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I Disturbi di Umore

I Disturbi di Umore

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I Disturbi di Umore

valutazioni:
3.5/5 (2 valutazioni)
Lunghezza:
124 pagine
1 ora
Pubblicato:
10 apr 2012
ISBN:
9781476295039
Formato:
Libro

Descrizione

I Disturbi dell'Umore sono contraddistinti dall'andamento discontinuo dell'umore della persona, che rappresenta il principale tratto psicologico. Chi è afflitto da uno di questi disturbi mostra solitamente un umore sotto tono o eccessivamente su di giri per un periodo di tempo più o meno lungo.

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10 apr 2012
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9781476295039
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Libro

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I Disturbi di Umore - Mauro De Santis

I Disturbi dell'Umore sono contraddistinti dall'andamento discontinuo dell'umore della persona, che rappresenta il principale tratto psicologico. Chi è afflitto da uno di questi disturbi mostra solitamente un umore sotto tono o eccessivamente su di giri per un periodo di tempo più o meno lungo. L'andamento dell'umore può anche essere caratterizzato dall'alternanza di periodi sotto tono a momenti nei quali esso è invece fortemente in alto. L’umore è una tonalità di base dell’affettività, e in quanto tale è una caratteristica costante della personalità con tratti di durevolezza e relativa indipendenza dalle situazioni e dagli stimoli ambientali, sia uno stato dell’umore che varia per la stessa persona da momento a momento a seconda dei pensieri e delle situazioni esistenziali di volta in volta vissute. Ognuno di noi sperimenta un certo grado di malinconia, di tristezza, di infelicità; esso però assume tratti patologici quando oscilla al di là delle soglie compatibili con l’importanza della situazione di gratificazione o di frustrazione vissuta dal soggetto. Disturbi dell’umore sono un insieme di disturbi psichiatrici che hanno come caratteristica predominante l’alterazione del tono dell’umore; nonostante un certo grado di malinconia sia da considerarsi normale, si parla di Disturbo dell’umore quando non si riesce più a ripristinare un adeguato equilibrio. Sebbene siano tra i più diffusi disturbi psicologici, se non vengono diagnosticati tempestivamente e trattati adeguatamente (sia psicologicamente che, quando necessario, farmacologicamente) disturbi di entità lieve possono assumere connotati disabilitanti. Quando l’umore è posizionato molto in basso, solitamente definito come umore depresso, la persona presenta una forte tristezza giornaliera e l'incapacità di provare gli stessi positivi piaceri precedentemente percepiti nel fare le proprie attività e di percepire le ulteriori gioie provenienti dalle sue molteplici sfere vitali. Si tratta di una condizione psicologica che determina un vero e significativo disagio o menomazione nel normale funzionamento personale, sociale, lavorativo, scolastico, familiare, affettivo, etc., ovvero in tutte le varie aree della vita, collegate e funzionali al mantenimento del benessere psicofisico generale. La persona si sente continuamente a terra ed i suoi pensieri, le sue emozioni ed i suoi sentimenti sono quasi sempre fortemente negativi. In tal modo l'esistenza si trasforma in un dolore continuo che porta l'individuo all'incapacità di apprezzare qualsiasi cosa, situazione definita in psicologia anedonia. Dilagano allora tristezza, abbattimento, disperazione, scoraggiamento, sofferenza, così come chiusura in se stessi, pianto, rallentamento psicomotorio, calo delle prestazioni cognitive (es. memoria, pensiero, percezione, concentrazione), intontimento e confusione.

A livello neurologico è stata individuata e stabilita la connessione tra i livelli di funzionamento di certi neurotrasmettitori come Dopamina, Noradrenalina e Serotonina ed il tono umorale della persona. L'umore è comunque direttamente e strettamente proporzionale anche alle dinamiche psicoemotive, cognitive e di atteggiamento, così come alle soggettive caratteristiche di personalità. Certe volte l'alterazione umorale avviene in seguito ad eventi molto negativi della vita, i quali influenzano una mente già ipersensibile alle emozioni, scatenando così la personale costituzione neuropsicologica dell'individuo. Il calo dell'umore quindi per essere patologico deve necessariamente esser distinto dai normali psicofisiologici momenti di sconforto o oscillazione; in tal modo esso diventa un vero e proprio disturbo quando perdura per settimane, mesi e/o anni e presenta una intensità ed una frequenza tali da rendere compromessa la normale vita della persona nelle sue diverse dimensioni (personale, sociale, lavorativa, relazionale, etc.). Altri sintomi depressivi che rendono il problema non normale e passeggero, ma un vero e proprio disturbo sono: dismissione di qualsiasi interesse e rapporto sociale ed affettivo, risposte emotive inadeguate e/o eccessive, bassissima autostima, rallentamento e/o blocco psicocognitivo e fisico (es. blocco dei pensieri, sguardo fisso e attività mimico-gestuale e verbale lente), drastico aumento o diminuzione di fame e peso corporeo, sonno problematico (es. insonnia o ipersonnia), sintomi psicosomatici (es. dolori), allucinazioni, deliri, ideazioni di suicidio. I Disturbi dell’umore vengono classificati in due grandi categorie: i Disturbi depressivi o Depressione unipolare (Disturbo depressivo maggiore, Disturbo distimico) e i Disturbi bipolari (Bipolare I, Bipolare II, Disturbo ciclotimico). Vi sono poi altre forme di Disturbi dell’umore che verranno presi in considerazione nell’ambito di questo testo.

