Nautica

CABINATI A MOTORE

“Navigare necesse est”, dicevano gli antichi, e agli italiani questa cosa è piaciuta, ieri come oggi. A darne ulteriore conferma, non fossero bastati gli intasamenti estivi di porti e rade, ecco arrivare i saloni di fine estate dove a parlare sono le cifre, tutte fortemente positive qualunque sia il settore. Ma i saloni sono anche un momento di confronto e di analisi per capire se le tendenze della nautica siano ispirate dai gusti del pubblico, o se viceversa sia possibile per i cantieri imporre, o per lo meno stimolare, un certo modo di andar per mare. Sia quel che sia, abbiamo scoperto che agli italiani piace navigare comodi, in un’atmosfera casalinga circondata da tutti i gadget necessari, tendenza che ha portato allo sviluppo di una domonautica sempre più evoluta. Su quest’onda viaggia anche l’inarrestabile tendenza che ha di fatto un pò omogeneizzato un certo tipo di walkaround di fascia media, a metà strada fra tender da superyacht e diporto puro, rendendolo esteticamente minimalista e spigoloso, ma soprattutto consentendogli di abbassare le “ali” per ampliare la superficie del pozzetto… e a volte anche la plancetta di poppa. Sulle barche più impegnative la personalizzazione, che a volte include anche decorazioni artistiche quasi museali, è d’obbligo (anche se a volte un pò si esagera), ma in questo settore si è notato anche un proliferare di T-Top sui fly dei grandi yacht, non sempre esteticamente ben coordinati, ma evidentemente richiesti per rendere sempre più abitabile quest’area della barca. A livello di materiali il salone di Cannes ci ha messo in contatto con quella cantieristica nordica che punta molto sull’alluminio, che da noi stenta invece ad affermarsi se non sui superyacht. In compenso a noi piace la fibra di carbonio, soprattutto quando si punta alla velocità, e si sono viste diverse barche “carbonizzate” in grado di superare i 60 nodi (qualcuna anche di più), velocità in cui, sarà bene non dimenticarlo, il manico dev’essere d’autore. Poi, diremmo quasi per fortuna, c’è chi è rimasto ancorato alla tradizione, e la vista di un gozzo, ligure o sorrentino che sia, per quanto adattato ai tempi, è sempre un piacere. Due parole sul proliferare dei catamarani, non solo a vela ma anche a motore. I pregi di questa formula sono tanti e, forse, il difetto è solo uno: considerando la nostra portualità turistica resta infatti la perplessità sulle possibilità di trovare ormeggio. L’ultima nota è per un mondo sempre più green a cui la nautica non può non adeguarsi. Anche in mare si sta facendo strada l’elettrico e qualcosa si è visto, anche di notevole, ma è un campo in cui le difficoltà non mancano, soprattutto a livello di rifornimento energetico, per cui si guarda sempre più al sole. Il che è anche poetico.

Da sempre ispirato alla filosofia del navigare in pieno comfort e sicurezza, Absolute inaugura la stagione presentando due modelli della nuova Generation 2022, nella cui progettazione si è tenuto particolarmente conto del risparmio energetico, sia contenendo i consumi sia integrando nell’hard-top dei pannelli solari in grado di sfruttare energia pulita. La funzionalità e l’originalità delle soluzioni abitative resta un marchio di fabbrica per ottimizzare la vita di bordo delle due barche, diverse però per dimensioni e impostazione del design. Il 60 Fly ha infatti un’impostazione più articolata disponendo di un flying bridge di grandi dimensioni che ospita anche una cucina, e di uno sfruttamento dell’area poppiera che amplia l’area di vivibilità. Interessante l’uso di superfici trasparenti che incrementano visivamente il contatto con il mare, accogliente e confortevole l’allestimento lounge della zona prodiera. Varie invece le opzioni per gli interni, molto curati nelle rifiniture e nei materiali, che possono arrivare ad ospitare 8 persone ponendo a prua la cabina armatoriale.

Più sportivo nelle linee il 48 Coupé, che mantiene comunque tutte le caratteristiche di comfort, come nel salone in cui le grandi finestrature offrono una grande luminosità, ma potendosi abbassare elettricamente garantiscono anche il flusso della brezza marina. Sei i posti letto disponibili ma varie, come nel caso del 60 Fly, le opzioni di layout a disposizione dell’armatore. Le motorizzazioni variano dai 2×D11-IPS 950 (725 HP) per il 60 Fly ai 2xD6-IPS 650( 480 HP) per il 48 Coupé.

Cantiere storico per eccellenza, avendo varato le sue prime barche nel 1849, Apreamare pur rimanendo fedele alla filosofia del gozzo lo ha sempre reso attuale per rispondere alle esigenze degli appassionati. Il nuovo Gozzo 35 ne è la più attuale dimostrazione, unendo un design decisamente piacevole basato sulla formula del walkaround, in cui fuori tradizione è presente un T-Top comunque molto apprezzato, alle qualità di una carena disegnata da Marine Design per offrire una duplice possibilità di motorizzazione: la classica linea d’asse (da 270 a 320 HP), o un piede poppiero (da 230 a 320 HP). L’abitabilità degli spazi aperti sfrutta al meglio le dimensioni della barca e del suo generoso baglio, con la possibilità di installare un tendalino a poppa e a prua per offrire riparo del sole. Un punto cucina con tanto di frigo alle spalle della seduta di guida completa la funzionalità della barca. Sottocoperta non si sono cercati compromessi abitativi, ma si è voluto offrire il massimo della comodità ad una singola coppia, che gode così di notevoli spazi e di una toilette extra large.

