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BILL + MELINDA GATES

ERA MARZO DEL 2018, E ANCORA UNA VOLTA BILL GATES si trovava su un palco. Nei mesi precedenti, aveva tenuto un discorso di apertura dopo l’altro. A San Francisco aveva esortato le case farmaceutiche a concentrarsi sulle malattie che colpiscono i poveri così come i ricchi; a Andhra Pradesh, in India, aveva predicato il valore delle piccole aziende agricole; ad Abu Dhabi aveva esortato il Principe ereditario e altri Principi a portare avanti il loro sostegno finanziario alle iniziative per la salute globale; a Cleveland aveva promosso investimenti per migliorare le scuole. Ora, il secondo uomo più ricco del mondo e il più importante sostenitore itinerante dei poveri era ad Abuja, in Nigeria, a parlare dello stesso tema al centro di tutti questi discorsi: la necessità di investire nel ‘capitale umano’. Tra i presenti al centro conferenze, all’ombra dell’Aso Rock Presidential Villa, c’era il presidente nigeriano stesso, Muhammadu Buhari, e quello che sembrava essere l’intero schieramento del governo, con una folla di politici e manager di aziende - tutti pronti ad ascoltare l’uomo che aveva, finora, elargito al paese 1,6 mld di dollari di donazioni attraverso la sua omonima fondazione.

Due mesi prima, la Bill & Melinda Gates Foundation aveva fatto l’insolita mossa di assorbire il debito da 76 mln di dollari che la Nigeria doveva al Giappone, denaro che il paese aveva preso in prestito per finanziare gli sforzi mirati a eradicare la poliomielite. I progressi sono stati impressionanti. Nel 2012, la metà dei casi di poliomielite registrati a livello globale erano concentrati in Nigeria; il paese aveva più della metà dei casi mondiali di questa malattia paralizzante; da allora quel numero è stato ridotto a zero.

Ma Gates non era lì per tenere un discorso di aggiornamento sul buon lavoro fatto. Era là per fare il contrario: per dire ai suoi ospiti che la loro nazione – la più ricca e popolosa dell’Africa, con 190 milioni di residenti – si trovava in una situazione preoccupante. “Il Paese sta affrontando un’epidemia di malnutrizione cronica”; con un bambino nigeriano su tre cronicamente denutrito, spiegava Gates al suo pubblico. La Nigeria è il quarto Paese sul pianeta per il tasso di mortalità materna, ragione per la quale è anche considerato “uno dei posti più pericolosi al mondo per dare alla luce un bambino”. Più della metà dei bambini nigeriani che vivono nella campagne non possono leggere o scrivere adeguatamente. Il sistema sanitario di base è “difettoso”.

Il discorso, duro nei toni, andò avanti. Sulla base del Pil pro capite, la Nigeria ‘ricca di petrolio’ sta “rapidamente raggiungendo lo status di paese ad alto-medio reddito, come Brasile, Cina e Messico”, spiegava Gates. Ma nonostante tutti

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