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on bended knees I asked for bread and I have received stone instead se la fantasia fosse un regno questa terra non ne sarà mai sottomessa

Camminando sul lungo lago che dal castello si allontana verso la giungla, si comprende l’altezza della diga affacciandosi sul bosco sottostante. In altre parti del mondo, come il vicino Sud Est Asiatico o la più povera Africa, l’imputazione occidentale alla colpa del colonialismo si diluisce nell’attualità – ma in India, l’evidenza del traffico sprovvisto di ogni cognizione basica di codice stradale condanna l’Europa alla sua vergogna storica. In Rajasthan gli eserciti europei fecero accordi e alleanze con i Maharaja locali, garantendone il privilegio in cambio delle ricchezze della loro terra da importare in patria. Durante una passeggiata mattutina, Lucio Bonaccorsi ricorda come a essere spediti nelle colonie – oltre a chi in fuga e certo non sempre cervelli – sarebbero stati i fratelli cadetti delle famiglie nobiliari che, per lasciare intatto il patrimonio nelle mani del primogenito, erano invitati a salpare per mare con destinazione esotica. Tra loro, i veri primi self-made man della storia del commercio basato su export. Bonaccorsi, principe cadetto di famiglia siciliana, ricorda quando lesse cronache di colonialismo belga, per alcuni parametri considerabile tra i peggiori: scarse considerazioni del rispetto delle risorse locali, sfruttamento della popolazione indigena – mentre gli Italiani in Etiopia e in Eritrea fecero l’opposto: storicamente liberi di qualsiasi senso nazionalista, gli italiani in Africa investirono in infrastrutture e impianti, nell’ottica di un ritorno prossimo che sappiamo non arrivò. I laghi di Udaipur sono collegati l’uno all’altro tramite uno stretto attraversato da due ponti – come Istanbul in miniatura. Sono laghi artificiali, la cui prima formazione risale al 1362 per poter raccogliere sia l’acqua del monsone sia le acque sotterranee – oggi, i laghi di Udaipur danno lavoro al 60% della popolazione.

Il 27 febbraio del 1930, Gandhi scrisse un editoriale pubblicato su – il titolo riportava , l’articolo spiegava la malvagità della legge che il governo inglese in India imponeva sul sale. La produzione di sale indiano era proibita in favore del sale importato dall’Inghilterra in monopolio e in vendita a un costo . Lord Irwin non rispose a Gandhi, e diede un segno di avvertimento a non marciare. Gandhi disse: . Quella mattina, il 27 febbraio 1930, Ba Gandhi preparò la pasta di fiori, petali polverizzati color vermiglio, e con un dito ne dispose il segno sulla fronte di suo marito e dei 79 uomini in marcia con lui. Gandhi lo aveva detto chiaro: . I volontari partirono – il più giovane aveva 16 anni, il più vecchio 61: era Gandhi. Duecentoquaranta miglia in ventiquattro giorni. Lungo il percorso, i bambini e le donne correvano per la strada, i fiori volavano dalla finestra – chilometro dopo chilometro, gli uomini si unirono in cammino. Il numero di volontari in marcia si moltiplicava, i giornalisti iniziavano a raccontarne la vicenda svegliando l’opinione pubblica. Il 9 aprile a Dandi, Gandhi entrò nell’acqua di mare: poi si fermo sulla battigia dove il sale era naturalmente depositato dalla marea, ne prese una manciata in pugno e con quel gesto ruppe simbolicamente la legge inglese. Da lì, la marcia si diresse a Dharasana, venti miglia distante da Dandi, dove si trovavano le riserve del monopolio. L’esercito e la polizia erano disposti a difesa dei magazzini, attrezzati e armati. A gruppi di venticinque, abbracciati e incatenati l’uno con l’altro, gli uomini di Gandhi camminarono verso i magazzini come se i soldati inglesi non esistessero. , scrisse Webb Miller, corrispondente per , che scattò le immagini narrativamente più precise della marcia di Dandi. Non fu aperto il fuoco – ma i fucili colpirono i civili rompendo spalle e crani, pestando polpacci e testicoli. Molti caddero a terra, tutti furono fermati. Trecentoventi feriti furono ricoverati negli ospedali limitrofi. Quelle immagini fecero il giro del mondo e segnarono l’inizio della fine: il British Raj, l’impero inglese in India, sarebbe presto svanito.

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