Tuttavia, completiamo questa introduzione evidenziando che i disturbi dell’umore più diffusi sono:

•Disturbo depressivo. S’intende uno stato emotivo triste protratto per alcune settimane; la persona ha sempre voglia di piangere ed è pervasa da un senso di malinconia generale che si manifesta con un continuo ricordo del passato.

•Disturbo distimico. E’ un disturbo dell’umore cronico che spesso è diagnosticato tardi (depressione da almeno due anni). Chi ne soffre ha difficoltà ad affrontare la giornata, ha pensieri negativi e ha la latente sensazione di non potercela fare.

•Disturbo bipolare. E’ caratterizzato da un’alternanza di euforia e depressione (cinque-sei mesi). I sintomi sono gli stessi del disturbo distimico ma si alternano a stati in cui si ha la sensazione di riuscire a fare tutto. Apparente allegria, voglia di scherzare sempre e giocosità eccessiva appartengono al disturbo bipolare. Leggete la guida come curare il disturbo bipolare.

•Disturbo ciclomitico. E’ una forma più lieve del bipolare; si caratterizza per l’alternanza di fasi di euforia e depressione, ma prevale la fase euforica, che può causare problemi di carattere relazionale.

UMORE E DISTURBI DELL’UMORE

Il termine Umore oggi viene utilizzato nel linguaggio comune per indicare una disposizione d’animo o un atteggiamento interiore ma può essere interessante ricordare come quest’impostazione derivi ancora dall’antica teoria di Galeno che ipotizzava quanto il temperamento (inteso come l’insieme delle caratteristiche specifiche d’una persona) potesse dipendere da un miscuglio d’umori. Proponeva conseguentemente quattro temperamenti: collerico, sanguigno, flemmatico e melanconico. La sua speculazione si basava sull’impostazione ippocratica dei quattro umori fondamentali: sangue dal cuore, flemma dal cervello, bile bianca dal fegato, bile nera dalla milza. Oggi, il livello d’approfondimento sia medico che psicologico impone delle declinazioni più precise, almeno del punto di vista diagnostico. Per comprendere il significato del concetto umore è utile partire da alcune constatazioni di base. In medicina e in psicologia, l’umore è inteso come lo stato emozionale interno d’un individuo, ossia l’insieme delle disposizioni affettive e istintive che determinano il tono prevalente dell’attività psichica. Questo stato, peraltro caratterizzato da dinamismo, è in grado di condizionare la qualità e l’intensità dei vissuti dell’individuo, come anche le funzioni cognitive, comportamentali e volitive. Deve essere sempre ricordato che l’umore d’un soggetto, anche in condizioni di sufficiente benessere complessivo (soddisfazione soggettiva e qualità della vita), presenta delle oscillazioni fisiologiche che dipendono da parametri psicobiologici, da stimoli provenienti dal mondo esterno o da contenuti del mondo interno. Il tono dell’umore presenta ovviamente variazioni sia quantitative, sia qualitative. Non è possibile trattare il concetto d’umore senza ricordare che è strettamente collegato a quello di emozioni, le quali, in psicologia, vengono descritte secondo tre focalizzazioni: quella soggettiva, quella comportamentale e quella fisiologica. Deve essere questo punto evidenziato che mentre la terza focalizzazione permette delle misurazioni oggettive, le prime due richiedono il contributo attribuzionale da parte del soggetto al centro delle riflessioni.

I Disturbi dell’Umore sono delle alterazioni del tono affettivo e del comportamento interpretabili come una risposta esagerata alle emozioni che si affrontano quotidianamente. In ambito psicologico clinico, ossia quello dedicato non solo all’osservazione dei fenomeni ma soprattutto al loro trattamento in chiave terapeutica, il termine umore è spesso alternato o sostituito con quello di timia. In

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