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Le Fobie

Le Fobie

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Le Fobie

Lunghezza:
168 pagine
1 ora
Pubblicato:
10 apr 2012
ISBN:
9781476059945
Formato:
Libro

Descrizione

La fobia è una paura irrazionale e sproporzionata per oggetti, situazioni o attività che non rappresentano di per sé una reale minaccia e verso cui la maggior parte delle persone si confronta senza particolari difficoltà. Chi ne soffre, infatti, è sopraffatto dal terrore all'idea di venire in contatto con il proprio oggetto fobico, che si traduce in limitazioni di libertà anche gravi.

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10 apr 2012
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9781476059945
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Libro

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Le Fobie - Emanuele Viesti

La fobia è una paura estrema, irrazionale e sproporzionata per oggetti, situazioni o attività che non rappresentano di per sé una reale minaccia e verso cui la maggior parte delle persone si confronta senza particolari difficoltà. Chi ne soffre, infatti, è sopraffatto dal terrore all'idea di venire in contatto con il proprio oggetto fobico o di fronte alla prospettiva di compiere un'azione che lascia indifferenti la maggior parte delle persone (ad esempio, il claustrofobico non riesce a prendere l'ascensore o la metropolitana, o più in generale a trovarsi in piccoli ambienti chiusi). Si tratta comunque di condizioni che in generale non sono considerate come estremamente piacevoli da quasi nessuno: in molti non amano gli insetti, dividere spazi angusti con altre persone, parlare di fronte ad una folla immensa e così via. La differenza tra il fastidio ed il disturbo vero e proprio, sta nel fatto che le persone che soffrono di fobie si rendono perfettamente conto dell'irrazionalità di certe reazioni emotive, ma non possono controllarle e quindi il tentativo di evitarle e le manifestazioni fisiologiche che compaiono in tali circostanze sono irresistibili. La presenza dell'oggetto fobico, o talvolta anche solo il pensiero di esso, induce alcuni sintomi fisiologici come tachicardia, disturbi gastrici e urinari, nausea, diarrea, senso di soffocamento, rossore, sudorazione eccessiva, tremito e spossatezza. Si sta male e si desidera una cosa sola: fuggire. Scappare, d'altra parte, è una strategia di emergenza. La tendenza ad evitare tutte le situazioni o condizioni che possono essere associate alla paura, sebbene riduca sul momento gli effetti della paura, in realtà costituisce una micidiale trappola: ogni evitamento, infatti, conferma la pericolosità della situazione evitata e prepara l'evitamento successivo (in termini tecnici si dice che ogni evitamento rinforza negativamente la paura). Tale spirale di progressivi evitamenti produce l'incremento, non solo della sfiducia nelle proprie risorse, ma anche della reazione fobica della persona, al punto da interferire significativamente con la normale routine dell'individuo, con il funzionamento lavorativo o scolastico oppure con le attività o le relazioni sociali.

Secondo il DSM-IV, la fobia consiste in una paura intensa e persistente, provocata dalla presenza o dall'attesa di un oggetto o situazione specifici. Tale paura risulta eccessiva o immotivata rispetto alla reale pericolosità dell’oggetto. Esempi di tali stimoli possono essere: paura di volare (in aereo), paura di guidare, trovarsi su altezze, alcuni animali, vedere il sangue, trovarsi in un posto stretto e chiuso ecc. L’individuo ha una immediata risposta d’ansia se è esposto allo stimolo fobico. Tale risposta può avere la forma di un Attacco di Panico situazionale o sensibile alla situazione. Nei bambini l'ansia può essere espressa piangendo, con scoppi di ira, con irrigidimento, o con l'aggrapparsi a qualcuno. L’individuo, se adulto, è consapevole che la sua paura è eccessiva o immotivata, ma non riesce a controllarla. L’individuo cerca in ogni modo di evitare la situazione o l’oggetto fobico; nel caso in cui non possa evitarlo, manifesta comunque forte ansia o disagio. Questi comportamenti finalizzati all’evitamento dell’oggetto, l'ansia anticipatoria o il disagio nella situazione fobica tendono a interferire in modo importante con la vita abituale dell’individuo, quindi c’è una compromissione del funzionamento lavorativo (o scolastico) interpersonale e sociale, oppure l’individuo prova un forte disagio a causa della fobia.

