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Editoriale

Editorial

In praise of beauty, in the face of crisis

I contenuti di questo mese riguardano in particolare il ruolo del design e dei designer. Concepito per essere pubblicato in coincidenza con il Salone del Mobile di Milano (ora rinviato a causa del diffondersi del Covid-19) è un’occasione per celebrare e approfondire il significato del progetto alla luce delle sfide ambientali e sociali cui siamo di fronte.

La celebre manifestazione annuale è impressionante quanto inquietante, una Torre di Babele traboccante di genialità e di design, e sconcertante per dimensioni. Ormai conosciamo tutti la critica secondo la quale, dato che il nostro sistema economico è sempre più dipendente dall’induzione ai consumi, il ruolo del design è venuto a essere coinvolto sempre più esplicitamente nelle fuorvianti responsabilità della prospettiva di mercato, invece che nell’autonomo perseguimento di un’idea. L’accento cade sul desiderio come metro della qualità, ma questa corsa senza fine alla crescita devia il nostro talento, impiegando risorse in modo irragionevole e uccidendo il pianeta. Certamente – conclude questa tesi – il ‘buon’ design vuole risolvere i problemi, non

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