la possibilità di trovarne la causa, senza che sia effettivamente capitato qualcosa di preoccupante.

    E’ un disturbo che interviene solitamente attorno ai 30 anni e pare che ne siano colpite in particolar modo le donne.

    Le modalità di comparsa sono differenti:

    - può durare per brevissimi

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