LE FOBIE – TIPOLOGIA E CARATTERI

La fobia è una paura marcata e persistente con caratteristiche peculiari: è sproporzionata rispetto al reale pericolo dell’oggetto o della situazione; non può essere controllata con spiegazioni razionali, dimostrazioni e ragionamenti; supera la capacità di controllo volontario che il soggetto è in grado di mettere in atto produce l’evitamento sistematico della situazione-stimolo temuta permane per un periodo prolungato di tempo senza risolversi o attenuarsi; comporta un certo grado di disadattamento per l’interessato; l’individuo riconosce che la paura è irragionevole e che non è dovuta ad effettiva pericolosità dell’oggetto, attività o situazione temuta. La fobia è dunque una paura estrema, irrazionale e sproporzionata per qualcosa che non rappresenta una reale minaccia e con cui gli altri si confrontano senza particolari tormenti psicologici. Chi ne soffre, infatti, è sopraffatto dal terrore all'idea di venire a contatto magari con un animale innocuo come un ragno o una lucertola, o di fronte alla prospettiva di compiere un'azione che lascia indifferenti la maggior parte delle persone (ad esempio, il claustrofobico non riesce a prendere l'ascensore o la metropolitana). Le persone che soffrono di fobie si rendono perfettamente conto dell'irrazionalità di certe reazioni emotive, ma non possono controllarle. L'ansia da fobia, o fobica, si esprime con sintomi fisiologici come tachicardia, disturbi gastrici e urinari, nausea, diarrea, senso di soffocamento, rossore, sudorazione eccessiva, tremito e spossatezza. Si sta male e si desidera una cosa sola: fuggire. Scappare, d'altra parte, è una strategia di emergenza. La tendenza ad evitare tutte le situazioni o condizioni che possono essere associate alla paura, sebbene riduca sul momento gli effetti della paura, in realtà costituisce una micidiale trappola: ogni evitamento, infatti, conferma la pericolosità della situazione evitata e prepara l'evitamento successivo (in termini tecnici si dice che ogni evitamento rinforza negativamente la paura). Tale spirale di progressivi evitamenti produce l'incremento, non solo della sfiducia nelle proprie risorse, ma anche della reazione fobica della persona, al punto da interferire significativamente con la normale routine dell'individuo, con il funzionamento lavorativo o scolastico oppure con le attività o le relazioni sociali. Il disagio diviene così sempre più limitante. Chi ha la fobia dell'aereo può trovarsi, ad esempio, a rinunciare a molte trasferte, e la cosa diventa imbarazzante se è necessario spostarsi per lavoro. Chi è terrorizzato dagli aghi e dalle siringhe può rinunciare a controlli medici necessari o privarsi dell'esperienza di una gravidanza. Chi ha paura dei piccioni non attraversa le piazze e non può godersi un caffè seduto ai tavolini di un bar all'aperto.

Più precisamente, esistono le fobie generalizzate (agorafobia e fobia sociale), fortemente invalidanti, e le comuni fobie specifiche, generalmente ben gestite dai soggetti evitando gli stimoli temuti, che si classificano così:

- Tipo animali. Fobia dei ragni (aracnofobia), fobia degli uccelli o fobia dei piccioni (ornitofobia), fobia degli insetti, fobia dei cani (cinofobia), fobia dei gatti (ailurofobia), fobia dei topi, ecc..

-Tipo ambiente naturale. Fobia dei temporali (brontofobia), fobia delle altezze (acrofobia), fobia del buio (scotofobia), fobia dell'acqua (idrofobia), ecc.

- Tipo sangue-iniezioni-ferite. Fobia del sangue (emofobia), fobia degli aghi, fobia delle siringhe, ecc.. In generale, se la paura viene provocata dalla vista di sangue o di una ferita o dal ricevere un'iniezione o altre procedure mediche invasive.

