Cotto e Mangiato

Editoriale

n questo mese di giugno ci occupiamo del , e qui di seguito spendiamo qualche parola per capire l’evoluzione degli ingredienti, della forma e del nome di quella che, all’origine, altro non era che una polpetta ed ora è diventato l’alfiere del moderno. A dispetto del nome non c’è un legame diretto con piatti della città tedesca di Amburgo, infatti la sua forma è quella del , un medaglione pressato di ritagli di seconda scelta di carne bovina, tipico della cucina russa, molto diffuso nella New York di fine Ottocento. All’epoca, l’usanza americana era di commercializzare solo pochi tagli di grande pregio e di conferire all’industria alimentare parti di ottima qualità, come le cosce; in conseguenza si trovava ottima carne a prezzi molto contenuti, e la preparazione di queste (i appunto) risultava conveniente; la bistecca venne ribattezzata , che evocava comunque un’origine europea, ma con un’aura oltremodo più raffinata di quella suggerita da uno sgraziato vocabolo slavo. Da quando ha cambiato nome ad oggi, la sua storia è patrimonio comune. Senonché, in tempi recenti, si è affacciato alla ribalta il (ovvero l’ che perde la prima sillaba e con essa la sua identità esclusivamente bovina), e che ammette nella sua composizione un mix eterogeneo di elementi, come carni suine, pollame, pesce, verdure, legumi, radici, formaggi, il tutto da mescolare con fantasia e gusto personale, e con la possibilità di condensare in un unico prodotto molteplici virtù alimentari derivanti da fibre, carboidrati, proteine, vitamine. E pensate alla fantastica opportunità che vi si offre di mettere a tavola i propri figli dando un gusto per loro commestibile alla maggioranza di cibi sani che altrimenti si rifiuterebbero di mangiare, oltre alla possibilità di riciclare avanzi di pregio. Col nostro servizio, vi diamo dei suggerimenti per mischiare tra loro sapori, consistenze e sostanze nutrienti, e speriamo di rendervi anche divertente questa sorta di “”. Ma non preoccupatevi, nulla di nuovo sotto il sole, polpette erano e polpette rimangono!

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pere 150 gmele cotogne 150 gciliegie 150 galbicocche 150 gfichi 100 gpesche 150 garance 50 gmandarini 50 gessenza di senape 10 goccezucchero semolato 500 gaceto di vino bianco 1 bicchiere 1) Lavate e mondate la frutta tagliandola in pezzettoni oppure
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