Che i catamarani stiano conquistando spazio anche nel mondo del motore non è una novità, tanto più che nelle dimensioni medie, come nel caso del nuovo Aquila 32, offrono vantaggi di primo piano. Stabilità e tenuta di mare, ad esempio, con un baglio non molto diverso da quello di un monoscafo, maggior spazio in coperta, consumi contenuti, e miglior manovrabilità. A queste caratteristiche l’Aquila 32 abbina uno spazio interno con un matrimoniale full space e una comoda toilette. La motorizzazione standard prevede 2x225HP V6 Black Mercury Verado, con l’alternativa dei 300HP V8 con controllo joystick. Un sofisticato impianto stereo Fusion aggiunge un tocco di piacevolezza per i momenti di relax.

Un occhio all’eleganza delle linee e uno alla funzionalità che deve porre l’estetica al servizio del buon vivere a bordo. Nasce su questi presupposti il nuovo As5 del cantiere spagnolo Astondoa, che si propone come un cruiser sportivo ma non troppo, in grado di assecondare con la sua abitabilità crociere di un certo impegno, ma anche di prestarsi ad un più tranquillo diporto costiero. Gli interni sono personalizzabili sia nei materiali sia nell’articolazione degli spazi, fermo restando un layout standard che prevede sul main deck cucina a poppa, salone centrale e timoneria. Sottocoperta oltre alla suite armatoriale che si sviluppa per baglio a centro barca, il layout standard prevede una cabina VIP matrimoniale a prua, e una cabina ospiti a letti affiancati, più un alloggio marinaio. Come in altri casi, tuttavia, l’As5 è customizzabile e in grado di offrire all’armatore numerose soluzioni abitative. Le prestazioni, affidate a 2x725 HP Volvo Penta, spingono la barca fino ai 32 nodi di punta, con una navigazione sicura e confortevole.

Una delle barche di maggior successo del cantiere finlandese Axopar si è presentata ai saloni di fine estate in una versione totalmente rivista e dedicata alla solarità del nostro mare. Non a caso si chiama 37’ Mediterranean Edition e, pur mantenendo di base le linee tipicamente nordiche, con il dritto di prua verticale e le caratteristiche spigolosità, pone maggior risalto agli spazi aperti, creando importanti piani prendisole e un T-top apribile per offrire più luce e ariosità. Particolare anche la superficie dei camminamenti, soffice e confortevole per chi ama stare in barca a piedi nudi.

In attesa del debutto del prossimo 45 Axopar, varato anche un nuovo 25 che si pone come entry level del cantiere. La barca, che può essere richiesta sia in versione Spider sia T-Top, è un classico cuddy cabin in grado di ospitare due persone offrendo una toilette in vano separato. Inusuale l’allestimento di coperta, con la console decentrata sulla sinistra, mentre a dritta un passavanti offre un comodo accesso al prendisole di prua. Il doppio step che caratterizza la carena, tipico del cantiere, offre ottime prestazioni anche con mare formato, per una barca già motorizzabile con un 150HP, ma che con la massima potenza di 225HP è in grado di raggiungere i 40 nodi viaggiando confortevolmente sui 30 a velocità di crociera. Imponente la presenza Azimut, sia sulle banchine di Cannes sia su quelle di Genova. Il Verve 47 è la proposta più sportiva, caratterizzato da un design piacevolmente aggressivo ed originale grazie all’andamento delle vetrate laterali. La possibilità di abbattere la murata di sinistra amplia gli spazi del pozzetto, da cui si ha comunque facilità di accesso alla plancetta poppiera e ai quattro Mercury fuoribordo da 450 HP in grado di spingere la barca sul filo dei 50 nodi, velocità dovute anche al disegno della carena a doppio step con tunnel centrale poppiero. Sottocoperta la barca dispone di blocco cucina e 4 comodi posti letto con l’armatoriale posizionata a prua.

Nella gamma dei flying bridge presentato il nuovo 53, disegnato da Alberto Mancini barca sulla quale è stato mantenuto il dovuto equilibrio fra spazi esterni ed interni. Apprezzata la cucina posizionata per servire con comodità sia il pozzetto che il living interno, mentre sottocoperta trovano posto la grande armatoriale per baglio a centro barca, e due cabine ospiti una delle quali matrimoniali. Notevole la disponibilità e la funzionalità degli spazi aperti, sia in coperta dove la prua è stata quasi interamente dedicata ai piani prendisole, sia sul fly che è un vero e proprio living open air. I due Volvo IPS da 725 HP consentono una velocità di crociera di oltre 26 nodi, con punte che superano i 30.

Le velocità diventano meno determinanti sul nuovo , barca dedicata al long cruising e tecnicamente di grande interesse avendo il fly (e non solo) realizzato in fibra di carbonio, caratteristica

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