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PERCHÉ TRUMP FA MALE AL BUSINESS

NEL GIRO DI POCHI ISTANTI dalla sconvolgente vittoria di Donald Trump alle elezioni del 2016, gli investitori si sono precipitati a comprare le azioni dei produttori di acciaio americani. Dopotutto, quello era il business che il neopresidente aveva esplicitamente promesso di salvare. “Riporteremo la vostra industria siderurgica ai livelli di prima, gente!” aveva detto ad un’esultante folla di Pittsburgh nell’aprile di quell’anno. Così, quando la Borsa aveva aperto il mattino successivo al giorno delle elezioni, gli ordini di acquisto erano elevatissimi e i prezzi avevano cominciato a salire alle stelle. Alla fine di quella settimana il valore dello S&P 500 era cresciuto del 2%, ma quello della Steel Dynamics del 13%, quello della Nucor del 14%, la stessa U.S. Steel di Pittsburgh del 23%. Nel complesso, sembrava che per l’industria della Rust Belt (gli Stati a nord est degli Usa, ndt), a quei tempi in difficoltà, fosse arrivato il momento della liberazione.

Alcuni mesi dopo, quando Trump ha istituito i dazi sull’acciaio importato, le azioni dei produttori sono salite ancora, almeno per un po’. Oggi le azioni di tutti i principali produttori di acciaio americani vengono scambiate a un prezzo inferiore non solo rispetto ai picchi del 2018, ma più basso persino di quello che avevano nel 2016, prima dell’elezione di Trump. La U.S. Steel, che ha lavorato duramente dietro le quinte per aiutare a modellare i dazi, vale quasi un terzo in meno rispetto a quanto valeva il giorno delle elezioni. Riportare l’industria ai fasti di un tempo si è rivelato essere più difficile di quanto Trump, i dirigenti dell’industria dell’acciaio, o gli investitori potessero immaginare. In quasi tre anni di Trump alla presidenza, quello dell’acciaio è diventato un microcosmo particolarmente drammatico nel panorama industriale americano. Un’Era, quella di Trump, che è cominciata piena di promesse, e con la benedizione da parte dei maggiori comparti industriali, ma che nel tempo è diventata progressivamente deleteria per molti. Trump è stato duramente criticato per una vasta gamma di motivi, ma mentre il Paese si concentra sull’impeachment, Fortune ha scelto di concentrarsi esclusivamente sui suoi numeri nell’economia e nel mondo degli affari. Su questo piano, l’unica costante del suo mandato finora è stata l’incoerenza, che ha creato un ambiente di incertezza senza precedenti, ed è diventata di per sé un significativo problema per gli affari. È difficile da credere, ma nonostante diverse politiche apparentemente pro-business e alcuni importanti successi iniziali, il primo businessman Presidente degli Stati Uniti è diventato un problema proprio per le aziende. Un attimo, come è possibile che l’attuale situazione possa essere negativa per le imprese? I titoli hanno raggiunto nuovi massimi da record. L’inflazione è bassa. I tassi di interesse sono straordinariamente bassi. Benché il mercato del lavoro sia abbastanza tirato, cresce il numero dei lavoratori che stanno rientrando sul mercato, e i consumatori hanno più soldi da spendere. Questa situazione non dovrebbe forse essere il Nirvana degli affari?

Dovrebbe esserlo, ma guardate la situazione più da vicino. La fiducia dei Ceo, che era alle stelle nei primi giorni di Trump, da allora è precipitata a livelli così bassi che non si registravano dai tempi più bui della crisi finanziaria, nel 2009. “L’amministrazione Trump ha

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