- Tipo situazionale. Nei casi in cui la paura è provocata da una situazione specifica, come trasporti pubblici, tunnel, ponti, ascensori, volare (aviofobia), guidare, oppure luoghi chiusi (claustrofobia o agorafobia).

- Altro tipo. Nel caso in cui la paura è scatenata da altri stimoli come: il timore o l'evitamento di situazioni che potrebbero portare a soffocare o contrarre una malattia (vedi anche disturbo ossessivo-compulsivo e ipocondria), ecc. Una forma particolare di fobia riguarda il proprio corpo o una parte di esso, che la persona vede come orrende, inguardabili, ripugnanti (dismorfofobia). E' importante chiarire che il tipo di fobia da cui si è affetti non ha alcun significato simbolico inconscio, come invece viene suggerito da alcuni psicoanalisti, e la paura specifica è legata unicamente ad esperienze di apprendimento errato involontario (non necessariamente ricordate dal soggetto), per cui l'organismo associa involontariamente pericolosità ad un oggetto o situazione oggettivamente non pericolosa. Si tratta, in sostanza, di un processo di cosiddetto condizionamento classico. Tale condizionamento si mantiene inalterato nel tempo a causa dello spontaneo evitamento sistematico che i soggetti fobici mettono in atto. Il contatto con ciò che provoca Fobia o anche solo il pensiero circa esso, produce una subitanea e spropositata risposta di ansia e paura, la quale si può anche tradurre in uno o più Attacchi di Panico, in particolare quando si presenta l'impossibilità di allontanarsi dalla fonte che provoca la reazione fobica. Dunque l'ansia viene avvertita in contingenza dello stimolo fobico ed il suo andamento quantitativo varia in modo proporzionale rispetto all'intensità e alla vicinanza della fonte di fobia stessa, ed anche rispetto a quanto sia più o meno possibile allontanarsi da essa, ma tale evitamento può innescare un circolo vizioso nel quale l'ansia che precede la fonte di paura, chiamata ansia anticipatoria, non fa altro che sommarsi, peggiorare ed ingigantire la paura legata allo stimolo fobico. Si innesca e intreccia così una spirale sempre più stretta, disfunzionale e senza via d'uscita; laddove con il passare del tempo le risposte psicofisiche di ansia e paura si verificano anche in assenza dell'oggetto o situazione che le provoca, magari solo immaginandole o entrando in contatto con situazioni e/o oggetti simili o collegati. Purtroppo l'intensa paura, l'evitamento e l'ansia che ne derivano influenzano negativamente, fino addirittura a compromettere in modo serio, le varie sfere della vita della persona come gli affetti, il lavoro, la scuola, la vita sociale. Per quanto detto la Fobia può purtroppo indurre delle condotte di vita assai limitate e provocare marcate compromissioni anche nelle azioni più semplici, ma magari importanti se non addirittura indispensabili alla vita di tutti i giorni, e rendere disfunzionali le altrettanto fondamentali aree vitali come quella lavorativa, familiare, relazionale. I disturbi fobici possono associarsi a una maggiore morbilità di quanto riconosciuto in precedenza. A seconda del grado in cui il comportamento fobico interferisce con la capacità della persona di funzionare, i pazienti affetti possono presentare da adulti una dipendenza finanziaria dagli altri e diversi gradi di compromissione della vita sociale, del successo lavorativo e, nel caso di giovani, dei risultati scolastici. Anche lo sviluppo associato di disturbi correlati a sostanze può influenzare negativamente il decorso e la prognosi dei disturbi fobici. Reazioni di ansia e di paura sono condizioni emotive molto diffuse sia nei bambini che negli adolescenti. Si tratta di esperienze universali, riscontrabili in varie culture, aventi carattere perlopiù transitorio, ma che talvolta possono evolvere in un vero e proprio disturbo psicologico. Durante la crescita, condizionamenti, fantasia ed immaginazione assumono un ruolo sempre più importante nelle genesi e nel mantenimento delle paure infantili, soprattutto a causa di una più complessa strutturazione del pensiero del bambino e quindi

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