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Big Hospitals vs. Big Pharma

“È SPAVENTOSO”, dice Molly Smith, vice president con delega alla public policy dell’American Hospital Association. A essere spaventoso è un report della Pharmaceutical research and manufacturers of America (Phrma). “Le pratiche ospedaliere aumentano i costi dei farmaci per pazienti e datori di lavoro”, evidenzia il report, in cui si aggiunge che “il sistema premia regolarmente gli ospedali per essere riusciti a ricavare il doppio o il triplo dalla vendita di un medicinale, rispetto al prezzo base dell’azienda che lo ha prodotto”, quando la vendita fa parte di un programma governativo per la somministrazione di medicinali ai pazienti più vulnerabili. Smith, furibonda, non ci sta. “Il programma è stato creato esclusivamente per colpa degli alti prezzi dei medicinali fissati dalle aziende farmaceutiche, e da loro soltanto”, dice. “E poi, quando si arrabbiano per la creazione di programmi che rispondono proprio alle loro politiche sui prezzi, vanno all’attacco. Fanno soldi a palate. Non sia mai che qualcosa intralci i loro ricavi…”.

In America l’industria sanitaria e quella farmaceutica (entrate totali, al 2019: 1,6 trilioni di dollari) si stanno scontrando aspramente e pubblicamente, come non avevano mai fatto. E per una ragione sensata. In questo momento un solo partito politico controlla sia il potere esecutivo sia quello legislativo. E quando si verifica qualcosa del genere, specialmente se nei primi due anni di mandato di un nuovo presidente, di solito si prospettano grossi cambiamenti.

È così che il Tax Cuts and Jobs Act è diventato legge con il presidente Trump e l’Affordable Care Act è passato con il presidente Obama. Adesso, il presidente Biden e i democratici che controllano il Congresso hanno l’ambizioso progetto di riformare il sistema sanitario americano e arginare i suoi costi, in costante crescita. E sia i Big Hospitals che Big Pharma potrebbero diventare un loro bersaglio. Tutto questo fa presagire uno scontro epico. Big Pharma e Big Hospitals sanno che quasi sicuramente da Washington un qualche tipo di riforma verrà fuori. La vera domanda è quanto severo sarà il giro di vite, e chi tra le due fazioni ne uscirà peggio.

Così, dopo un lungo periodo di pace, i due giganti dell’industria della salute si stanno fronteggiando come Godzilla e King Kong: sputano fuoco, si battono il petto, e si preparano a una battaglia epocale, tra lobbying e pubbliche relazioni. Ciascuna fazione vuole rendere l’altra il bersaglio numero uno della politica.

Il pubblico ritiene entrambi ugualmente responsabili per i problemi attuali del sistema sanitario. Un sondaggio Gallup ha rivelato che il 76% degli americani pensa di pagare troppo per

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